Costa Silva: "Con le rinnovabili il Portogallo punta all'indipendenza energetica, il gas russo non ci serve"
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoSORRENTO - "Nel 2005 avevamo ancora una dipendenza energetica dell'87%. Da allora abbiamo intrapreso un fastastico viaggio che ci ha permesso di poter contare per il 60% sulla produzione da rinnovabili, e di ridurre la dipendenza energetica al 65%. Lo sviluppo delle rinnovabili è la soluzione giusta per il futuro". A margine del Forum "Verso Sud", promosso il 12-13 a Sorrento dalla ministra del Sud e della Coesione territoriale Mara Carfagna, Antonio Costa Silva, ministro dell'Economia e del Mare del Portogallo, spiega a Repubblica la formula di una crescita straordinaria, che si basa anche su una lungimirante ricerca dell'autonomia energetica che parte da lontano. E che ha permesso al Paese, insieme alla Spagna, di avere il via libera della Ue per un tetto massimo da apporre ai prezzi all'ingrosso dell'elettricità nella Penisola Iberica. Accordo reso possibile proprio dall'indipendenza dei due Paesi dal gas russo.
SORRENTO - "Nel 2005 avevamo ancora una dipendenza energetica dell'87%. Da allora abbiamo intrapreso un fastastico viaggio che ci ha permesso di poter contare per il 60% sulla produzione da rinnovabili, e di ridurre la dipendenza energetica al 65%. Lo sviluppo delle rinnovabili è la soluzione giusta per il futuro". A margine del Forum "Verso Sud", promosso il 12-13 a Sorrento dalla ministra del Sud e della Coesione territoriale Mara Carfagna, Antonio Costa Silva, ministro dell'Economia e del Mare del Portogallo, spiega a Repubblica la formula di una crescita straordinaria, che si basa anche su una lungimirante ricerca dell'autonomia energetica che parte da lontano. E che ha permesso al Paese, insieme alla Spagna, di avere il via libera della Ue per un tetto massimo da apporre ai prezzi all'ingrosso dell'elettricità nella Penisola Iberica. Accordo reso possibile proprio dall'indipendenza dei due Paesi dal gas russo.
E' anche grazie agli effetti dello sviluppo pluriennale delle fonti rinnovabili che il Portogallo può permettersi di guardare con una certa serenità alla tempesta innescata dalla guerra in Ucraina. E che i portoghesi guardino con tranquillità al futuro è dimostrato anche dalla forte crescita dei consumi interni che insieme a quella dei servizi e del turismo (con un aumento del 49% degli arrivi dagli Stati Uniti) ha portato il Pil del Paese in testa nel confronto Ue del primo trimestre di quest'anno (con una crescita del 2,6% rispetto al trimestre precedente e dell'11,9% rispetto allo stesso periodo del 2021). Il primato del Portogallo si conferma anche nelle previsioni per il 2022 appena pubblicate dalla Ue: mentre gli altri Paesi hanno incassato revisioni al ribasso (per l'Italia taglio dal precedente 4,1% al 2,4%) Lisbona è l'unico Paese a registrare una revisione al rialzo, con un passaggio dal precedente 5,5 al 5,8%.
Ministro, qual è la vostra ricetta? Come avete fatto a diventare i primi in Europa per tasso di crescita? E' anche merito delle vostre scelte in materia di energia, che vi ha permesso di non avere conseguenze dirette dalla guerra in Ucraina?
"Noi non abbiamo dipendenza diretta dalla Russia per il gas, acquistiamo solo piccole quantità di petrolio. Ma abbiamo avuto avuto comunque un forte impatto sui prezzi dalla crisi. E quindi abbiamo selezionato i settori maggiormente energivori, come il tessile e la ceramica, e abbiamo varato specifici pacchetti per aiutare le aziende ad attraversare questo difficile momento, per abbassare il costo dell’elettricità. Ma potremo raggiungere ancora meglio questo obiettivo ora che, insieme alla Spagna, abbiamo firmato l'accordo con la Ue per fissare un tetto ai prezzi dell'elettricità. Siamo anche intervenuti sui prezzi della benzina, facendoli calare del 10% grazie a un intervento sull'Iva. Saranno probabilmente necessari altri interventi per contenere i prezzi".
A differenza della maggior parte dei Paesi Ue voi non vi ponete la questione della sostituzione del gas russo.
"Nel 2005 avevamo ancora una dipendenza energetica dell'87%. Da allora abbiamo intrapreso un fastastico viaggio che ci ha permesso di poter contare per il 60% sulla produzione da rinnovabili, sia attraverso impianti on shore che off shore, e di ridurre la dipendenza energetica a una quota tra il 64 e il 65%. Puntare sulle rinnovabili è la soluzione giusta per il futuro".
E' anche grazie alla relativa serenità sulle forniture e sui prezzi dell'energia che l'economia portoghese sta crescendo così tanto?
"La crescita dipende sia dai consumi interni che dal rialzo del turismo e dei servizi. Le previsioni per quest'anno sono da definire: vanno dal 4,9% fino al 7,5%, calcolato da alcuni istituti di ricerca. Però io credo che bisogna essere prudenti, perché l'aumento tendenziale del Pil del primo trimestre dell'11,9% si confronta con un trimestre del 2021 molto debole. E' anche vero però che la fiducia dei consumatori è molto alta, e che turismo e servizi stanno andano molto bene. Abbiamo moltissimi arrivi dalla Gran Bretagna, dalla Germania, e, a sorpresa, anche dagli Stati Uniti".
Perché è una sorpresa? Non avevate in passato turisti americani?
"Sì, ma pochi. Quest'anno abbiamo registrato una crescita del 49%. Credo che sia perché diamo l'immagine di un Paese tranquillo, molto lontano dalla guerra. E poi ci sono anche le entrate dalla diaspora portoghese: i portoghesi sono 10 milioni nel Paese e 5 milioni in giro per il mondo".
Il vostro Paese anche in Europa viene percepito dove un Paese dove è conveniente trasferirsi per lavorare e per aprire un'impresa. Come avete fatto a raggiungere questo obiettivo?
"Abbiano semplificato tutti i processi per creare un'impresa: adesso sono sufficienti dieci giorni, prima c'era un sacco di burocrazia. E non è finita: adesso puntiamo sulla digitalizzazione, per avere procedure ancora più user friendly".