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L'economia della bici spinta da elettrico e cicloturismo: per l'Italia vale 1,6 miliardi. E le produzioni tornano in Europa

(ansa)
Il rapporto di Banca Ifis sulle due ruote: Belpaese leader con oltre 3,2 milioni di pezzi fabbricati nel 2021. Dopo le strozzature alle forniture del Covid, è la stagione del "reshoring"
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MILANO - Elettricità a mille e ritorno "a casa" delle produzioni. Sono questi i due trend dell'industria italiana della bicicletta, che Banca Ifis mette in fila nel giorno dell'Oscar del cicloturismo italiano e della Giornata della bicicletta.

L'Italia ha un ruolo importante nel panorama delle due ruote, visto che - con oltre 3,2 milioni di pezzi fabbricati nel 2021 (e un saldo positivo tra export e import di 1,3 milioni di pezzi) - è primo produttore in Europa: ha una quota del 21% di mercato, davanti a Germania e Portogallo, ed è accreditato di un fatturato da 1,6 miliardi di euro, il 7,4% in più sul 2020.

Dopo la forte spinta generata dalla ripartenza post-Covid, per altro incentivata con i bonus governativi, la prospettiva è che ci sia ancora spazio per crescere: secondo la ricerca, nel triennio 2021-2023, l'incremento nella produzione di biciclette è previsto di oltre il 7% anno su anno. Un traino elettrico, si…

MILANO - Elettricità a mille e ritorno "a casa" delle produzioni. Sono questi i due trend dell'industria italiana della bicicletta, che Banca Ifis mette in fila nel giorno dell'Oscar del cicloturismo italiano e della Giornata della bicicletta.

L'Italia ha un ruolo importante nel panorama delle due ruote, visto che - con oltre 3,2 milioni di pezzi fabbricati nel 2021 (e un saldo positivo tra export e import di 1,3 milioni di pezzi) - è primo produttore in Europa: ha una quota del 21% di mercato, davanti a Germania e Portogallo, ed è accreditato di un fatturato da 1,6 miliardi di euro, il 7,4% in più sul 2020.

Dopo la forte spinta generata dalla ripartenza post-Covid, per altro incentivata con i bonus governativi, la prospettiva è che ci sia ancora spazio per crescere: secondo la ricerca, nel triennio 2021-2023, l'incremento nella produzione di biciclette è previsto di oltre il 7% anno su anno. Un traino elettrico, si diceva, tanto che per l'eBike si prevede un +25% per arrivare a rappresentare l'11% della produzione (in aumento dal 9% dal 2020). Alla fine del periodo, si stima che il fatturato possa superare 1,8 miliardi di euro.

"L'Ecosistema della Bicicletta mette in luce quest'anno due fenomeni rilevanti per l'economia del Paese: l'ascesa del cicloturismo e il reshoring delle attività produttive", ha sintetizzato il vicepresidente di Banca Ifis, Ernesto Fürstenberg Fassio. Per quel che rigarda il turismo a pedali, la rete tricolore conta quasi 5mila operatori e 90mila chilometri di itinerari. Otto milioni gli italiani interessati a questo tipo di vacanza dolce. Lo studio pronostica una espansione per questo approccio, che "porta con sé i concetti di sostenibilità, sicurezza, salute e inclusione, attivando circoli virtuosi in grado di valorizzare i territori".

Quese previsioni si accompagnano a una spinta industriale al rientro delle produzioni. D'altra parte, la bici è stata uno dei simboli delle strozzature nelle forniture che hanno caratterizzato il post-covid. Gran parte della produzione di telai e componenti è stata demandata al Sud Est asiatico, per alcuni segmenti (si pensi al ruolo di Shimano) si è creata una fortissima concentrazione del mercato. Questo ha generato l'incapacità di tenere il passo della domanda: tutti hanno nella memoria le scene dei magazzini svuotati nei mesi successivi ai lockdown. Ora, almeno in parte, la catena della produzione tende a riaccorciarsi (la Bianchi ad esempio ha potenziato il suo polo lombardo in quest'ottica).

Il reshoring è uno dei principali trend che stanno guidando la crescita del settore, anche a causa di alcuni fenomeni innescati dal contesto macroeconomico: crisi delle catene mondiali di fornitura; aumento della domanda dovuto all'evoluzione della smart mobility; dazi antidumping; aumento dei costi di produzione nel Far East, nell'ultimo trentennio destinazione della delocalizzazione della produzione; qualità e innovazione, che favorisce i paesi tecnologicamente avanzati; impatto economico e ambientale dei trasporti.

Il Market Watch di Banca Ifis stima che la fabbricazione di 2,8 milioni di biciclette all'anno rientrerà in Europa, con un'accelerazione nel biennio 2022-2023, corrispondente al 18% della produzione totale europea. Ne deriva una serie di ricadute: si stima che "oltre 2 milioni di tonnellate di inquinamento da anidride carbonica e solforica vengono risparmiate ogni anno in Europa, grazie al "rientro" della produzione di bici, e-Bike e componenti nel vecchio continente". E "ogni lavoro ricollocato nell'industria europea della bici porta a un risparmio che va dai 30 ai 50 milioni di tonnellate di emissioni nocive. Dal punto di vista della sostenibilità sociale, per ogni 1.000 bici riconsegnate all'assemblaggio ogni anno in Europa, vengono creati da 3 a 5 posti di lavoro, mentre per ogni 1.000 e-Bike l'intervallo è compreso tra 6 e 9 posti di lavoro". Anche in questo ambito, servono professionalità: nel 30% dei casi le competenze non vengono trovate. Il fermento è testimoniato anche dalla crescita dell'interesse dei fondi di investimento verso l'industria della bicicletta: nel 2021 c'è stato un exploit con un  +175% nel numero di operazioni di fusioni e acquisizioni.