MILANO - Intesa Sanpaolo estende il welfare aziendale ai dipendenti con famiglia allargata. La maggiore banca italiana con quasi 100 mila dipendenti di cui il 52% donne, ha siglato con i sindacati di categoria un accordo di "genitorialità inclusiva, che consente a tutte le persone del gruppo l'accesso paritario agli strumenti di welfare aziendale per la cura dei figli, e fa un'ulteriore passo verso l'inclusione di ogni tipo di famiglia", come si legge in una nota. L'accordo è destinato a fare tendenza nel settore del credito, dove lavorano circa 290 mila italiani. Anche l'altra grande banca del Paese, infatti, Unicredit, siglò al suo interno simili accordi, nel 2006 sulla cassa sanitaria estesa alle famiglie allargate e dal 2018 sulle diverse voci del welfare aziendale.
Come funziona il nuovo accordo
Le famiglie "con figli del coniuge, dell'unito civilmente o del convivente di fatto" potranno beneficiare di tutte le previsioni a tutela della genitorialità, che già esistono nella contrattazione di secondo livello del gruppo. L'elenco comprende permessi per la nascita, inserimento al nido, assistenza per i disturbi dell'apprendimento, Banca del tempo, bonus nascita figli del "Pacchetto Giovani", bonus previdenza. Alle stesse tipologie di figli spetteranno permessi per il congedo obbligatorio del padre per la nascita e per i congedi parentali di competenza del padre fruibili entro il sesto anno. Da gennaio 2023, poi, il contributo welfare da 120 euro per ogni figlio fiscalmente a carico fino a 24 anni di età sarà garantito "anche per i casi di ingresso in famiglia del minore in affidamento preadottivo". Le nuove intese introducono nel welfare anche "permessi retribuiti e congedi straordinari, con un ampliamento rispetto a quanto previsto dall'attuale normativa nazionale e dalla contrattazione collettiva". La piattaforma interna di Intesa Sanpaolo (CareLab) offre circa 500 servizi per il benessere fisico ed emotivo dei dipendenti e delle loro famiglie, tra cui "palestra on line, yoga, gestione delle emozioni, una app di sfide sportive tra colleghi, consigli per l’alimentazione".
La community LGBTQ+ dentro la banca
Di recente è nata la community interna LGBTQ+ di Intesa Sanpaolo, e l'anno scorso l'istituto ha definito "uno specifico processo nell'ambito delle risorse umane volto a supportare coloro che hanno intrapreso un percorso di transizione di genere nella socializzazione all'interno del contesto lavorativo", aggiunge la nota. Dal 2019 tra l'altro Intesa Sanpaolo è membro dell'associazione Parks - Liberi e Uguali, che senza scopo di lucro aiuta le aziende sui temi della diversity.
"Per Intesa Sanpaolo, primo datore di lavoro privato in Italia, l'occupazione e la dignità del lavoro svolto da ognuno in banca sono priorità", ha detto mercoledì l'amministratore delegato Carlo Messina al convegno del sindacato Unisin. "Sono particolarmente orgoglioso delle persone che lavorano nel gruppo e che contribuiscono ogni giorno al suo successo, e sono fiero che il nuovo piano preveda un'importante quota di nuovi ingressi". Il piano strategico prevede 4.600 nuove assunzioni a fronte di 9.200 uscite volontarie.