L'Italia spiazza la Svizzera, con la benzina meno cara distributori ticinesi in ginocchio
di Franco Zantonelli , di Franco ZantonelliLUGANO - Una storia mai vista nei rapporti tra Italia e Canton Ticino. Dopo una vita in cui, da Milano in su, si celebrava il rito della gita in Svizzera per fare il pieno della benzina, molto più a buon mercato nei distributori ticinesi, dove si acquistavano pure cioccolato e sigarette, da qualche settimana le parti si sono invertite. Il taglio di 25 centesimi al litro delle accise su benzina e gasolio per autotrazione, deciso dal Governo Draghi per evitare di mandare a gambe all’aria i bilanci di automobilisti e camionisti, a seguito del rincaro dei prezzi del carburante, conseguenti alla guerra in Ucraina, sta infatti mettendo in ginocchio i benzinai svizzeri, con i distributori a due passi dal confine italiano ormai disertati dagli utenti della penisola.
In un’intervista al Corriere del Ticino di Lugano il presidente dell’Associazione Ticinese Stazioni di Servizio, Matteo Centonze, parla di situazione “drammatica”, con “perdite fino al 9…
LUGANO - Una storia mai vista nei rapporti tra Italia e Canton Ticino. Dopo una vita in cui, da Milano in su, si celebrava il rito della gita in Svizzera per fare il pieno della benzina, molto più a buon mercato nei distributori ticinesi, dove si acquistavano pure cioccolato e sigarette, da qualche settimana le parti si sono invertite. Il taglio di 25 centesimi al litro delle accise su benzina e gasolio per autotrazione, deciso dal Governo Draghi per evitare di mandare a gambe all’aria i bilanci di automobilisti e camionisti, a seguito del rincaro dei prezzi del carburante, conseguenti alla guerra in Ucraina, sta infatti mettendo in ginocchio i benzinai svizzeri, con i distributori a due passi dal confine italiano ormai disertati dagli utenti della penisola.
In un’intervista al Corriere del Ticino di Lugano il presidente dell’Associazione Ticinese Stazioni di Servizio, Matteo Centonze, parla di situazione “drammatica”, con “perdite fino al 90%”. “Per due anni, dal 2020 al 2021, il comparto ticinese aveva già subito un calo nella vendita di carburante del 30% circa, a causa del crollo della mobilità internazionale e lavorativa. Ora, dopo una timida ripresa, la storia si ripete con esiti anche peggiori. Il taglio delle accise sul carburante, deciso dal Governo Draghi, ha rispedito il settore ticinese alla casella di partenza”, rileva Centonze. Ovvero, dopo gli incassi ridotti al lumicino dallo scarso traffico, dovuto alla pandemia, ecco che la situazione si aggrava ulteriormente. Fatto sta che, oggi come oggi “per un litro di benzina in Italia bisogna sborsare all’incirca 1,68 euro".
"In Ticino abbiamo invece una forchetta che varia da 1,98 a 2,06 centesimi di franco al litro”, fa presente Pietro Lurati, responsabile marketing dei distributori del marchio Euro Service. Il risultato di questa situazione, con il cambio euro-franco praticamente alla pari, si traduce in una corsa alle stazioni di servizio italiane degli automobilisti ticinesi. “In 35 anni di lavoro è la prima volta che mi capita di vedere il pendolarismo della benzina al contrario”, l’eloquente testimonianza di Massimo Sassi, presidente per la provincia di Varese della Federazione Autonoma Italiana Benzinai. Sconsolato il commento del presidente dell’Usam, l’Associazione delle Piccole e Medie Imprese Svizzere, Fabio Regazzi: "L’Italia, che spesso critichiamo per essere un Paese lento e burocratico, si è mossa celermente. In Svizzera, invece, anziché ridurre di qualche punto percentuale il carico fiscale, preferiamo attendere”.