Canone Rai via dalla bolletta, il governo studia un nuovo sistema di riscossione: dalle società di recupero crediti alla tassazione sulla casa
di Aldo Fontanarosa , di Aldo FontanarosaROMA - Il governo punta a eliminare il canone Rai dalla bolletta elettrica, perché così chiede l'Unione europea. Nello stesso tempo il governo vuole evitare che un'evasione massiva dell'imposta televisiva - tradizione del nostro Paese fino al 2016 - affondi il bilancio, già fragile, di Viale Mazzini. Nel 2011, quando gli italiani dovevano andare alle Poste per pagare, l'evasione del canone raggiunse il livello record di 500 milioni di euro.
Il governo Draghi è di fronte, dunque, a questa sfida. Deve individuare un nuovo sistema di riscossione del canone Rai, un sistema efficiente; e valuta cinque possibilità che sono tecnicamente praticabili. Una scelta, al momento, non c'è. Ma entro l'anno, al più tardi nella nuova Legge di Bilancio, bisognerà trovarla, anche per dare delle certezze alla tv di Stato.
ROMA - Il governo punta a eliminare il canone Rai dalla bolletta elettrica, perché così chiede l'Unione europea. Nello stesso tempo il governo vuole evitare che un'evasione massiva dell'imposta televisiva - tradizione del nostro Paese fino al 2016 - affondi il bilancio, già fragile, di Viale Mazzini. Nel 2011, quando gli italiani dovevano andare alle Poste per pagare, l'evasione del canone raggiunse il livello record di 500 milioni di euro.
Il governo Draghi è di fronte, dunque, a questa sfida. Deve individuare un nuovo sistema di riscossione del canone Rai, un sistema efficiente; e valuta cinque possibilità che sono tecnicamente praticabili. Una scelta, al momento, non c'è. Ma entro l'anno, al più tardi nella nuova Legge di Bilancio, bisognerà trovarla, anche per dare delle certezze alla tv di Stato.
La prima strada è molto funzionale, ma politicamente impopolare. Porta a trasformare il canone della televisione in un'imposta sulla proprietà della casa, come è in Francia. Esattore del canone, in questo scenario, sarebbe il Fisco. Struttura attrezzata, anche per l'accesso a tutte le banche dati del Paese. La seconda strada, anch'essa impopolare, è trasformare il canone in un'imposta sulla proprietà dell'automobile (come in Israele). Esattore, il ministero della Mobilità.
Ora, il nuovo sistema di riscossione sarà introdotto entro quest'anno, per legge, quando saremo in vista delle elezioni politiche del 2023. I partiti, dunque, saranno attenti a ogni spesa sia introdotta per le famiglie e al suo impatto simbolico. Per questo potrebbero opporsi alle due soluzioni, che suonerebbero come un aggravio della tassazione sulla casa o l'auto.
Certo, a voler fare le cose con serietà, anche gli altri sistemi possono risultare forti e stringenti. Nel Regno Unito, ad esempio, la mitica televisione di Stato Bbc si è affidata a società private di riscossione: in particolare, a Capita Business Services, che svolgerà questo servizio fino a giugno di quest'anno. Undici anni di supporto alla Bbc, dal 2011 ad oggi, hanno reso Capita molto efficiente contro gli evasori.
La riscossione in appalto ai privati è in piedi anche in Svizzera, dove opera la Serafe AG, filiale del gruppo Secon AG. L'esattore Serafe AG, che svolgerà questo compito fino al 2025, grazie a una gara pubblica ha sostituito la società Billag, che aveva a lungo incamerato la tassa. Billag era una controllata di Swisscom, operatore di telecomunicazioni svizzero di proprietà statale al 51%.
In tre Paesi - Repubblica Ceca, Irlanda e Polonia - la riscossione è realizzata con il contributo delle Poste, che inviano sul campo una squadra di dipendenti dedicati al compito. La soluzione, qui in Italia, potrebbe rivelarsi troppo costosa (per la Rai) e gravosa (per le Poste).
La televisione austriaca e la tedesca ARD ZDF invece hanno ricevuto dallo Stato copiosi finanziamenti. In questo modo, hanno assunto e formato nuove persone, e acquisito tecnologie d'avanguardia. Persone e mezzi sono stati conferiti a una società separata, ma controllata al 100%, che si è specializzata nella gestione della pratica canone.
Queste strutture - dagli uffici agli hotel - hanno continuato a pagare l'imposta tv in modo tradizionale, alla vecchia maniera, perché il loro canone non è mai finito nella bolletta elettrica. Ma complice la crisi economica, in tanti non pagano da tempo. Questo canone, d'altra parte, non è come quello della famiglia. I suoi importi sono proibitivi.