Olio di palma, l'Indonesia blocca l'export e i prezzi schizzano ai massimi. Allarme anche in Italia
di Rosaria AmatoROMA - Nuovo allarme per l'industria agroalimentare mondiale: l'Indonesia annuncia il blocco dell'export dell'olio di palma, e i prezzi schizzano ai massimi storici nei mercati mondiali. L'Indonesia è il primo produttore globale dell'olio di palma, ed è responsabile del 50 per cento delle forniture sul mercato: anche i Paesi come l'Italia, che ne acquistano quantitativi limitati, sono comunque colpiti dal blocco, soprattutto in un momento come questo, con l'inflazione che corre e la guerra in Ucraina che ha avuto un forte impatto sulle forniture di tutti gli oli vegetali.
"Il divieto di export di olio di palma da parte dell'Indonesia ci colpisce innanzitutto perché per noi è un mercato strategico per questo prodotto - conferma il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio - e poi perché è l'ennesimo sovranismo e blocco di esportazioni verso Paesi, come è il nostro, che hanno bisogno di imp…
ROMA - Nuovo allarme per l'industria agroalimentare mondiale: l'Indonesia annuncia il blocco dell'export dell'olio di palma, e i prezzi schizzano ai massimi storici nei mercati mondiali. L'Indonesia è il primo produttore globale dell'olio di palma, ed è responsabile del 50 per cento delle forniture sul mercato: anche i Paesi come l'Italia, che ne acquistano quantitativi limitati, sono comunque colpiti dal blocco, soprattutto in un momento come questo, con l'inflazione che corre e la guerra in Ucraina che ha avuto un forte impatto sulle forniture di tutti gli oli vegetali.
"Il divieto di export di olio di palma da parte dell'Indonesia ci colpisce innanzitutto perché per noi è un mercato strategico per questo prodotto - conferma il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio - e poi perché è l'ennesimo sovranismo e blocco di esportazioni verso Paesi, come è il nostro, che hanno bisogno di importare determinate materie prime. Prima l'Ungheria che blocca l'export di cereali, poi la Serbia che blocca cereali e proteici e infine la Russia che minaccia il blocco di esportazione ai paesi cosiddetti "non amici". Sono tutte azioni che ci danneggiano perché, sia nel caso che l'Italia sia importatrice diretta sia che non lo sia, azioni come queste ridisegnano le catene di approvvigionamento con conseguenti aumenti di prezzo e quindi sono segnali che non possono non preoccuparci".
Il blocco indonesiano, spiega però Mauro Fontana, presidente dell'Unione Italiana per l'Olio di Palma Sostenibile, che dal 2015 unisce associazioni di categoria aderenti a Confindustria e aziende nazionali e internazionali attive nei settori merceologici che utilizzano olio di palma, ha un impatto grave, ma limitato sui nostri produtturi dell'agroalimentare perché "noi acquistiamo olio di palma soprattutto dalla Malesia e dai Paesi del Sudamerica". Inoltre, aggiunge Fontana, "il blocco sta creando una grossa agitazione, ma è ancora in discussione e potrebbe variare nei dettagli e nei tempi. Da quello che è trapelato, non sarebbe totale sull'olio di palma, ma riguarderebbe solo l'oleina, cioè la parte più liquida, che viene anche definita "cooking oil" e viene usata per condire e friggere in particolare nei Paesi asiatici". Il blocco nasce proprio da questo: gli aumenti di prezzo delle ultime settimane hanno suscitato forti proteste nella popolazione, "per loro è una materia prima molto importante e quindi il governo ha cercato di correre ai ripari con questo blocco, per calmierare il prezzo". Ottenendo però l'effetto contrario nei mercati mondiali.
Fontana conferma che non potrebbe esserci un momento più sbagliato, con la scarsità di oli vegetali sul mercato. Inoltre, dopo la campagna che alcuni anni fa portò a limitare l'uso del prodotto, considerato responsabile della deforestazione, sono cambiati i metodi di coltivazione, "quello certificato che usiamo oggi è responsabile di meno del 5% della deforestazione mondiale", precisa. Tanto che "stimiamo che quel 30% di uso che si è perso sia già stato recuperato per due terzi", assicura Fontana. E' tanto più vero negli ultimi mesi, l'olio di palma, come quello di colza e altri oli vegetali, è stato utilizzato anche in sostituzione di quello di girasole. L'Italia del resto già lo scorso anno ha importato ben 1,46 miliardi di chili di olio di palma dei quali circa la metà per un quantitativo di 721 milioni di chili proprio dall'Indonesia, secondo l'analisi della Coldiretti su dati Istat.