MILANO - Aumenta il costo dell’energia, delle materie prime e come se non bastasse anche il dollaro è sui massimi nei confronti dell’euro, rendendo più caro per gli europei il petrolio, la plastica, l’acciaio, il grano, il caffè, l’alcol. Le aziende corrono ai ripari, annunciando ingenti aumenti dei prezzi: vale per Campari - che proprio ieri ha comunicato agli investitori che alzerà i listini in Europa tra il 10 e il 20% - ma anche per l’industria alimentare, dell’automotive e dei componenti, delle scarpe, dell’abbigliamento e degli accessori, costrette a scaricare l’incremento dei costi sul consumatore.
Geox, che oltre a energia, logistica e trasporti, ha visto le quotazioni dell’Eva (uno speciale polimero usato per le scarpe sportive) salire del 10%, ha già detto che il prezzo medio della collezione estiva aumenterà del 4% e quello della collezione invernale dell’8%. Sulla st…
MILANO - Aumenta il costo dell’energia, delle materie prime e come se non bastasse anche il dollaro è sui massimi nei confronti dell’euro, rendendo più caro per gli europei il petrolio, la plastica, l’acciaio, il grano, il caffè, l’alcol. Le aziende corrono ai ripari, annunciando ingenti aumenti dei prezzi: vale per Campari - che proprio ieri ha comunicato agli investitori che alzerà i listini in Europa tra il 10 e il 20% - ma anche per l’industria alimentare, dell’automotive e dei componenti, delle scarpe, dell’abbigliamento e degli accessori, costrette a scaricare l’incremento dei costi sul consumatore.
Geox, che oltre a energia, logistica e trasporti, ha visto le quotazioni dell’Eva (uno speciale polimero usato per le scarpe sportive) salire del 10%, ha già detto che il prezzo medio della collezione estiva aumenterà del 4% e quello della collezione invernale dell’8%. Sulla stessa linea Ovs che, per mantenere l’alta qualità dei suoi capi, incrementerà i prezzi della stagione in corso dell’8%, e stima di aumentare quelli dell’inverno del 12-13%. Moncler, a differenza di quanto fatto da rivali come Lvmh e Kering che hanno già aumentato i cartellini, parte con i rincari con l’autunno inverno 2022. Fa eccezione Essilor Luxottica, perché governando tutta la filiera, dalle lenti alle montature fino ai negozi di ottica, può tener fermi i prezzi.
«Quasi tutte le aziende quotate hanno subìto ingenti aumenti dei costi e stanno provando ad alzare i prezzi – osserva Alberto Villa, responsabile della ricerca di Intermonte – poi bisognerà vedere chi riuscirà a mantenerli elevati, quando l’aumento dell’inflazione da una parte e la congiuntura negativa dall’altra faranno venire meno una fetta di consumi».
Anche perché se è vero che una volta che si sono alzati i prezzi poi è difficile tornare indietro, è anche vero che la gente che non arriva a fine mese qualcosa dovrà tagliare. «Negli Stati Uniti dove l’inflazione è record - fa notare Marco Mossetti, strategist dell’asset management di Credit Suisse - nella grande distribuzione si è già notato un trade down, ovvero sono cresciute le vendite delle marche private a danno dei prodotti di marca, e quelle dei supermercati discount». Nonostante ciò Nestlé (con marchi come San Pellegrino, Perugina, Purina) ha aumentato i prezzi medi nel primo trimestre del 5,2%, e Unilever (Cif, Dove, Magnum) dell’8%, ed entrambe lasciano già intendere che nel corso dell’anno saliranno ancora.
«Siamo in un contesto nuovo, conseguenza delle scelte monetarie delle banche centrali, in cui l’inflazione aumenta in un contesto in cui la domanda sta già calando - prosegue Mossetti – i settori che soffrono di più sono quello della carta e del packaging, della chimica di base e dei consumi discrezionali, da cui esula il lusso che continuerà a crescere nonostante i rincari». Fila - che non teme la concorrenza - già a fine 2021 aveva ritoccato i prezzi, e secondo gli analisti potrebbe farlo anche nel 2022. Lo stesso vale per i materiali da costruzione, dopo Holcim e Heidelberg anche Buzzi e Cementir dovranno rialzare il costi dei loro prodotti (le stime degli analisti sono di un incremento medio del 5-10%). Soffre anche il comparto auto, esposto al caro materie prime da un parte e alla difficoltà di approvvigionamento dei chip dall’altra - e anche per un calo dei consumi/immatricolazioni, che avvantaggia i veicoli più piccoli e le due ruote. Martedì Cnh ha aumentato il prezzo dei suoi trattori del 13%, Piaggio secondo gli analisti ha ritoccato quello di scooter e moto tra il 5 e il 10%. Del resto, a monte, le gomme di Michelin costano di più, e presto anche Pirelli potrebbe rivedere i suoi listini al rialzo.