MILANO - A pochi giorni dalla cruciale assemblea che dovrebbe ridefinire i rapporti di forza all'interno di Generali, sul sito della società sono state pubblicate le risposte alle domande rivolte dai soci. Quanto ai rapporti con Mediobanca e all'opportunità di una stretta sulle parti correlate, cosa invece necessaria secondo Francesco Gaetano Caltagirone, la società spiega in una risposta che "le vigenti procedure assicurano la correttezza delle relazioni con parti correlate, inclusa Mediobanca, e già prevedono regole più stringenti rispetto ai requisiti di legge allineandosi alle migliori pratiche di mercato". Il Leone precisa inoltre che 'come previsto dalla vigente normativa non vengono sottoposte alla valutazione preventiva del comitato parti correlate le operazioni di valore non significativo e le operazioni che rientrano nell'operatività ordinaria del gruppo", anche perché - si aggiunge - "sono sempre verificati l'interesse del gruppo alla loro esecuzione e l'applicazione di condizioni di mercato".
Generali risponde poi sul tema del prestito titoli, altro tema sollevato da Caltagirone in vista dell'assemblea. "All'esito delle deliberazioni adottate dall'assemblea, gli azionisti legittimati hanno sempre il diritto di agire avanti al giudice competente per impugnare qualsivoglia deliberazione assembleare, ove ne ricorrano i presupposti", vine risposto a chi chiedeva conto di una possibile azione legale, da parte di alcuni soci, legata al prestito titoli di Mediobanca sul 4,42% di Generali.
Rispetto a Banca Generali, sottolinea invece la società, "il consiglio di amministrazione di Assicurazioni Generali Spa non ha mai ricevuto proposte concrete per la cessione di Banca Generali". "Banca Generali - viene precisato - è un asset importante per il gruppo grazie alle sue ottime performance, e il piano strategico 'Lifetime Partner 24: Driving Growth' prevede lo sviluppo organico della banca stessa come parte del gruppo Generali".
La società precisa poi di non avere in programma riduzione del personale. "Il modello di gestione del Gruppo prevede l'empowerment dei ceo locali, all'interno del piano strategico e dei relativi target e budget. Di conseguenza non sono attualmente presenti piani di ristrutturazione orchestrati a livello di Gruppo; i diversi paesi ottimizzano a livello locale in funzione delle sfide e delle opportunità di business".