ROMA - Luigi Sbarra è stato confermato per altri quattro anni alla guida della Cisl. La scelta dei delegati è avvenuta all'unanimità, al termine del XIX Congresso del sindacato, che si è appena concluso, alla Fiera di Roma. Il segretario ha rilanciato, prima di chiudere i lavori, la proposta al centro dell'intervento di apertura: "Non c'è altra via di un grande patto, accordo, contratto sociale. Noi ci siamo e sappiamo che questa la strada. E sappiamo anche un'altra cosa: non bisogna mai avere paura di fare la cosa giusta".
Di patto sociale ha parlato venerdì anche il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, esprimendo però amarezza per le difficoltà di trovare un terreno comuni con i sindacati e con la politica. E anche il presidente del Consiglio Mario Draghi, in un rapido intervento giovedì mattina, ha tenuto a sottolineare l'importanza del dialogo sociale.
Nel discorso seguito alla sua rielezione Sbarra si è invece rivolto alle altre due organizzazioni confederali, Cgil e Uil, con i quali da mesi emergono delle frizioni, non ultima quella dovuta alla manifestazione proclamata in esclusiva dal sindacato guidato da Maurizio Landini per il 18 giugno: "Quale unità, quando si assumono in modo isolato, con grandi fughe in avanti, iniziative di mobilitazione?", chiede in fatti il leader Cisl. "Noi invitiamo gli amici di Cgil e Uil a costruire con noi il campo riformista di questa cultura del lavoro", ha detto il leader della Cisl, aggiungendo che la "chiamata in campo" è diretta a "tutto il movimento sindacale". "Noi siamo qui. - ha affermato - Sul sentiero del dialogo e della responsabilità. Qui li aspettiamo. Sapendo benissimo anche andare per conto nostro".
Sui temi del lavoro e delle pensioni, Sbarra ha ribadito il fermo no della Cisl al "salario minimo di Stato", ma anche a una legge sulla rappresentanza perché queste materie "devono restare nell'autonomia delle parti". "Sarò pessimista, ma io ho una paura incredibile di delegare a governi e parlamenti pezzi di sovranità che abbiamo conquistato quasi settant'anni di impegno sociale e sindacale in questo Paese, una condizione che ci rende unici in Europa e anche nel mondo", spiega.
Mentre al ministro del Lavoro Andrea Orlando il leader della Cisl chiede di riaprire "subito il tavolo politico per cambiare il sistema pensionistico. Dobbiamo riprenderlo, basta con i tavoli tecnici". Con l'obiettivo di "stringere per arrivare a soluzioni concertate, condivise per spezzare le rigidità della legge Fornero".