✕

Euro, semaforo verde per la Croazia: la Commissione la ammette nella moneta unica dal 1° gennaio 2023

Zagabria è entrata nell'Unione nel 2013 e aveva formulato la domanda per accedere nell'Eurozona nel 2019. In attesa restano Bulgaria (prevista per il 2024), Cechia, Ungheria, Polonia, Romania e Svezia. Da Bruxelles arriva l'ok per il Pnrr della Polonia
2 minuti di lettura

BRUXELLES - L'Unione europea volge un altro sguardo a est. Questa volta, però, non si tratta di una nuova adesione all'Ue. Ma di un ingresso nella moneta unica. Da gennaio prossimo, infatti, anche la Croazia adotterà l'Euro e lascerà la Kuna. Il via libera lo ha dato oggi la Commissione che ha promosso la richiesta croata.

"Questa decisione - ha detto il commissario agli Affari Economici, Paolo Gentiloni - rappresenta una pietra miliare storica sia per la Croazia che per l'Unione europea. Per la Croazia, è un segno di quanto lontano questo paese - che nel 1990 stava vivendo gli orrori della guerra - è arrivato negli ultimi tre decenni".

Zagabria è entrata nell'Unione nel 2013 e aveva formulato la domanda per accedere nell'Eurozona nel 2019. Ci sono voluti quindi più di tre anni per accertare che la Croazia avesse tutti i requisiti necessari, e che quindi rispettasse i criteri di convergenza. Ossia: St…

BRUXELLES - L'Unione europea volge un altro sguardo a est. Questa volta, però, non si tratta di una nuova adesione all'Ue. Ma di un ingresso nella moneta unica. Da gennaio prossimo, infatti, anche la Croazia adotterà l'Euro e lascerà la Kuna. Il via libera lo ha dato oggi la Commissione che ha promosso la richiesta croata.

"Questa decisione - ha detto il commissario agli Affari Economici, Paolo Gentiloni - rappresenta una pietra miliare storica sia per la Croazia che per l'Unione europea. Per la Croazia, è un segno di quanto lontano questo paese - che nel 1990 stava vivendo gli orrori della guerra - è arrivato negli ultimi tre decenni".

Zagabria è entrata nell'Unione nel 2013 e aveva formulato la domanda per accedere nell'Eurozona nel 2019. Ci sono voluti quindi più di tre anni per accertare che la Croazia avesse tutti i requisiti necessari, e che quindi rispettasse i criteri di convergenza. Ossia: Stabilità dei prezzi. Tasso d'inflazione non superiore all'1,5 per cento rispetto al tasso dei tre Stati membri che hanno conseguito i migliori risultati. Finanze pubbliche sane e sostenibili. Stabilità del tasso di cambio. Tassi d'interesse per i titoli di stato a lunga scadenza non superiori di due punti ai tre stati-membri con i migliori risultati.

"L'euro - insiste Gentiloni - rimane una roccia di stabilità in tempi turbolenti". Quest'anno la divisa europea ha festeggiato i suoi primi venti anni. Con la Croazia sono venti i Paesi che condividono la moneta e sono più di 340 milioni i cittadini che la scambiano tra di loro.

Certo, prima che l'euro inizi a circolare ufficialmente anche in Croazia, dopo il via libera della Commissione, serviranno ancora un paio di passaggi formali: il voto del Parlamento europeo e l'approvazione del Consiglio europeo. Esame che con ogni probabilità avverrà alla riunione Ecofin del prossimo luglio. Uno degli allarmi che la Commissione ha già lanciato alle autorità croate riguarda il rischio inflazione. I picchi sono  registrati in tutta Europa. Quindi, osserva ancora Gentiloni,  vanno adottate "misure attive per ridurre i rischi legati all'arrotondamento". Fenomeno che nei primi anni 2000 di sicuro accompagno' la dinamica dei prezzi in Italia e sulla quale ci fu una insufficiente vigilanza.

Dopo la Croazia toccherà a Bulgaria, Cechia, Ungheria, Polonia, Romania e Svezia entrare nell'euro. La prima sarà la Bulgaria che dovrebbe superare lo scoglio nel 2024.

Un anno ci è voluto, invece, per un altro "via libera" licenziato da Bruxelles in giornata: quello al Pnrr della Polonia, che è stato legato dalla presidente Ursula von der Leyene "a chiari impegni" di Varsavia "sull'indipendenza della magistratura che dovranno essere rispettati prima di poter effettuare qualsiasi pagamento effettivo". "Attendo con impazienza l'attuazione di queste riforme", ha aggiunto. Il Pnrr, presentato a maggio dello scorso anno, era stato congelato finora a causa delle violazioni dello Stato di diritto contestate a Varsavia. La svolta giunge dopo l'adozione da parte della Camera bassa del Parlamento polacco di una legge che abolisce la sezione disciplinare della Corte Suprema, al centro di una controversia con Bruxelles. La mancata sospensione delle sue attività, ordinata dalla Corte di Giustizia Ue, era valsa a Varsavia una multa giornaliera da un milione di euro.