Sbarra: "Un nuovo patto sociale per il lavoro con governo e imprese. I dipendenti nei board delle aziende pubbliche e private"
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA - "E' il lavoro che ha salvato l'Italia e l'Europa" dalla pandemia": in apertura del Congresso del XIX Congresso della Cisl il segretario generale Luigi Sbarra rilancia "una nuova politica dei redditi suggellata da un accordo trilaterale tra Governo, Sindacato e mondo delle imprese" e ne indica i pilastri nella riduzione del cuneo fiscale e nel rafforzamento della contrattazione, compresa quella di secondo livello e di prossimità. Respingendo invece con forza qualunque ipotesi di "salari minimi di Stato che farebbero uscire milioni di persone dalle buone tutele dei contratti". E indicando nel superamento delle disuguaglianze e nel dialogo sociale la via maestra.
ROMA - "E' il lavoro che ha salvato l'Italia e l'Europa" dalla pandemia": in apertura del Congresso del XIX Congresso della Cisl il segretario generale Luigi Sbarra rilancia "una nuova politica dei redditi suggellata da un accordo trilaterale tra Governo, Sindacato e mondo delle imprese" e ne indica i pilastri nella riduzione del cuneo fiscale e nel rafforzamento della contrattazione, compresa quella di secondo livello e di prossimità. Respingendo invece con forza qualunque ipotesi di "salari minimi di Stato che farebbero uscire milioni di persone dalle buone tutele dei contratti". E indicando nel superamento delle disuguaglianze e nel dialogo sociale la via maestra.
Della "dignità del lavoro" come "motore del progresso dell'intera società parla nel saluto inviato al segretario Sbarra e al Congresso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Se il lavoro costituisce la base su cui vive la Repubblica, - scrive il Capo dello Stato - il proposito di "esserci per cambiare" corrisponde alla consapevolezza del ruolo che spetta al movimento dei lavoratori nel partecipare a promuovere una intensa unità, tra le forze sociali del Paese, nella costruzione di un nuovo fecondo capitolo di relazioni che contribuisca al percorso del "Cantiere Italia" in atto, con l'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, reso possibile dall'intervento dell'Unione Europea". Presenti per parte del governo i ministri Mara Carfagna, Erika Stefani, Elena Bonetti, Andrea Orlando e Roberto Speranza, diversi viceministri, sottosegretari, parlamentari e leader di partito, da Enrico Letta a Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Giuseppe Conte e Antonio Tajani.
Nel suo discorso introduttivo Sbarra rileva come il dialogo sociale sia stato reso possibile proprio dal Governo Draghi, che ha favorito il raggiungimento di "una serie di accordi di grande rilievo", dal Patto per l'innovazione del Lavoro Pubblico ai protocolli anti-Covid e sullo smart working. A sottolineare l'importanza delle relazioni governo sindacati, e in particolare governo-Cisl, domani arriverà proprio Draghi, che interverrà dopo una significativa tavola rotonda che vedrà tra i protagonisti il leader della Cgil Maurizio Landini e quello della Uil Pierpaolo Bombardieri, oltre al segretario generale del sindacato europeo Luca Visentini.
"Dopo decenni di perdita salariale, non possiamo accontentarci di riallineare i redditi all'inflazione - afferma Sbarra - dobbiamo elevare il potere reale d'acquisto di lavoratori, pensionati e famiglie. Cosa possibile, oggi, solo generando e redistribuendo la crescita". Il leader della Cisl ricorda che la "tempesta perfetta" in atto, tra Covid, fiammata inflazionistica e guerra in Ucraina, ha innescato una spirale del carovita che "da qui a dicembre graverà sulle famiglie e sui bilanci per 70-100 miliardi", a seconda dei costi energetici.
Ecco perché non può più essere rinviata, afferma Sbarra, una nuova politica dei redditi: per costruirla bisogna tornare "ai principi degli accordi del 1993", riallineando i salari al dato reale del carovita, rendendo "i rinnovi più puntuali" e rivedendo "i criteri di distribuzione della produttività. Da rivedere sicuramente l'indice di rivalutazione dei salari, suggerisce Sbarra, ma da rafforzare il welfare contrattuale, che può diventare uno strumento importante di redistribuzione di una produttività che deve ripartire. No al salario minimo, ma no anche al "dumping contrattuale".
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Sul piano del lavoro, Sbarra chiede anche più protezioni per gli atipici, invocando uno "Statuto della Persona del Lavoro" che ne includa e tuteli tutte le forme, e "un grande piano nazionale" per la sicurezza nei luoghi di lavoro, carente al punto da aver permesso la morte di "oltre 13 mila persone nell'ultimo decennio".
Non manca il richiamo, rivolto principalmente "agli amici di Cgil e Uil" a una visione di unità sindacale che però si basa su "modelli, contenuti e percorsi sindacati condividi ma non omologati": Sbarra ricorda le scelte che hanno messo la Cisl in più occasioni in un percorso diverso da quello scelto dagli altri confederali, e in particolare rivendica la "Piazza della Responsabilità" del 18 dicembre, che si contrappose alla scelta dello sciopero. "Noi pensiamo che vada consolidato il disegno di un sindacato autonomo e contrattualista, riformatore e pragmatico", afferma Sbarra, respingendo "il feticcio fine a se stesso" dell'unità sindacale e "l'omologazione a un pensiero unico sindacale". E riaffermando che la strada scelta dalla Cisl resta sempre e comunque quella della negoziazione, sempre più spostata verso "il baricentro dei territori".
Larga parte della relazione di Sbarra è dedicata al Pnrr, che deve diventare per la Ue "l'embrione di una politica fiscale comune, di un bilancio federale autonomo, della possibilità di emettere debito europeo", e per l'Italia uno strumento di "riconciliazione tra generazione", dando finalmente la possibilità ai giovani di entrare davvero nel circuito produttivo, sanando le disuguaglianze ancora forti nel Paese, dall'emarginazione del lavoro femminile a quella del Mezzogiorno.
Il segretario generale della Cisl ribadisce la posizione "non equidistante" rispetto al conflitto in Ucraina, citando Liliana Segre e Tina Anselmi. Tra i partecipanti ci sono due sindacalisti ucraini, Nataliya Levitzska e Oleksandr Shubin, vicepresidenti della Confederazione dei sindacati liberi (KVPU) e della Federazione dei sindacati dell'Ucraina.