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Gentiloni: "No a un rinvio del Pnrr. Il salario minimo utile ad affrontare fenomeni crescenti di lavoro povero"

(ansa)
Il commissario all'Economia a Torino per il Festival. Pnrr: "Nessuna proroga, metterebbe in discussione la svolta Ue". E sulla congiuntura assicura: "C'è un rallentamento della crescita ma possiamo ancora evitare la recessione"
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TORINO - "Come in tutta Europa c'è un rallentamento della crescita ma possiamo evitare la recessione". Lo ha detto Paolo Gentiloni, commissario europeo all'Economia, rispondendo a una domanda sul rischio di recessione in Italia, a Torino per il Festival Internazionale dell'Economia. Dialogando con il direttore della Stampa Massimo Giannini, ha respinto con forza l'ipotesi di una proroga dei tempi di attuazione del Pnrr: "Se l'Italia la chiedesse, dal momento che, a torto o a ragione, è il Paese che ha ottenuto la quota maggiore, non sarebbe una questione di bella o brutta figura, sarebbe mettere in discussione delle svolte strategiche più importanti dell'Unione Europe". "Il governo non ci pensa per niente tutto il Paese dovrebbe essere impegnato a farlo anziché a rimandarlo", ha aggiunto. "Tutti stanno faticando ma si devono rispettare gli obiettivi, scadenze e cronoprogrammi. Le difficoltà devono essere prese di petto e affrontate".

Questione diversa, ha spiegato, è quella legata alle deroghe sull'utilizzo temporaneo di fonti fossili per far fronte all'emergenza creata dalla necessità di staccarsi in tempi rapidi dalle forniture russe di gas. Un'esigenza che vede affiancati Unione Europea e Stati Uniti. Mentre le posizioni tendono a divaricarsi, ha ossevato il commissario, se si guarda alle posizioni Ue e Usa sul futuro delle relazioni internazionali, quando ci saremo messi alle spalle la guerra in Ucraina: "Gli Stati Uniti guardano a un mondo definibile come 'The West and the rest'. Per noi questa non è una prospettiva praticabile. Il nostro modello sicuramente guarda a una globalizzazione più sicura, ma non fino al punto da avere quella del dollaro, e quella del renminbi. Sicuramente dovremo garantirci maggiore sicurezza energetica, ma l'autosufficienza sarebbe un'illusione, peggio ancora l'autarchia".

Non è mancato un riferimento alle attuali tensioni dei mercati, che hanno anche portato a un sensibile allargamento dello spread. "Le oscillazioni dello spread non devono essere considerate più di quello che sono: un segnale dei mercati, ma piuttosto contenuto. Quello che dobbiamo tenere in considerazione è che l'Italia è uno dei sei Paesi europei ad alto debito. Il problema è il livello debito che può creare instabilità nei mercati", ha detto Gentiloni. "L'Ue dice che dobbiamo stare attenti a fare incrementi non giustificati permanenti della spesa corrente. Questo ci porterà nelle prossime settimane, subito dopo l'estate, ad aprire la discussione sul percorso di riduzione del debito e quindi sulle nuove regole del patto di stabilità", ha aggiunto.

Ma non significa però, ha tenuto a sottolineare, che da Bruxelles ci sia contrarietà per gli interventi a sostegno delle famgilei e delle imprese: in questo momento sono necessari, e sono anche giustificati, purché però rimangano interventi temporanei: "Da gennaio in poi tutti i Paesi hanno fatto interventi di questo tipo, nell'ordine dello 0,6% del Pil, e l'Italia è in linea".

E temporanea, ha detto, è anche la fiammata inflattiva di questi mesi: procedere ad un adeguamento dei salari sarebbe sbagliato quindi, innescherebbe una spirale pericolosa: "Si rischierebbe di alimentare una rincorsa degli aumenti". Il commissario all'Economia si schiera però con chi chiede l'introduzione del salario minimo anche in Italia: "Penso che sia indispensabile per affrontare fenomeni crescenti di lavoro povero". Gentiloni sottolinea anche il valore della direttiva Ue sui lavoratori delle piattaforme digitali, una categoria da tutelare.