Paola Cannone, con Commvault una sponda alle aziende per la protezione dei dati
di Patrizia Capua , di Patrizia CapuaAiuta le aziende a proteggere i dati e a sfruttarli al meglio per il loro business, dall’Europa all’Asia. Al ruolo internazionale di director marketing Paola Cannone è arrivata nell’aprile scorso in Commvault, multinazionale americana che si occupa di gestione e protezione dei dati, dove lavora dal 2021. Funzione più che strategica in tempi di lavoro ibrido o remoto, di globalizzazione sempre più spinta e di servizi cloud.
Portabandiera dell’immagine dell’azienda, dei suoi brand e dei suoi canali di comunicazione, la manager, pugliese di Foggia, 55 anni, ha realizzato un importante traguardo di carriera e un desiderio che aveva da ragazzina: viaggiare. La digital transformation ha impresso al suo lavoro un’accelerazione che nella pandemia si è rivelata portatrice di innovazione e creatività. “A un certo punto, a marzo di due anni fa avevo una serie di iniziative in campo, eventi diretti per andare sul merca…
Aiuta le aziende a proteggere i dati e a sfruttarli al meglio per il loro business, dall’Europa all’Asia. Al ruolo internazionale di director marketing Paola Cannone è arrivata nell’aprile scorso in Commvault, multinazionale americana che si occupa di gestione e protezione dei dati, dove lavora dal 2021. Funzione più che strategica in tempi di lavoro ibrido o remoto, di globalizzazione sempre più spinta e di servizi cloud.
Portabandiera dell’immagine dell’azienda, dei suoi brand e dei suoi canali di comunicazione, la manager, pugliese di Foggia, 55 anni, ha realizzato un importante traguardo di carriera e un desiderio che aveva da ragazzina: viaggiare. La digital transformation ha impresso al suo lavoro un’accelerazione che nella pandemia si è rivelata portatrice di innovazione e creatività. “A un certo punto, a marzo di due anni fa avevo una serie di iniziative in campo, eventi diretti per andare sul mercato. Dall’oggi al domani abbiamo dovuto cancellarli. Ci siamo dovuti reinventare esperienze in un sistema di relazioni via webinar su varie piattaforme per essere vicini ai clienti in modo virtuale ma con la medesima efficacia degli incontri in presenza. Il customer journey, il percorso da fisico a virtuale di tutti i punti di contatto tra consumatori e marchio, prodotti o servizi, è stata una delle cose più difficili”.
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Anche una consumata manager del marketing come Paola Cannone ha dovuto imparare l’uso di tecniche digitali prima gestite unicamente dagli esperti, poiché era diventato l’unico modo per dialogare. “In Inghilterra erano già pratiche collaudate ma in India, Spagna, Francia le persone sono ancora abituate a parlare di business a colazione. Il vantaggio della tecnologia è che se incontri clienti sul web puoi mandare l’evento in streaming e quindi coprire un’area più vasta”. Il mondo hi-tech in questo è da sempre all’avanguardia, anche come organizzazione. Trasformare un’esperienza net working ha dato spazio all’inventiva. “Capisco i bisogni e li traduco, per i dettagli tecnici mi affido ai miei validi collaboratori. Abbiamo sviluppato l’idea di creare per i clienti situazioni suggestive, capaci di lasciare il segno, di essere eventi memorabili”.
La diversità dei tanti paesi, Cina, Giappone, Corea, India, Australia, Dubai e non solo, ha segnato anche il carattere del suo approccio, tenuto al rispetto della cultura di ciascuno, degli usi e dei costumi differenti, per centrare gli obiettivi perseguiti dall’azienda. “Conoscere e confrontarmi forse è ciò che mi piace di più, cambiare modo di fare e di agire, trasferire gli elementi fondamentali del mio lavoro e applicarli a diverse realtà, trovando le soluzioni più valide per ciascuna di esse. Questo ha animato le mie scelte professionali”. I clienti di Commvault sono per lo più aziende nella fascia enterprise, cioè di grandi dimensioni, e medie, che hanno bisogno di proteggere i loro dati, ovunque essi siano. “Nei settori finanziario, telco, manifacturing, offriamo soluzioni a tutte. Il vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza è il fatto di avere a disposizione un’unica piattaforma”. Commvault ha oltre duemila e 800 dipendenti a livello mondiale, un fatturato di 769,6 milioni di dollari, e 40 sedi, la principale a Tinton Falls, nel New Jersey.
Arrivato il momento di ricominciare a muoversi e a volare, l’agenda di Paola Cannone è già piena di appuntamenti in più angoli del mondo. I primi in Uk e dopo negli Usa. “Con il mio lavoro sono andata un po’ ovunque. Ora, dopo due anni di collegamenti in remoto con Zoom, riprendere non mi dispiace affatto. Non parlo di salire da un aereo all’altro, non sarebbe nemmeno un bene, ma ritrovarsi a contatto con le persone dà una carica incredibile e con un calendario organizzato si possono incontrare clienti e partner, e spendere tempo con i membri del team. Il mio è anzitutto in Inghilterra e in qualunque paese che faccia parte dell’area che devo seguire”
Questa carriera tesa all’internazionalità è in qualche modo germogliata dalla attitudine che fin da ragazzina Paola Cannone ha mostrato al viaggio, mai sopita fino all’approdo professionale di oggi. “I miei genitori hanno investito parecchio sulla mia formazione permettendomi di fare diversi periodi di studio in Inghilterra. A 18 anni ho lasciato la Puglia per Milano, con un diploma di liceo linguistico, e mi sono iscritta alla facoltà di lingue dello Iulm. Dopo la laurea ho seguito la scuola interpreti e un master in business administration and management all’Isda, Istituto superiore di direzione aziendale, rimanendo a Roma un anno”.
Il marketing, suo secondo amore, è stata la voglia di capire come trasformare un’idea, un prodotto, una soluzione in qualcosa di utile e attraente per il mercato, come saper combinare al meglio la richiesta del cliente con l’offerta dell’azienda. Il primo lavoro, ottenuto dopo aver spedito il curriculum, è in Intergraph, una società in ambito cad per architetti e ingegneri. “Per cinque anni marketing e comunicazione sono stati il mio pane quotidiano”. Subito dopo entra in Storage Tek, una compagnia che si occupava di gestione dei dati. Tramite un cacciatore di teste, Cannone approda poi come marketing & communications manager in Veritas, storage e protezione dati, società che in seguito viene acquisita da Symantec. Cannone continua il suo percorso sempre in ambito tecnologico e sempre presso multinazionali. “Da Veritas sono passata a Symantec per 10 anni e sette mesi”. Ancora uno step con l’ingresso in FireEye Mandiant, specializzata in cybersecurity. Ci rimane per più di quattro anni.
Il 12 luglio dell’anno scorso, infine, sbarca in Commvault come senior director marketing Emea. “Sono arrivata per gestire l’Emea e dal primo aprile ricopro un ruolo internazionale”. In meno di un anno c’è stato il salto di carriera con l’allargamento della sua area di gestione all’Asia, in seguito a una riorganizzazione a livello corporate per cui le due regioni sono state fuse. “Ci sono cose che contano da paese a paese. La lingua per esempio. In Cina non puoi pensare di arrivare al mercato se non hai un sito web in cinese. Le differenze tra i partner e la componente prezzo hanno più sfaccettature. Bisogna stare molto attenti ai risvolti culturali. Se per esempio rivolgo un complimento a una persona nell’East, questo non ha lo stesso valore che in Europa, può persino risultare inopportuno. Poiché non si può conoscere tutto e tutti molto bene, nei riguardi degli interlocutori mi baso sui tre elementi che considero i capisaldi del mio modo di gestire: rispetto, fiducia e autenticità. Il team capisce che io ho uno stile piuttosto autentico, sono diretta: in questo molto italiana”. La sua retribuzione compete con quella di un uomo, è allineata. L’azienda propone anche un programma di talent retention e di stock option che serve a fidelizzare e a far crescere i talenti.
La pandemia ha sdoganato anche il tema della flessibilità nelle imprese. Per Cannone vale molto, come il giusto mindset e l’amore per le sfide e per i valori. “Io la flessibilità l’ho sempre applicata, è importante a maggior ragione ora che il lavoro è sempre più ibrido. Le persone non vanno misurate per quanto lavorano, mi interessa che raggiungano degli obiettivi. Nella mia squadra ce ne sono 40, in tanti uffici sparsi in tutto il mondo, una trentina sono donne, la maggior parte sono mamme, molte sotto i 40 anni. Non è semplice conciliare il ruolo di dipendente con la maternità e ancora di più con quello di manager. Ma la tecnologia ci mette strumenti a disposizione e li dobbiamo utilizzare al meglio”.
Un figlio di 15 anni, Yannick, nome bretone che sta per Giovanni, studente del liceo artistico, sposata con Jean René, francese, professione manager. “Eravamo insieme da molto tempo, ma ho deciso di sposarmi a settembre del 2006, un mese prima della nascita del nostro bambino. Il giorno delle nozze col pancione e in abito da sposa, ho guidato l’auto per andare in Comune, a Milano, al fianco c’era mio padre molto emozionato”. Yannick fa sci, nuoto, arrampicata, “al contrario della madre”. La passione per il teatro, “mi è mancato molto, la musica mi piace ma è un sottofondo, mi accompagna”. Le vacanze di solito in Italia, al mare in Puglia. “Quest’anno andremo per tre settimane a Sanremo dove mio marito ha una casa”. Paola Cannone ha imparato a cucinare dalla mamma, cuoca eccellente, “però se qualcuno lo facesse per me gliene sarei grata. Mio figlio mi ha fatto penare per mangiare, Jean Renè cucina alla griglia. Delivery mette d’accordo tutti”. L’ultimo libro che ha letto è ‘Wabi-Sabi. La bellezza della vita imperfetta’ di Selene Calloni Williams.
L’impegno ai vertici dell’azienda richiede alla top manager un bilanciamento tra lavoro e vita privata. “Sono concentrata su questo. Mi voglio godere la famiglia e gli amici, che sono di lunga data e quelli giusti per numero, per potermene occupare perché hanno bisogno di attenzione. Finora sono riuscita a raggiungere questo equilibrio dimostrando di poter gestire una responsabilità internazionale in Italia senza dovermi trasferire in Inghilterra. Ho conquistato la fiducia delle persone. Per me un motivo d’orgoglio”.