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Le Borse di oggi 27 aprile. I listini Ue non si scompongono per il caso-gas. Milano +0,6%, l'euro ai minimi dal 2017

Le Borse di oggi 27 aprile. I listini Ue non si scompongono per il caso-gas. Milano +0,6%, l'euro ai minimi dal 2017
(ansa)
Gas sotto pressione dopo lo stop alle forniture a Polonia e Bulgaria. Asia in flessione, Tokyo chiude a -1,17%. Rimbalza la Cina sull'impegno di Pechino a sostenere l'economia
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MILANO - La forte tensione tra Europea e Russia sul fronte del gas non si ripercuote sui mercati azionari. A far schizzare alle stelle il livello d'allarme è stato l'annuncio di Gazprom dello stop alle forniture a Bulgaria e Polonia. Oggi sono arrivate indicazioni contrastanti durante la giornata: da una parte il colosso russo conferma lo stop, ma lungo i tubi della rete dei due Paesi coinvolti si parla di un flusso ancora attivo. "I flussi di gas dalla Russia in entrata in Italia da Tarvisio sono regolari", rassicura invece la Snam. L'Europa muove verso una riunione straordinaria dei ministri dell'Energia, mentre la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, parla di un "ricatto" di Mosca e chiarisce che chi paga in rubli viola le sanzioni (ci sono voci in questo senso vicino a Gazprom). La sequela di notizie e accuse incrociate manda inizialmente le quotazioni del future con consegna maggio in forte rialzo: in mattinata si registra un +16% a 119,7 euro a Mwh, dopo aver toccato anche un massimo di 125 euro in avvio. Poi però rientrano gradualmente e al Ttf di Amsterdam il gas si sgonfia verso 107 euro.

Gli indici del Vecchio Continente chiuono senza subire queste tensioni. Milano sul finale gira di nuovo in positivo e manda in archivio la giornata a +0,63%. Londra sale dello 0,55%, Francoforte dello 0,2% e Parigi dello 0,48%. Molti altri gli elementi guardati con attenzione: continua a tenere banco la vicenda Twitter-Musk, mentre si registrano le trimestrali sopra le attese di Microsoft e deludente per Google. Big tech continua a produrre i risultati: oggi tocca a Meta (Facebook), domani ad Apple e Amazon. Volatile Wall Street: alla chiusura dei mercati europei, grazie - secondo Bloomberg - all'intervento degli investitori che approfittano dei recenti cali il Dow Jones sale di quasi l'1% e il Nasdaq balza dell'1,05%.

Seduta in flessione per gli indici asiatici, che scontano anche una serie di trimestrali Usa sotto le aspettative, Google in testa. A Tokyo il Nikkei archivia la seduta in calo dell'1,17%. Le Borse cinesi trovano il rimbalzo, risollevandosi dai minimi degli ultimi due anni, sull'annuncio degli investimenti per infrastrutture indicate dal presidente Xi Jinping per sostenere l'economia indebolita dall'ondata del Covid-19: l'indice Composite di Shanghai sale del 2,49%, a 2.958,28 punti, mentre quello di Shenzhen segna un balzo del 3,94%, a quota 1.821,39.

Tra le valute, il rafforzamento del dollaro sui mercati valutari internazionali pesa sull'euro, che si mantiene sui minimi da cinque anni: chiude a 1,0520 dollari, sotto quota 1,06 per la prima volta dal 2017. Il Dollar index, che misura la forza del biglietto verde contro un paniere delle principali valute, si è spinto fino a 103,2, come non accadeva da gennaio 2017. Per l'euro, che ha ceduto oltre il 4% dall'inizio di aprile, si tratta della peggior performance mensile sui mercati da oltre 7 anni. In calo a 135,10 anche il cambio contro lo yen. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi chiude in rialzo a 175 punti, con il rendimento del decennale italiano che passa dal 2,55 al 2,58 per cento.

Tra i dati macro di giornata, l'Istat rileva che a marzo il deficit energetico italiano con i paesi extra Ue raggiunge gli 8,256 miliardi (era pari a 2,67 miliardi un anno fa). "Il deficit energetico si amplia notevolmente ma il saldo nell'interscambio di prodotti non energetici è ampiamente positivo e in contenuto aumento rispetto a un anno prima".

Il prezzo del petrolio resta in calo ma riduce le perdite dopo la diffusione dei dati sulle scorte Usa, cresciute di 692.000 barili nella settimana terminata il 22 aprile a 414,4 milioni di barili, rispetto alle aspettative degli analisti per un aumento di 2 milioni di barili. Il Wti cede lo 0,63% a 101,04 dollari e il Brent arretra dello 0,68% a 104,28 dollari al barile. All'avvio delle contrattazioni al Nymex il Wti perdeva l'1,03% a 96,206 dollari.