Atlantia, dai Benetton offerta da 12,7 miliardi, il mercato si allinea
di Vittoria Puledda , di Vittoria PuleddaMILANO - «Abbiamo scelto di intraprendere questa iniziativa anche al fine di preservare l’integrità e l’identità italiana del gruppo». Così Alessandro Benetton, presidente di Edizione, ha spiegato l’Offerta pubblica di acquisto (Opa) totalitaria e finalizzata al delisting di Atlantia, società di cui ha già il 33,1%. Un’operazione ormai nota (le indiscrezioni risalgono al 6 aprile) insieme a Blackstone e Crt, che ieri mattina si è arricchita dell’ultimo passaggio mancante: il prezzo.
Schemaquarantatré, la newco che realizzerà l’operazione, ha messo sul tavolo 23 euro per azione, cui si aggiungono i 74 centesimi di dividendo che l’assemblea si appresta ad approvare. Il corrispettivo rappresenta un premio del 5,3% rispetto ai valori della sera prima in Borsa, ma è più alto del 24,4% rispetto al prezzo del 5 aprile, immediatamente prima che si diffondessero le voci …
MILANO - «Abbiamo scelto di intraprendere questa iniziativa anche al fine di preservare l’integrità e l’identità italiana del gruppo». Così Alessandro Benetton, presidente di Edizione, ha spiegato l’Offerta pubblica di acquisto (Opa) totalitaria e finalizzata al delisting di Atlantia, società di cui ha già il 33,1%. Un’operazione ormai nota (le indiscrezioni risalgono al 6 aprile) insieme a Blackstone e Crt, che ieri mattina si è arricchita dell’ultimo passaggio mancante: il prezzo.
Schemaquarantatré, la newco che realizzerà l’operazione, ha messo sul tavolo 23 euro per azione, cui si aggiungono i 74 centesimi di dividendo che l’assemblea si appresta ad approvare. Il corrispettivo rappresenta un premio del 5,3% rispetto ai valori della sera prima in Borsa, ma è più alto del 24,4% rispetto al prezzo del 5 aprile, immediatamente prima che si diffondessero le voci di Opa e contro-Opa da parte dei Benetton e dei fondi Gip e Brooksfield (affiancati da Florentino Perez). Un valore che - a botta calda - è stato considerato dal mercato nella fascia alta delle possibilità di offerta. La Borsa si è immediatamente adeguata (+4,29%, a quota 22,83 euro), anche se poi saranno i prossimi giorni e settimane a dire dove si posizionerà il prezzo di Atlantia.
Confermato, nella sostanza, lo schema dell’operazione, che valorizza Atlantia 19 miliardi (12,7 miliardi il controvalore non ancora in mano alla famiglia): a lanciare l’Opa sarà una società di cui a monte Edizione holding (Benetton) avrà in questa primissima fase il 65% e il fondo infrastrutturale Blackstone il 35%. È già deliberato che la Fondazione Crt (titolare del 4,54% di Atlantia) conferisca titoli per lo 0,76% della sua quota alla Newco; il resto sarà oggetto - per vincoli di statuto - dell’approvazione del consiglio di indirizzo della Fondazione; a Crt è stato concesso tempo fino al 22 aprile per comunicare cosa intende fare. L’orientamento, a quanto si apprende, sarebbe comunque di apportare alla newco titoli per un totale del 3% di Atlantia, facendosi liquidare il resto.
Se lo schema sarà rispettato, Crt dovrebbe avere circa il 7,5-8% della nuova società, Benetton il 58 e Blackstone il 34%; i conti definitivi si faranno a chiusura d’Opa, ma è comunque certo che la partecipazione italiana sarà maggioritaria. L’altra incognita riguarda cosa farà il fondo di Singapore Gic, considerato storico alleato dei Benetton: le scommesse sono per un suo ingresso nella società, ma ad ora non ci sono prese di posizione.
Già stabilito invece che Edizione apporterà tutto il suo pacchetto (33,1%), Blackstone parteciperà con 4,48 miliardi e la società di nuova costituzione sarà finanziata dalle banche con 8,225 miliardi, per realizzare l’Opa. Che non avrà tempi brevi: l’iter autorizzativo, in particolare quello di Bankitalia (per la partecipazione Telepass) prenderà mesi. Già tracciato anche il finale di partita: l’uscita di Atlantia da Piazza Affari. Edizione infatti ha dichiarato che se non ottenesse le azioni sufficienti per far scattare il delisting, promuoverebbe la fusione inversa con la società controllante non quotata, operazione che fa scattare il diritto di recesso ma che ha buone possibilità di essere approvata (servono i due terzi del capitale presente in assemblea).
Ieri i potenziali contendenti Gip (in Italia ha Italo) e Brooksfield non hanno commentato la mossa ufficiale. Resta da vedere come si muoveranno in futuro: potrebbero lanciare una contro-Opa, anche se hanno sempre dichiarato di non volersi muovere in modo ostile. Una cosa è certa: con Perez, socio al 49% del gruppo spagnolo delle autostrade Abertis (il 51 è di Atlantia) bisognerà trovare un modus vivendi meno conflittuale rispetto al passato.