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Si gonfia l'assegno che l'Italia versa a Mosca per gas, carbone e petrolio: solo a febbraio 2 miliardi, boom del 520%

(reuters)
I dati dell'Istat sul valore delle importazioni mettono a nudo come l'impennata dei prezzi energetici abbia fatto gonfiare le casse del Cremlino. Se si considera il primo bimestre dell'anno, i "prodotti dell'estrazione" arrivati dalla Russia hanno raggiunto quota 3,5 miliardi, mentre erano sotto il miliardo nel 2021
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MILANO - Due miliardi di euro a febbraio, oltre tre miliardi e mezzo se si considerano i primi due mesi dell'anno. Ecco l'assegno che l'Italia ha pagato alla Russia di Putin per comprare gas, petrolio, carbone, poco prima che scoppiasse il conflitto (24 febbraio). Un incremento annuo incredibile: +520 per cento se si prende il solo dato di febbraio (nel 2021 erano stati 339 milioni), +256 per cento nel cumulato del bimestre (nemmeno un miliardo di euro, l'anno scorso). Dati - desumibili dalle tabelle dell'Istat sull'andamento di import ed export italiano appena aggiornati - che mettono a nudo il corto-circuito nel quale si trovano i Paesi occidentali: sanzionare Mosca per strozzare la sua resistenza finanziaria, mentre la sua Armata invade l'Ucraina; ma d'altra parte continuare a rimpinguarne le casse con l'acquisto della sua materia prima più preziosa, l'energia.

MILANO - Due miliardi di euro a febbraio, oltre tre miliardi e mezzo se si considerano i primi due mesi dell'anno. Ecco l'assegno che l'Italia ha pagato alla Russia di Putin per comprare gas, petrolio, carbone, poco prima che scoppiasse il conflitto (24 febbraio). Un incremento annuo incredibile: +520 per cento se si prende il solo dato di febbraio (nel 2021 erano stati 339 milioni), +256 per cento nel cumulato del bimestre (nemmeno un miliardo di euro, l'anno scorso). Dati - desumibili dalle tabelle dell'Istat sull'andamento di import ed export italiano appena aggiornati - che mettono a nudo il corto-circuito nel quale si trovano i Paesi occidentali: sanzionare Mosca per strozzare la sua resistenza finanziaria, mentre la sua Armata invade l'Ucraina; ma d'altra parte continuare a rimpinguarne le casse con l'acquisto della sua materia prima più preziosa, l'energia.

Al danno, si unisce la beffa: è soprattutto l'aumento dei prezzi della materia prima a spiegare il boom dell'assegno. Quello stesso aumento esacerbato dal conflitto, con le sue ripercussioni sui mercati internazionali (e, probabilmente, una dose di speculazione). L'Istituto di statistica non offre ancora lo spaccato di quanta parte dell'incremento dell'import dalla Russia sia dovuto alle variazioni del costo unitario e quanto invece legato a eventuali variazioni al rialzo dei volumi. Ma se si guarda la dinamica mondiale, pare evidente che la variabile "prezzo" sia stata determinante: i costi medi unitari per l'energia sono saliti del 152 per cento annuo, i volumi solo del 20. E, date le tensioni sui mercati registrate nelle prime fasi del conflitto, difficilmente con marzo la tendenza si sarà invertita.

Esportazioni, importazioni con la Russia per settore di attività economica. Febbraio 2022

 (variazioni percentuali, composizioni e valori in migliaia di euro)

SETTORI DI ATTIVITÀ ECONOMICA  ESPORTAZIONI
  Valori Febbraio 2022 Var % Feb 22 / Feb 21 Valori Gen-Feb 22 Var % Gen-Feb 22 / Gen-Feb 21
A Prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca              4.233 36,0 8.370 45,2
B Prodotti dell'estrazione di minerali da cave e miniere                  502 79,8 1.303 135,7
C Prodotti delle attività manifatturiere          666.401 18,4 1.202.772 21,8
D Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata                       - - 0 -
E Prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento              1.974 231,5 3.244 250,0
Altri prodotti n.c.a.                  630 40,7 974 0,8
TOTALE          673.741 18,7      1.216.663 22,2

 


SETTORI DI ATTIVITÀ ECONOMICA  IMPORTAZIONI
  Valori Febbraio 2022 Var % Feb 22/Feb 21 Valori Gen-Feb 22 Var % Gen-Feb 22/Gen-Feb 21
A Prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca 13.722 142,7 26.118 112,7
B Prodotti dell'estrazione di minerali da cave e miniere 2.041.228 520,2 3.530.493 256,2
C Prodotti delle attività manifatturiere 730.931 60,5 1.150.654 38,7
D Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 0 - 0 -
E Prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento 1.860 48,4 4.380 68,2
Altri prodotti n.c.a. 225 69,3 392 130,8
TOTALE 2.787.966 252,2 4.712.037 156,7

Fonte: Istat

Nel complesso, a febbraio l'Italia ha importato dalla Russia beni per 2,8 miliardi (i tre quarti sono proprio i "Prodotti dell'estrazione di minerali da cave e miniere", da definizione Istat). Si tratta di una crescita del 252% sul febbraio del 2021, la più alta tra tutti i partner commerciali del Belpaese. D'altra parte, da lì arriva oltre il 54% delle nostre importazioni di gas naturale allo stato gassoso. Nello stesso mese, le importazioni da tutto il mondo sono salite del 44,9% annuo: da sola, Mosca spiega quasi 5 punti percentuali di tutta quella crescita. Di contro, abbiamo venduto Made in Italy per 673 milioni.

Fonte: Istat 
La condizione italiana è senz'altro condivisa da altri Paesi che dipendono dal gas e dall'energia russa. Secondo i dati Eurostat, nel primo bimestre dell'anno l'import europeo da Mosca è raddoppiato rispetto al 2021, sfiorando quota 40 miliardi di euro, e ha portato il deficit della bilancia commerciale da 7,6 a 25,2 miliardi di euro. Un paio di settimane fa, la Bloomberg aveva calcolato che - nonostante tutte le difficoltà che le sanzioni iniziano a generare nell'economia russa, come ha recentemente riconosciuto la governatrice Elvira Nabiullina - il bilancio della Russia dovrebbe ancora beneficiare dei rubinetti dell'energia, finché i partner europei non decideranno di chiuderli, con guadagni attesi nell'ordine di quasi 321 miliardi di dollari (oltre 296 miliardi di euro, al cambio attuale), in aumento di oltre un terzo rispetto al 2021. Numeri che mettono Mosca verso una traiettoria record in quanto a surplus delle partite correnti, quantificato dall'Institute of International Finance nell'ordine dei 240 miliardi di dollari (221 miliardi di euro).

Il deficit energetico manda la bilancia commerciale italiana in rosso

Un discorso che si ribalta, visto da questa parte dei confini. Gli stessi dati Istat di febbraio mostrano come il deficit energetico italiano sia triplicato, mandando in rosso la bilancia commerciale italiana. L'Istituto ha calcolato che il deficit energetico italiano è salito a 7,3 miliardi, mentre nello stesso mese del 2021 era di 2,2 miliardi. L'Italia è passata così, in dodici mesi, da un avanzo commerciale complessivo di 4,75 miliardi a un disavanzo di 1,7 miliardi. "Gli acquisti di gas naturale contribuiscono per 10 punti percentuali al forte incremento tendenziale delle importazioni italiane", che segnano +44,9%, ha commentato l'Istat.

Anche l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici si riduce a 5,6 miliardi, da quasi 7 di febbraio 2021. "Il deficit energetico si amplia sensibilmente e il saldo nell'interscambio di prodotti non energetici, seppur ampiamente positivo, si riduce rispetto a febbraio dello scorso anno" commenta infatti l'istituto. Se si prendono i primi due mesi dell'anno nel loro complesso, il deficit energetico è di ben 13,78 miliardi e il saldo complessivo è in deficit per 6,8 miliardi (mentre sarebbe in attivo di 7 miliardi al netto dell'energia).