Salario minimo, in arrivo la direttiva Ue. Ecco cosa cambierà e come funziona in Europa
di Flavio Bini , di Flavio BiniMILANO - Ultime curve in Europa per la direttiva sul salario minimo. La proposta di provvedimento, partita su iniziativa della Commissione europea due anni fa e già approvata da Palrlemento e Consiglio in prima lettura, dovrebbe essere approvata questa sera in conclusione del negoziato tra Commissione, Parlamento e Consiglio Ue e presentata domani in conferenza stampa. Il regime, ha chiarito il commissario Ue al Lavoro Nicolas Schmit, non sarà negativo per la creazione dei posti di lavoro e per l'occupazione. Anzi, ha detto, "è stato dimostrato" il contrario. Spetterà poi "al governo e alle parti sociali in Italia dover decidere l'importanza di introdurre un salario minimo". Questo perché la direttiva - evidenziano le tre istituzioni - non fissa un salario minimo comune per tutti, né tantomeno un obbligo. Punta invece a "a istituire un quadro per fissare salari minimi adeguati ed equi" rispettan…
MILANO - Ultime curve in Europa per la direttiva sul salario minimo. La proposta di provvedimento, partita su iniziativa della Commissione europea due anni fa e già approvata da Palrlemento e Consiglio in prima lettura, dovrebbe essere approvata questa sera in conclusione del negoziato tra Commissione, Parlamento e Consiglio Ue e presentata domani in conferenza stampa. Il regime, ha chiarito il commissario Ue al Lavoro Nicolas Schmit, non sarà negativo per la creazione dei posti di lavoro e per l'occupazione. Anzi, ha detto, "è stato dimostrato" il contrario. Spetterà poi "al governo e alle parti sociali in Italia dover decidere l'importanza di introdurre un salario minimo". Questo perché la direttiva - evidenziano le tre istituzioni - non fissa un salario minimo comune per tutti, né tantomeno un obbligo. Punta invece a "a istituire un quadro per fissare salari minimi adeguati ed equi" rispettando le diverse tradizioni di welfare dei Ventisette per garantire "un tenore di vita dignitoso", ridurre le disuguaglianze e mettere un freno ai contratti precari e pirata.
Cosa c'è nella direttiva, le proposte di Parlamento e Consiglio
La proposta del Parlamento europeo, approvata il 25 novembre 2021, mira a stabilire dei requisiti di base per garantire un reddito che permetta un livello di vita dignitoso per i lavoratori e le loro famiglie. I deputati propongono due possibilità per raggiungere l'obiettivo: un salario minimo legale (il livello salariale più basso consentito dalla legge) o la contrattazione collettiva fra i lavoratori e i loro datori di lavoro. Inoltre, il Parlamento vuole rafforzare ed estendere la copertura della contrattazione collettiva obbligando i Paesi Ue con meno dell'80% dei lavoratori coperti da questi accordi a prendere misure efficaci per promuovere questo strumento.
Il Consiglio aveva invece approvato la sua proposta di negoziazione il 6 dicembre scorso mettendo al centro la promozione della contrattazione collettiva. "Tendenzialmente, nei Paesi caratterizzati da un'elevata copertura della contrattazione collettiva la percentuale di lavoratori a basso salario è minore e le retribuzioni minime sono più elevate rispetto ai Paesi in cui tale copertura è più bassa. Per questo motivo i ministri hanno convenuto che i Paesi dovrebbero promuovere il rafforzamento della capacità delle parti sociali di partecipare alla contrattazione collettiva. Qualora la loro copertura della contrattazione collettiva sia inferiore al 70%, dovrebbero anche definire un piano d'azione per promuoverla", affermano i ministri nella loro proposta.
Che cos'è il salario minimo
Il salario minimo è una soglia fissata da ciascuno stato sotto lo quale nessun datore di lavoro può scendere nel pagamento delle prestazioni lavorative. Di norma i contratti collettivi fissano queste soglie per ciascuna categoria di lavoratori, lasciando perl scoperta un'enorme fetta di lavoratori, a cui manca una sorta di paracadute che scongiuri paghe troppo basse. Per questo il salario minimo andrebbe a colmare questo buco.
Chi ha il salario minimo in Europa
Nei 27 Paesi dell'Unione, 21 prevedono un salario minimo. L'Italia, insieme a Danimarca, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia è invece tra i Paesi in cui non è previsto. In alcuni stati la soglia è prevista a livello orario. In Germania la scorsa settimana è stato portato a 12 euro l'ora a partire dal 1° ottobre. In molti Paesi è previsto invece una soglia mensile minima. Utilizzando come riferimento una settimana lavorativa di 39 ore Eurostat ha messo a confronto i salari mimimi dei diversi Paesi. A godere delle buste paga minime più generose sono Francia (1.603 euro), Germania (1.621 euro), Belgio (1.658 euro), Paesi Bassi (1.725 euro), Irlanda (1.775 euro) e Lussemburgo (2.257 euro).