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Gas: accordo con il Qatar per sostituire in Europa le forniture russe

Il paese del Golfo annuncia una partnership per sviluppare il North Field East, il più grande giacimento off shore al mondo: ai francesi di Total la quota maggiore, ma del consorzio faranno parte anche Eni e Shell
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ROMA - L'Europa trova il gas per sostituire una buona parte delle forniture russe. Sarà il Qatar, uno dei tre principali paesi produttori a livello globale assieme a Stati Uniti e Australia, a garantire la materia prima grazie allo sviluppo del più grande giacimento esistente al mondo. Si tratta del North Field East, un progetto off shore che il Qatar condivide con l'Iran, nel nord-est del Golfo Persico: secondo i piani di sviluppo, che prevedono un investimento pari a 30 miliardi di dollari, la produzione dovrebbe passare dalle attuali 77 milioni di tonnellate all'anno a 126 milioni entro il 2027.

Proprio per velocizzare i tempi di realizzazione dei nuovi impianti, la società di stato QatarEnergy ha…

ROMA - L'Europa trova il gas per sostituire una buona parte delle forniture russe. Sarà il Qatar, uno dei tre principali paesi produttori a livello globale assieme a Stati Uniti e Australia, a garantire la materia prima grazie allo sviluppo del più grande giacimento esistente al mondo. Si tratta del North Field East, un progetto off shore che il Qatar condivide con l'Iran, nel nord-est del Golfo Persico: secondo i piani di sviluppo, che prevedono un investimento pari a 30 miliardi di dollari, la produzione dovrebbe passare dalle attuali 77 milioni di tonnellate all'anno a 126 milioni entro il 2027.

Proprio per velocizzare i tempi di realizzazione dei nuovi impianti, la società di stato QatarEnergy ha annunciato di aver aperto il giacimento alla collaborazione a un gruppo di operatori occidentali. La quota più importante andrà alla società francese Total, che avrà il 6,25 per cento della nuova area di espansione. Questo significa che alla Francia andrà la maggior parte delle forniture destinate all'Europa. Ma non sarà la sola: anche se non ancora ufficializzato, anche il gruppo Eni farà parte del consorzio che dovrà sviluppare il giacimento, assieme all'anglo-olandese Shell e alle big oil americane ExxonMobil e Conoco-Philips.

Secondo quanto riferisce l'agenzia Reuters, gli accordi prevedono che una volta completati gli investimenti una metà del gas estratto dal North Field prenderà la via dell'Asia, mentre la parte rimanente sarà esportato in Europa. L'accordo nel suo complesso è anche il frutto dell'attività diplomatica degli ultimi tre mesi, con le cancellerie europee che hanno intensificato i rapporti con i fornitori storici alternativi alla Russia. Nel caso dell'Italia, gli accordi di massima sono stati presi con il viaggio compiuto nel marzo scorso dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio assieme all'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi.

Ad arrivare in Europa sarà ovviamente Gnl, il Gas naturale liquefatto: la materia prima viene ridotta di volume fino 500 volte e stivata nelle navi gasiere. Trasportata via mare, approda poi a destinazione dove - grazie agli impianti di rigassificazione - viene riportata alla sua natura originaria e di qui immessa nella rete dei gasdotti. Proprio per aumentare la capacità di lavorazione del Gnl, il gruppo Snam ha appena annunciato l'acquisto di una nave specializzata che svolge sia le funzione di navi gasiera (per il trasporto) sia per la rigassificazione del Gnl. Una seconda nave di questo tipo verrà acquistata l'anno prossimo: le due imbarcazioni - secondo i piani del governo - saranno ancorate una nell'area di Piombino e l'altra nel porto di Ravenna.

L'accordo con il Qatar, da parte italiana, non è certo casuale, visto che la società QatarEnergy, assieme a ExxonMobil gestisce il rigassificatore di Rovigo, il principale impianto italiano di questo tipo, di cui Snam ha una quota di minoranza.