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Gas, le società Ue aprono i conti per la conversione dei pagamenti in rubli: ma è una vittoria di Putin?

(reuters)
Ecco come funziona il meccanismo richiesto dal Cremlino: alcune società si stanno attrezzando, anche l'italiana Eni alla finestra
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ROMA - Dalle parole ai fatti: il colosso di stato Gazprom ha deciso di interrompere le forniture di gas a Polonia e Bulgaria perché gli operatori locali dei due Paesi non avrebbero rispettato la richiesta di pagamento in rubli delle forniture. Mosca ha così voluto dare un avvertimento e dimostrare che le sue non erano solo minacce.

La Ue ha risposto preparando il bando sul petrolio russo, ma contemporaneamte tutti i "clienti" di Mosca si stanno preparando per il nuovo sistema di pagamento. Il Cremlino ha detto che sono già una decina le aziende importatrici di gas che si stanno attrezzando per soddisfare la richiesta di Vladimir Putin. Tra i nomi emersi, oltre all'austriaca Omv e la tesedesca Uniper, anche l'italiana Eni.

Ma è proprio così? Putin si sta preparando a vincere la battaglia per il pagamento in rubli, architettato per sostenere la sua moneta e per spaccare il fronte dei paesi della Ue?

Non proprio. Perché…

ROMA - Dalle parole ai fatti: il colosso di stato Gazprom ha deciso di interrompere le forniture di gas a Polonia e Bulgaria perché gli operatori locali dei due Paesi non avrebbero rispettato la richiesta di pagamento in rubli delle forniture. Mosca ha così voluto dare un avvertimento e dimostrare che le sue non erano solo minacce.

La Ue ha risposto preparando il bando sul petrolio russo, ma contemporaneamte tutti i "clienti" di Mosca si stanno preparando per il nuovo sistema di pagamento. Il Cremlino ha detto che sono già una decina le aziende importatrici di gas che si stanno attrezzando per soddisfare la richiesta di Vladimir Putin. Tra i nomi emersi, oltre all'austriaca Omv e la tesedesca Uniper, anche l'italiana Eni.

Ma è proprio così? Putin si sta preparando a vincere la battaglia per il pagamento in rubli, architettato per sostenere la sua moneta e per spaccare il fronte dei paesi della Ue?

Non proprio. Perché non si tratta - a tutti gli effetti - di un obbigo a pagare direttamente in rubli: le società devono aprire un nuovo conto corrente presso Gazprombank (la banca del colosso di stato che garantisce le forniture di gas) e da qui le autorità di Mosca provvederanno a convertire gli euro o i dollari in moneta locale. Eni si sta attrezzando proprio a fare questo.

Ma in questo modo, Putin mette in difficoltà la Ue: Bruxelles ha fatto intendere che questa richiesta potrebbe violare le sanzioni contro la Russia. Ma fino a quando la Commissione non prende una posizione ufficiale, le società energetiche dei vari paesi possono aprire un nuovo conto corrente e mantenere aperti i canali commerciali con Gazprom. Diverso se la Ue dicesse che non si può fare. A quel punto dovrebbero pagare con il "vecchio" sistema e Mosca sarebbe costretta a mettera in pratica la sua minaccia e tagliare il gas a tutta l'Europa. Ma allo stesso tempo dovrebbe rinunciare a incassare i miliardi con cui finanzai le casse statali. E quindi anche la guerra in Ucraina.

Qualcuno potrebbe obiettare: ma la Ue ha fatto intendere in più di una occasione che le società energetiche europee non devono aprire un conto corrente denominato in rubli. E' vero, ma le aziende hanno bisogno di una deliberazione ufficiale, che sia scritta nero su bianco da parte della Commissione. Non si possono accontentare di dichiarazioni, per quanto fossero anche pubbliche.