Bce, da Lagarde indizi per un rialzo dei tassi a luglio per contrastare l'inflazione
La presidente della Bce, Christine Lagarde, fa salire le quotazioni di un rialzo dei tassi a luglio, mettendo così la Banca centrale europea in scia alla Federal reserve nella lotta all'inflazione al ritmo di strette monetarie.
Parlando da Lubiana in occasione del trentennale della Banca centrale della Slovenia, Lagarde ha rielaborato concetti che aveva recentemente espresso proprio in una intervista a un quotidiano locale. Ha detto di aspettarsi che gli acquisti netti di titoli da parte di Francoforte finiranno "all'inizio del terzo trimestre" e quindi a inizio luglio. E che il rialzo dei tassi seguirà dopo "un periodo di tempo". E qui ha ulteriormente dettagliato che potrebbe trattarsi anche "solo di poche settimane".
D'altra parte il mercato sta scontando con sempre maggiore convinzione questa possibilità. Prima delle parole di Lagarde, gli analisti della banca svizzera Ubs segnalavano in una nota un cambio di aspetta…
La presidente della Bce, Christine Lagarde, fa salire le quotazioni di un rialzo dei tassi a luglio, mettendo così la Banca centrale europea in scia alla Federal reserve nella lotta all'inflazione al ritmo di strette monetarie.
Parlando da Lubiana in occasione del trentennale della Banca centrale della Slovenia, Lagarde ha rielaborato concetti che aveva recentemente espresso proprio in una intervista a un quotidiano locale. Ha detto di aspettarsi che gli acquisti netti di titoli da parte di Francoforte finiranno "all'inizio del terzo trimestre" e quindi a inizio luglio. E che il rialzo dei tassi seguirà dopo "un periodo di tempo". E qui ha ulteriormente dettagliato che potrebbe trattarsi anche "solo di poche settimane".
D'altra parte il mercato sta scontando con sempre maggiore convinzione questa possibilità. Prima delle parole di Lagarde, gli analisti della banca svizzera Ubs segnalavano in una nota un cambio di aspettative sul comportamento dlela Bce e anticipavano al 21 luglio la data attesa per il primo rialzo dei tassi, mentre fino a poco fa l'avevano fissata all'8 settembre. "Dallo scoppio della crisi in Ucraina - hanno argomentato da Ubs - i dati" sull'andamento dell'economia dell'Eurozona "si sono fatti più deboli, ma non sono collassati. In secondo luogo, la guerra ha fatto salire i rischi di rialzi per l'inflazione (energia, materie agricole, strozzature alle forniture) e i governatori della Bce temono sempre più che questo si traduca in una ricaduta sui salari". In pratica, l'economia sta tenendo ma i prezzi fanno paura e quindi per la Bce c'è una finestra di intervento.
Non a caso, aggiunge ancora Ubs come terzo punto, sempre più rappresentanti dell'Eurotower hanno preso posizione pubblica per un rialzo dei tassi a luglio (Kazaks, Schnabel, de Guindos, Rehn, Villeroy de Galhau quelli citati) mentre le resistenze delle colombe (tra le quali Ubs iscrive Lane e Panetta) si sono assottigliate. Per la banca è plausibile che ci saranno dunque tre rialzi nel 2022 e altri quattro nel 2023: il primo, quello di luglio, farebbe passare il costo del denaro da -0.5% a -0.25%, per poi avere gli altri rialzi di 25 punti base l'8 settembre e il 15 dicembre. Tornerebbero così in positivo, i tassi dell'Eurozona, per la prima volta dal 2014. Alla fine del 2023 il costo del denaro sarebbe dunque all'1,25%.
Lagarde ha riconosciuto oggi che le prospettive d'inflazione stanno cambiando nel medio termine, di fronte a fattori strutturali come le strozzature all'offerta che la guerra ha esasperato, ma che rimarranno. E di fronte a questo scenario "è giusto che la politica monetaria torni a un assetto più normale". Lagarde ha spiegato che le misure dell'inflazione di fondo "sono quasi tutte sopra il 2%" che è l'obiettivo flessibile delle Bce e l'economia globale sembra destinata ad affrontare "ulteriori shock negativi d'offerta e pressioni sul lato dei costi", anche di fronte alla necessità di "accelerare la transizione green come mezzo per ridurre la dipendenza da attori ostili".
Per la presidente, "con l'inflazione destinata a rimanere elevata per qualche tempo, le azioni che dimostrino il nostro impegno per la stabilità dei prezzi saranno fondamentali per ancorare le aspettative di inflazione e contenere gli effetti di secondo impatto", tra i quali proprio la crescita dei salari. "Ciò contribuirà - ha aggiunto - a garantire che l'inflazione torni al 2% una volta superati i vari shock dell'offerta. Inoltre, la Bce ha costantemente sottolineato l'opzionalità nella sua politica monetaria, che crea spazio per rispondere alle sorprese inflazionistiche in modo tempestivo ed efficiente".