Economia

Istat, crescono gli occupati nel primo trimestre. Giù senza lavoro e inattivi

Istat, crescono gli occupati nel primo trimestre. Giù senza lavoro e inattivi
(ansa)
Le ore lavorate salgono dell'1,5%, i costi per le aziende scendono per il mix di stipendi stagnanti e oneri in diminuzione
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MILANO - Crescita dell'occupazione, soprattutto attraverso il lavoro a termine, calo dei disoccupati e un generalizzato aumento delle ore lavorate. Costo del lavoro stagnante se non addirittura in lieve calo, per effetto degli sgravi sulla contribuzione e di buste paga a passo di gambero. E' questa la fotografia del mercato del lavoro italiano nel primo trimestre del 2022: la scatta l'Istat, ma giocoforza rischia di essere già sbiadita se si considera che alla fine del periodo è scoppiata la guerra in Ucraina, le materie prime energetiche hanno corso dando una mazzata alla ripresa economica e tutti i principali osservatori - dall'Ocse alla Bce - hanno dovuto metter pesantemente mano alle stime sui prossimi mesi.

Nel frattempo, nel primo trimestre 2022, l'Istat ha registrato 120 mila occupati in più rispetto al quarto trimestre 2021 (+0,5%) e 905 mila in più (+4,1%) rispetto all'anno precedente. L'incremento annuo coinvolge sia i dipendenti, a tempo indeterminato (+369 mila, +2,6%) e soprattutto a termine (+412 mila, +16,3%), sia gli indipendenti (+124 mila, +2,6%) "dopo un calo ininterrotto per nove trimestri consecutivi e la stabilità dello scorso trimestre". È in forte calo il numero di disoccupati (-415 mila in un anno, -16%) e quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-846 mila, -6,1% in un anno).

Il tasso di disoccupazione cala all'8,6% e così scende per la prima volta al di sotto del 9% (dato trimestrale) a partire dal terzo trimestre 2011 con l'eccezione del secondo trimestre 2020, contrassegnato dalle misure contro la pandemia.

Nel rapporto si spiega che l'input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è aumentato dell'1,5% rispetto al trimestre precedente e del 6,7% rispetto al primo trimestre 2021.

Visto dal lato delle imprese, il periodo va in archivio con un calo del tasso dei posti vacanti di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente mentre aumenta di 0,8 punti rispetto allo stesso trimestre del 2021. "Il costo del lavoro per unità di lavoro rimane congiunturalmente invariato - spiega l'Istat - quale sintesi di una lieve riduzione delle retribuzioni (-0,1%) e di un equivalente aumento degli oneri sociali (+0,1%). Su base annua, invece, il costo del lavoro si riduce dello 0,2%, per effetto della riduzione di entrambe le sue componenti (-0,2% le retribuzioni e -0,4% gli oneri sociali). Il calo lievemente più accentuato della componente degli oneri sociali si lega alla re-intensificazione degli interventi di sgravio contributivo messi in atto nel periodo successivo alla fase più critica della pandemia, particolarmente finalizzati ad alcuni settori economici".

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