Economia

L'operaio specializzato: “Con un profilo social piovono le offerte”

L'operaio specializzato: “Con un profilo social piovono le offerte”
1 minuti di lettura

TORINO - «La molla che ha fatto scattare tutto? Il rifiuto di un piccolo aumento. Così ho deciso di provarci». Il no rispetto ad una gratifica che pensava di meritarsi è stata la spinta per mettersi in gioco per Flavio Abbate, 41 anni, operaio specializzato torinese.

Dove lavorava?
«In Marelli da un po’ di anni. Stavo bene, non me ne sarei andato. Il no mi ha fatto arrabbiare».

Cosa ha fatto?

"Ho creato un profilo LinkedIn e le offerte sono iniziate ad arrivate. Tante, diverse. Bisogna buttarsi e l’occasione arriva. Ho dato una mano anche ad altri colleghi. E così si sono poi fatti vivi anche i broker».

Sono degli intermediari?
«Sì esatto. Le grandi agenzie di somministrazione si occupano dei profili di massa, non delle figure particolari. I broker invece vengono ingaggiati dalle imprese per cercare qualche cosa di particolare».

Ha accettato qualche proposta?
«No, preferisco fare da me. I broker lavorano come i cacciatori di teste, fanno loro la trattativa. E tu devi accettare a scatola chiusa».

Che lavoro fa?
«L’attrezzista, l’aggiustatore di stampi e in particolare il lucidatore di plastiche, fino a farle diventare trasparenti. Per farlo non si lavora sulla plastica, ma sullo stampo in acciaio. È un mestiere particolare che ho imparato nella vecchia ditta che faceva le sorprese per la Ferrero».

Mestiere ricercato il suo?
«Ho lasciato la Marelli convinto di andare a lavorare in un’azienda, nel frattempo ho trovato un posto migliore in un’altra impresa, più padronale. Sono 6 mila euro in più all’anno. Il mio lavoro vale più di 40 mila euro l’anno».

Perché ha questa convinzione?
«Me li ha offerti una ditta di Bolzano, con la casa per trasferire la famiglia. Non me la sono sentita».