Fisco, ecco il testo dopo l'accordo politico sul catasto: via il valore patrimoniale, ma quello di mercato rientra dalla finestra
"Indicare per ciascuna unità immobiliare, oltre alla rendita catastale risultante a normativa vigente e sulla base dei dati nelle disponibilità dell'Agenzia delle Entrate, anche una ulteriore rendita, suscettibile di periodico aggiornamento, determinata utilizzando i criteri previsti dal Decreto del Presidente della Repubblica del 23 marzo 1998, n. 138". Ecco come nel nuovo testo della delega fiscale, arrivato con l'intesa di maggioranza dopo un lungo tira e molla che ha bloccato la delega stessa, scompare il riferimento al valore patrimoniale e a quello di mercato. E però - come emerso già nei giorni scorsi quando le forze politiche provavano a intestarsi l'aver sventato la mina di un aumento delle tasse, o contrattaccavano definendo il tutto un 'grande bluff' - quel riferimento rientra di fatto dalla finestra perché è previsto fra i criteri del decreto del 1998 per la revisione delle tariffe d'estimo delle unità immobiliari.
Le definizioni esatte si trovano nel testo coordinato della delega fiscale, con emendamenti e riformulazioni da approvare, frutto dell'accordo maggioranza-governo e distribuito ai gruppi in vista del voto in commissione Finanze alla Camera che dovrebbe ripartire dal 14 giugno.
Per quel che riguarda l'aggiornamento delle proprietà immobiliari degli italiani, fra gli elementi - si legge ancora nel testo sulla delega fiscale - di cui tenere conto, "ove necessario", l'articolazione del territorio comunale in ambiti territoriali omogenei di riferimento, la rideterminazione delle destinazioni d'uso catastali, distinguendole in ordinarie e speciali, l'adozione di unità di consistenza per gli immobili di tipo ordinario, e si prevede nella consultazione catastale l'accesso alla banca dati OMI. Le informazioni frutto della riforma del catasto, disponibili dal 2026, non possono essere usate "per la determinazione delle agevolazioni e dei benefici sociali", formula che sostituisce l'originaria "per finalità fiscali".
All'articolo 6 vengono poi aggiunti due commi: una quota dell'eventuale maggiore gettito derivato dall'emersione di immobili fantasma è destinata alla riduzione dell'Imu, con priorità ai comuni dove si trovano gli immobili; inoltre verranno previsti procedimenti amministrativi semplificati e modalità di collaborazione tra i Comuni e l'Agenzia delle entrate, affidando a quest'ultima anche i compiti di indirizzo e coordinamento.
Nella delega, oltre al riordino della materia catastale, ci sono anche il principio di equità orizzontale, fino al riordino delle deduzioni e delle detrazioni con particolare riguardo alla tutela del bene casa e destinando le risorse ai contribuenti Irpef, partendo dai redditi medio-bassi.
Fra le modifiche c'è dunque l'inserimento del rispetto del principio di equità orizzontale, la lotta all'evasione e all'elusione fiscali anche attraverso soluzioni di intelligenza artificiale, il rispetto dell'autonomia tributaria degli enti territoriali. L'ultimo articolo contiene una 'clausola di salvaguardia', in cui si chiarisce che "non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e non deve derivare un incremento della pressione tributaria rispetto a quella derivante dall'applicazione della legislazione vigente".
Le novità sono frutto di riformulazioni di emendamenti parlamentari tranne quello relativo all'articolo sul Catasto (il 6, l'unico già approvato in commissione) che sarà modificato con un emendamento del relatore, il presidente della commissione, Luigi Marattin (Iv).
Si farà anche ricorso all'intelligenza artificiale per contrastare evasione ed elusione delle tasse. Nei dieci articoli ci sono infatti tre riferimenti al contrasto di evasione ed elusione. Nel primo articolo, con una modifica rispetto al testo originario, si prevede di ridurle "anche attraverso la piena utilizzazione dei dati che affluiscono al sistema informativo dell'anagrafe tributaria, il potenziamento dell'analisi del rischio, il ricorso alle tecnologie digitali e alle soluzioni di intelligenza artificiale" e "mediante il rafforzamento del regime di adempimento collaborativo". L'articolo 4 delega il governo alla razionalizzazione della struttura dell'Iva, "con particolare riferimento al numero e ai livelli delle aliquote e alla distribuzione delle basi imponibili tra le diverse aliquote, allo scopo di semplificare la gestione e l'applicazione dell'imposta, contrastare l'erosione e l'evasione fiscali e aumentare il grado di efficienza del sistema impositivo in coerenza con la disciplina europea armonizzata dell'imposta". L'obiettivo di "contenere gli spazi di elusione e di erosione dell'imposta" e' stato inserito anche a proposito della "progressiva armonizzazione dei regimi di tassazione del risparmio".