La Cina propone una tregua a Big tech, ma per i suoi campioni digitali l'epoca d'oro è finita
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Un simposio per promuovere l’economia digitale. La stretta sulle Big Tech sta per finire? La riunione, tenuta dalla Conferenza consultiva politica del popolo cinese (Ccppc) martedì a Pechino, era stata annunciata due settimane fa dopo l’ultimo incontro del Politburo: incontro che aveva fatto sperare le aziende tecnologiche cinesi che ci sarebbe stato un allentamento delle politiche che hanno colpito il settore. “Misure specifiche per sostenere lo sviluppo regolato e sano delle piattaforme”, erano state le parole del vertice del Partito a fine aprile.
Alla riunione di oggi c'era anche il vicepremier Liu He, braccio destro di Xi Jinping sui temi economici. "Dobbiamo adattarci ai cambiamenti provocati dall'economia digitale, combattere la battaglia per le tecnologie chiave e sostenere lo sviluppo sostenibile e sano delle piattaforme" di internet, ha dichiarato. Liu ha anche promesso una "gestione corretta" d…
PECHINO - Un simposio per promuovere l’economia digitale. La stretta sulle Big Tech sta per finire? La riunione, tenuta dalla Conferenza consultiva politica del popolo cinese (Ccppc) martedì a Pechino, era stata annunciata due settimane fa dopo l’ultimo incontro del Politburo: incontro che aveva fatto sperare le aziende tecnologiche cinesi che ci sarebbe stato un allentamento delle politiche che hanno colpito il settore. “Misure specifiche per sostenere lo sviluppo regolato e sano delle piattaforme”, erano state le parole del vertice del Partito a fine aprile.
Alla riunione di oggi c'era anche il vicepremier Liu He, braccio destro di Xi Jinping sui temi economici. "Dobbiamo adattarci ai cambiamenti provocati dall'economia digitale, combattere la battaglia per le tecnologie chiave e sostenere lo sviluppo sostenibile e sano delle piattaforme" di internet, ha dichiarato. Liu ha anche promesso una "gestione corretta" del rapporto tra governo e mercato e il supporto alle aziende digitali "nella quotazione sui mercati nazionali ed esteri”. Presenti alla riunione anche Zhou Hongyi, fondatore di Qihoo 360 Technology, e Robin Li di Baidu. Entrambi sono membri della Conferenza consultiva del popolo.
Stamattina, speranzosi, i titoli tecnologici cinesi alla Borsa di Hong Kong hanno aperto in rialzo: Alibaba +5%, Tencent +3,6%. Ma proprio i due colossi sono quelli che negli ultimi diciotto mesi hanno sofferto maggiormente la stretta del Partito. I risultati di Tencent attesi per domani “dovrebbero mostrare un aumento dei ricavi di appena il 4,3% nel trimestre di marzo, mentre la crescita di Alibaba è prevista al 7,1%. Entrambe le percentuali sarebbero ai minimi storici e in ritardo rispetto alla crescita media dell'8,6% registrata l'anno scorso dalle 10 maggiori società di servizi pubblici”, scrive l’agenzia Bloomberg. Una discesa dolorosa per i due gioiellini tech una volta portati in palmo di mano come esempio del miracolo cinese.
L’ostilità degli ultimi 18 mesi nei confronti delle Big Tech ha contribuito a spazzare via trilioni di dollari dalle Borse di New York e Hong Kong e a congelare gli investimenti, tagliare il personale. Adesso, forse, una tregua. A loro Xi sembra ora chiedere aiuto per rilanciare l’economia cinese in difficoltà.