Da -160 gradi alla rete di trasporto: ecco come funzionano le navi di "rigassificazione"
MILANO - La Snam ha piantato il suo primo tassello per la strategia italiana di indipendenza energetica dalla Russia, che passa attraverso gli accordi per potenziare le forniture alternative a Mosca e anche per l'aumento della capacità di rigassificazione dell'Italia. La società da poco guidata da Stefano Venier ha annunciato l'accordo per acquistare un rigassificatore galleggiante da Golar Lng.
La nave di Snam: 5 miliardi di metri cubi di capacità
La nave acquistata da Snam si chiama Golar Tundra. Ha la possibilità di operare sia come nave metaniera per trasportare il gas naturale liquefatto (Lng), sia come "Fsru" ovvero come "unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione" (Floating Storage and Regasification Unit): riceve il gas naturale da una nave cisterna, in forma liquida, lo riporta allo stato gassoso e quindi lo trasmette sulla terraferma. Nel caso della Golar Tundra, ha spiegato Snam nella sua nota, ha…
MILANO - La Snam ha piantato il suo primo tassello per la strategia italiana di indipendenza energetica dalla Russia, che passa attraverso gli accordi per potenziare le forniture alternative a Mosca e anche per l'aumento della capacità di rigassificazione dell'Italia. La società da poco guidata da Stefano Venier ha annunciato l'accordo per acquistare un rigassificatore galleggiante da Golar Lng.
La nave di Snam: 5 miliardi di metri cubi di capacità
La nave acquistata da Snam si chiama Golar Tundra. Ha la possibilità di operare sia come nave metaniera per trasportare il gas naturale liquefatto (Lng), sia come "Fsru" ovvero come "unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione" (Floating Storage and Regasification Unit): riceve il gas naturale da una nave cisterna, in forma liquida, lo riporta allo stato gassoso e quindi lo trasmette sulla terraferma. Nel caso della Golar Tundra, ha spiegato Snam nella sua nota, ha una capacità di stoccaggio di circa 170.000 metri cubi di gas naturale liquefatto e una capacità di rigassificazione continua di 5 miliardi di metri cubi l'anno. L'amministratore delegato Venier ha ulteriormente dettagliato che "da sola potrà contribuire a circa il 6,5% del fabbisogno nazionale, portando la capacità di rigassificazione italiana a oltre il 25% della domanda".
Dalla metaniera alla terraferma
Questa è la prima unità acquistata da Snam, per 350 milioni di dollari (circa 330 milioni di euro). Ma la società è già in trattativa per un'altra nave, con l'obiettivo di chiudere entro la fine del mese: non è un processo semplice, perché la flotta globale è sì raddoppiata nel periodo tra il 2016 e il 2021, ma è ancora limitata a una cinquantina di elementi (secondo i numeri di Statista). E, ovviamente, la guerra in Ucraina ha accelerato la corsa ad accappararsele.
La Golar Tundra dovrebbe essere destinata a Piombino, la seconda area indicata come strategica è quella di Ravenna. Per la Golar Tundra è prevedibile una entrata in funzione entro la prossima primavera, per la seconda unità l'orizzonte è il 2024.
Come avviene il trasbordo del gas? La metaniera porta il Lng alla temperatura di -160 gradi. Si accosta alla Fsru, che è dotata di bracci di scarico in acciaio o tubi flessibili "criogenici". Questi si agganciano alle flange della metaniera, una sorta di bocchettone che permette l'aderenza tra le due infrastrutture. A questo punto il Lng viene travasato dalla metaniera alla Fsru, dove viene stoccato in serbatoi solitamente a forma di sfera.
Una volta immagazzinato il gas liquido, la Fsru si può "accendere" in base alle esigenze di mercato. Quando serve, il Lng viene passato nelle "linee di rigassificazione". Lì sono presenti pompe ad acqua di mare che forniscono il calore necessario a uno scambiatore di calore. Il Lng, riscaldandosi, passa dalla fase liquida alla fase di gas "rigassificato". Quanto tempo ci vuole? Per una nave da 150.000 metri cubi, si stimano sei giorni di lavoro. Nel caso della Golar Tundra, quindi, più o meno in una settimana il carico liquido può tornare allo stato gassoso.
A quel punto, resta da 'sbarcare' il gas a terra. C'è un "gasdotto di uscita" con bracci di discarica del gas che attraverso un pontile raggiungono l'impianto sulla costa: il metano, ritornato alla temperatura dell'ambiente, viene compresso e - tramite un collettore di trasferimento del gas ad alta pressione - viene trasferito nei bracci di discarica sul pontile e da lì raggiunge la rete di trasporto.