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Assemblea Generali, vince la lista del cda. Donnet confermato con il 39,6% del capitale a favore

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La lista del board ottiene il 55,99% dei presenti in assise: potrà esprimere dieci consiglieri su tredici. Agli sfidanti va il 41,7% delle preferenze (tra i votanti), ovvero il 29,5% del capitale del Leone. Caltagirone: "Continuerò a lavorare per il cambiamento, con noi tutti i soci italiani"
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TRIESTE - Dopo otto mesi di sciabolate, rastrellamenti, scontri verbali, gli azionisti Generali decidono che a guidare il colosso assicurativo da 710 miliardi di euro nei prossimi tre anni sarà ancora l'ad uscente, Philippe Donnet, chiamato ad un terzo mandato. Al suo fianco, alla presidenza, ci sarà Andrea Sironi, nome nuovo dopo 11 anni di Gabriele Galateri.

L’assemblea di questa mattina, che aveva già votato perché la riunione si è svolta in modalità remota contro il coronavirus, ha scelto in maggioranza la lista del cda uscente. Questa ha raccolto il 55,99% dei voti tra i presenti in assise, ovvero il 39,6% del capitale ordinario del Leone. Agli sfidanti che si sono allineati dietro Francesco Gaetano Caltagirone è andato invece il 41,7% dei voti dell'assemblea, una percentuale che ribaltata sull'intero capitale ordinario significa il 29,5%. Assogestioni si è fermata all'1,92% dei voti dell'assemblea…

TRIESTE - Dopo otto mesi di sciabolate, rastrellamenti, scontri verbali, gli azionisti Generali decidono che a guidare il colosso assicurativo da 710 miliardi di euro nei prossimi tre anni sarà ancora l'ad uscente, Philippe Donnet, chiamato ad un terzo mandato. Al suo fianco, alla presidenza, ci sarà Andrea Sironi, nome nuovo dopo 11 anni di Gabriele Galateri.

L’assemblea di questa mattina, che aveva già votato perché la riunione si è svolta in modalità remota contro il coronavirus, ha scelto in maggioranza la lista del cda uscente. Questa ha raccolto il 55,99% dei voti tra i presenti in assise, ovvero il 39,6% del capitale ordinario del Leone. Agli sfidanti che si sono allineati dietro Francesco Gaetano Caltagirone è andato invece il 41,7% dei voti dell'assemblea, una percentuale che ribaltata sull'intero capitale ordinario significa il 29,5%. Assogestioni si è fermata all'1,92% dei voti dell'assemblea, mancando quindi la rappresentanza in cda. Il nuovo board, come da attese della vigilia, sarà composto da 13 membri: dieci espressione del board uscente, tre della lista di Caltagirone (oltre all'imprenditore, sarebbero nominati Marina Brogi e Flavio Cattaneo).

L’affluenza da record, oltre il 70% del capitale (per la precisione al 70,7%, a fronte del 51,5% dello scorso anno), ha favorito la conferma del capo francese, sostenuto da Mediobanca e da quasi tutti gli investitori esteri. Gli sfidanti guidati da Francesco Gaetano Caltagirone, che hanno investito oltre 6 miliardi nella compagnia, hanno comunque fatto convergere quasi un terzo del capitale. Il blocco, guidato da Caltagirone e Del Vecchio, saliti ormai a un soffio da un 10% a testa del capitale, comprende anche altri grandi imprenditori come i Benetton (saliti al 4,75%), Seragnoli, Minozzi, e alcune Fondazioni bancarie e la Cassa forense (1%).

Risvolto non secondario della votazione finale è che tra il blocco di Piazzetta Cuccia con i fondi e quello degl imprenditori italiani c'è un 'distacco' superiore ai sei punti percentuali: a tanto ammonta il prestito titoli che Mediobanca ha siglato prima di presentarsi in assemblea. Il margine la mette al riparo da eventuali contestazioni, una volta che il prestito sarà scaduto, o richieste di nuove convocazioni d'assemblea per mettere l'esito odierno in discussione.

 

A valle del voto, l'ad Donnet ha detto che "questo evento rappresenta un passaggio di grande importanza, la maggioranza si è espressa con chiarezza e senza nessuna ambiguità per la lista presentata dal cda uscente". Secondo il capo azienda confermato, "la scelta testimonia l'ulteriore fiducia nel team del management e nel piano strategico, ora tutti insieme lavoreremo con determinazione per perseguire l'interesse di tutti gli stakeholders del gruppo e per il successo di Generali".

 

Prima dell'ufficializzazione del risultato, lo stesso Donnet si era rivolto ai soci dicendo che "la lista del cda rappresenta tutti i soci, e darebbe solidità a gruppo. Se sceglierete la lista proposta dal cda uscente continueremo a perseguire la crescita sostenibile e la creazione di valore per tutti gli stakeholders, e un dividendo che cresce ogni anno". Il manager ha aggiunto: "Oggi siamo più forti di prima, e abbiamo solide base per affrontare le sfide che ci attendono”. Ma la volontà del management Generali, che da oggi vorrebbe tornare al business as usual, rischia di scontrarsi con quella di un blocco di importanti azionisti, tutti italiani e di matrice imprenditoriale, che promette esposti legali, opposizione in cda e tutto quanto potrà fare per riprovare a conquistare il controllo del Leone di Trieste. Il rischio di balcanizzazione della compagnia non è da escludere. 

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Donnet ringrazia Galateri. Che saluta: "E' stato un onore"

Il ceo ha ringraziato il presidente uscente Galateri per il ruolo svolto in questi anni e ha sottolineato che la compagnia "sta lavorando a pieno ritmo sul piano presentato lo scorso dicembre, un piano di grande ambizione con cui puntiamo a essere partner di vita per tutti i nostri clienti, rafforzando l'approccio digitale". "Il 2021 è stato un anno intenso e ricco di soddisfazioni per generali, con risultati record, in cui abbiamo affrontato uno scenario complesso ancora una volta complesso e concluso con successo il piano 2021", ha rimarcato il ceo, secondo il quale "il lavoro non ancora terminato e ci sono numerose sfide che ancora ci attendono", anche perchè "le conseguenze dell'attuale conflitto in ucraina saranno molto pesanti sotto tutti i punti di vista". Infine una battuta sul dividendo 2021, "nuovamente in crescita a testimonianza ancora una volta della nostra attenzione e riconoscenza nei confronti dei soci".

"E' con questo anno straordinario e con questi risultati straordinari che si conclude il mio mandato di presidente di Assicurazioni Generali. Ho avuto l'onore di ricoprire questo ruolo per 11 anni", ha detto invece il presidente uscente di Generali, Gabriele Galateri, aprendo l'assemblea. "In uno scenario di complessità e incertezza, le Generali hanno ottenuto risultati straordinari, i migliori di sempre. E' motivo di grande orgoglio poter portare all'approvazione di questa assemblea il bilancio di un anno così speciale come quello appena concluso", ha aggiunto.

In serata sono arrivate anche le dichiarazioni post voto dello sfidante, l'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone: “Sono convinto che Generali possa essere migliore e possa crescere molto. Per questo il mio gruppo ha presentato una lista che ha avuto il 42% dei voti, tutti gli italiani sono con noi senza eccezioni e sono tutti soci stabili. Soci che vogliono che Generali rimanga una società radicata in Italia e legata all’Italia”.

Il leader degli sfidanti si è anche detto “convinto che parte del risultato sarà comunque conseguito perché un cda eletto dal 55% dei voti non potrà non tenere conto dell’altro 45%”. Nella sua analisi del voto, ha osservato che “sono mancati i voti dei soci stranieri più lontani dalla realtà italiana, che credo non abbiano pienamente percepito quanto sia necessario il cambiamento per una società che deve rimontare le posizioni perse negli ultimi venti anni. Fin quando lo riterrò ragionevole, continuerò a operare perché il cambiamento avvenga”.

Anche Luciano Cirinà, ex dirigente Generali candidato come ad alternativo nella lista sfidante, ha parlato: “Abbiamo mostrato un percorso alternativo di crescita ricevendo un consenso enorme. Adesso è il momento per il Leone di proseguire, sperando che i nostri suggerimenti possano dare anche qualche ispirazione al management nel bene comune di tutti gli azionisti e dei dipendenti”.