Tensione sui tassi. Lagarde ai falchi: “Gradualità”
dalla nostra inviata Tonia Mastrobuoni , dalla nostra inviata Tonia MastrobuoniDAVOS - Dopo mesi di messaggi criptici, i colpi di scena sul futuro del costo del denaro si rincorrono ormai a ritmi quotidiani. I timori crescenti per l’inflazione in Europa e negli Stati Uniti - ormai schizzata ben oltre il 7% - hanno dominato molte tavole rotonde ma anche i conciliabili sussurrati a margine dei grandi eventi di Davos. Sulle Alpi svizzere è arrivata ieri la presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha rivelato ai microfoni di Bloomberg che entro la fine di settembre il tasso di interesse sui depositi potrebbe tornare a zero o persino a un livello “leggermente superiore”. Conti alla mano, vuol dire che tra adesso e settembre la Bce conta di aumentare i tassi sui depositi di almeno mezzo punto: attualmente sono a -0,50%.
I tassi sui depositi sulle banche sono negativi da otto anni. E già l’altroieri Lagarde aveva accennato al fatto “entro la fine di settembre” l’era dei tassi negativi si sarebbe conclus…
DAVOS - Dopo mesi di messaggi criptici, i colpi di scena sul futuro del costo del denaro si rincorrono ormai a ritmi quotidiani. I timori crescenti per l’inflazione in Europa e negli Stati Uniti - ormai schizzata ben oltre il 7% - hanno dominato molte tavole rotonde ma anche i conciliabili sussurrati a margine dei grandi eventi di Davos. Sulle Alpi svizzere è arrivata ieri la presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha rivelato ai microfoni di Bloomberg che entro la fine di settembre il tasso di interesse sui depositi potrebbe tornare a zero o persino a un livello “leggermente superiore”. Conti alla mano, vuol dire che tra adesso e settembre la Bce conta di aumentare i tassi sui depositi di almeno mezzo punto: attualmente sono a -0,50%.
I tassi sui depositi sulle banche sono negativi da otto anni. E già l’altroieri Lagarde aveva accennato al fatto “entro la fine di settembre” l’era dei tassi negativi si sarebbe conclusa. Ieri il dettaglio quantitativo in più ha subito spinto i rendimenti sui titoli decennali italiani anche se poi hanno chiuso un soffio sotto il 3% e il differenziale con i bund tedeschi è a 200 punti. L’euro si è rafforzato contro il dollaro superando quota 1,07 - il massimo da un mese.
Dal Forum, uno dei banchieri centrali che aveva espresso più spesso nervosismo durante la lunga era dei tassi negativi, il francese François Villeroy de Galhau, ha spiegato che la Bce ha urgenza di agire perché ormai i picchi dei prezzi non sono più determinati soltanto dall’enorme pressione che arriva dal settore energetico, il che renderebbe le azioni della Bce meno incisive. La novità cruciale è che l’aumento dei prezzi ormai è “più diffuso”. Per questo “occorre agire e vi è un consenso crescente nel consiglio a procedere su questa strada”.
Ma come spesso accade, il diavolo si annida nei dettagli. E se nel board c’è consenso sul ritorno alla stretta monetaria, è sul ritmo che potrebbe esserci ancora qualche differenza. Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel è stato il primo, la scorsa settimana dal G7 finanziario di Bonn, ad annunciare, tout court, “la fine dell’era dei tassi negativi”. E ieri un altro ‘falco’, l’estone Martins Kazacs non ha escluso un rialzo in un colpo solo di mezzo punto.
Ma Lagarde ha ricordato ieri che la gradualità della correzione delle politiche monetarie sarà un elemento cruciale: “non dobbiamo farci prendere dal panico”. E la parolina magica “gradualità” è stata evocata più volte, nelle ultime settimane, sia dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, sia dal membro del comitato esecutivo Fabio Panetta.