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“Voglio tutto Twitter”. Così la mossa di Musk cambia il mondo social

(reuters)

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Opa da 43 miliardi di dollari sulla società. Musk: "L’offerta crea un’area inclusiva per la libertà di parola. Non sono sicuro che sarò in grado di acquistarla, ma ho un piano B"
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"Twitter sta morendo?": è bastato un tweet dell'imprenditore Elon Musk, sabato scorso, perché l'infosfera, raccolta intorno alla piattaforma social, forum di giornalismo, comunicazione, politica, business e cultura, si dividesse indignata, Affari contro Ideali. Musk, controverso leader del brand automotive Tesla e dell'azienda spaziale SpaceX, ha annunciato mercoledì 13 di voler rilevare l'intera proprietà di Twitter, 220 milioni di utenti nel mondo, un americano su 4 a bordo, 70% uomini e 30% donne, capaci di generare ogni giorno mezzo miliardo di microblog, massa sterminata di dati che innesca Brexit, vittorie di Trump negli Usa e Modi in India, e permette, in Italia, di seguire il surf politico di Letta, Meloni, Salvini, Grillo. Offerta 43 miliardi di dollari (39,7 miliardi euro), $54,20 ad azione. Ma Twitter non è frusciante auto elettrica o navicella spaziale verso l'infinito, è diario di bordo del nostro tem…

"Twitter sta morendo?": è bastato un tweet dell'imprenditore Elon Musk, sabato scorso, perché l'infosfera, raccolta intorno alla piattaforma social, forum di giornalismo, comunicazione, politica, business e cultura, si dividesse indignata, Affari contro Ideali. Musk, controverso leader del brand automotive Tesla e dell'azienda spaziale SpaceX, ha annunciato mercoledì 13 di voler rilevare l'intera proprietà di Twitter, 220 milioni di utenti nel mondo, un americano su 4 a bordo, 70% uomini e 30% donne, capaci di generare ogni giorno mezzo miliardo di microblog, massa sterminata di dati che innesca Brexit, vittorie di Trump negli Usa e Modi in India, e permette, in Italia, di seguire il surf politico di Letta, Meloni, Salvini, Grillo. Offerta 43 miliardi di dollari (39,7 miliardi euro), $54,20 ad azione. Ma Twitter non è frusciante auto elettrica o navicella spaziale verso l'infinito, è diario di bordo del nostro tempo, e il suo controllo scatena ambizioni smisurate e fantasmi da Grande Fratello.

Il 4 di aprile Musk dichiarava di aver rilevato il 9,1% dell'azienda, fondata a San Francisco nel 2006 da un gruppo di amici, fra cui Jack Dorsey, amministratore delegato fino al 2021, e Biz Stone. Anche stavolta, come in un caso analogo a Tesla che gli costò una sanzione e l'obbligo di dover sottoporre agli avvocati ogni tweet personale, Musk viola le regole della Sec, agenzia che regola le Borse Usa, non comunicando in tempo l'ingresso in Twitter, e, quando il titolo rimbalza a Wall Street, un drappello di investori avvia una causa legale per tutelarsi.

L'amministratore di Twitter, Parag Agrawal, ha invitato, come d'uso, Musk nel board della società, 1,5 miliardi di fatturato, ma si vede opporre da @elonmusk una raffica di tweet, proposti ad 80 milioni di follower: se Twitter sia morto, se difenda la libertà di pensiero (la maggioranza risponde di no), se non sia roccaforte di censura, fino alla battutaccia su eliminare la "w" dal brand, caricaturandolo in "tette". È impossibile identificare Elon Musk secondo la tavolozza ideologica del secolo scorso, Destra-Sinistra.

Sergio Marchionne, che lo conosceva bene, riteneva che "in politica Elon segua gli umori, o capricci, del momento", di certo si è incontrato con Trump un paio di volte e, pur criticandolo sulle politiche per l'immigrazione, non ha accettato il bando imposto all'ex presidente su Twitter da Dorsey, in nome di una filosofia libertaria, senza editing sui post. La base trumpiana, che controlla il partito repubblicano e spera nella rivincita a novembre, alle elezioni di Midterm, contro l'odiato presidente Joe Biden, twitta festosa sul possibile ritorno di Trump, se Musk conquistasse la maggioranza in Twitter.

Trump, cui brucia lo stop impostogli dalle piattaforme social, Twitter, Facebook, Instagram per la disinformazione diffusa durante l'attacco al Campidoglio del 6 gennaio 2021, non sembra pentirsi: "Twitter? Che noia mortale, non come ai miei tempi! Non credo di rientrare, Musk o no", meglio concentrarsi sul business della piattaforma populista, Truth Social, che vuol varare ma che, finora, non trova investitori e pubblico.

Il Giovedì di Passione anima, dunque, l'America social e dal Washington Post, Max Boot, ex consigliere di destra del presidente Bush convertito antitrumpiano, lamenta: "Mi terrorizza l'impatto su società e politica di Twitter in mano a Musk, persuaso che sui social media debba imperare il Far West. Perché la democrazia sopravviva, invece, dobbiamo moderare di più, non di meno, i contenuti", pena il trionfo di disinformazione e rumore di fondo, come in Ucraina. The Hill, sito di rigore della Washington politica, raccoglie al volo la reazione della deputata trumpiana ultras Marjorie Taylor Greene: "Ammazzare la libertà di parola per salvare la democrazia? E dillo che sei comunista Max!".

Che un conservatore Doc alla Boot passi da "comunista", illustra il tossico clima 2022. Musk, con formidabile capacità di comunicazione, da sempre suo miglior business model, percepisce che comprare Twitter, o abbandonarlo sdegnato dopo la presunta censura di Wall Street per, magari, progettare una piattaforma concorrente, è già successo di immagine e balsamo per le azioni. Un analista veterano di Bank of America commenta con Repubblica: "Il deal è modesto, eppure a Wall Street non si parla d'altro. Ha ragione il vecchio Lex, sul Financial Times, dobbiamo stimare Musk che rilancia, o Musk che abbandona, alla pari, 50-50. Ma intanto Elon pone il tema che gli sta a cuore: piattaforme social con regole sui contenuti o senza, e quali regole e da chi imposte e condivise?".