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Gas, continua la corsa dei prezzi: ad Amsterdam vola oltre i 140 euro

L'allarme del presidente di Assolombarda: "Occorre subito introduzione di un tetto al prezzo"
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MILANO - Continua la corsa dei prezzi del gas in Europa. Dopo il taglio delle forniture annunciato a Germania e Italia da parte della Russia via Gazprom, oggi  ad Amsterdam, listino di riferimento per il Vecchio continente, il metano sale del 18% a 142 euro al Megawattora. Contando soltanto le ultime tre sedute il prezzo del gas è cresciuto di quasi il 70%.

Intanto  il sistema italiano del gas, secondo quanto risulta dalla consultazione dei dati sulle previsioni di giornata dei flussi commerciali dal sito di Snam, è bilanciato e si prevede iniezione in stoccaggi di quasi 34 milioni di metri cubi. È prevista una domanda di poco superiore ai 160 milioni di metri cubi a fronte di gas disponibile per oltre 200 milioni di metri cubi. Da Tarvisio, porta di accesso del gas in Italia si prevedono flussi per quasi 40 milioni di metri cubi, in aumento rispetto a ieri. Da Passo Gries (Verbania), dove arrivano i flussi di gas dal Nord Europa verso l'Italia, previsti circa 3 milioni di metri cubi.

A lanciare un allarme sul prezzo del gas e delle materie prime era stato questa mattina anche il presidente di Assolombarda Alessandro Spada. "La corsa delle quotazioni delle materie prime è entrata in una nuova fase", ha detto. "Permangonoforti pressioni sui margini delle imprese, soprattutto a causa degli aumenti di gas naturale(+647%) e petrolio Brent(+104%). A questo si aggiunge la volatilità delle commodity .Occorre agire subito attivando la misura più urgente: l'introduzione del tetto al prezzo del gas. È la soluzione che può impedire a molte imprese di ridurre la produzione o, nel peggiore dei casi, di fermarla del tutto".

L'analisi sulle materie prime del Centro Studi di Assolombarda certifica che i prodotti energetici sono tra le materie prime che hanno registrato i maggiori rialzi nel recente passato. Il prezzo del gas naturale europeo, dopo il picco di inizio marzo intorno a 220 euro al MWh, ha leggermente ritracciato attestandosi il 13 giugno a 83,4 euro, oltre sette volte i livelli pre-Covid e vicino ai valori registrati prima dello scoppio della guerra. Negli ultimi giorni, tuttavia, le frizioni sul lato dell'offerta stanno determinando una notevole volatilità, con il prezzo che ha nuovamente raggiunto i 100 euro.


Un andamento simile ha caratterizzato l'energia elettrica, con il Prezzo Unico Nazionale (Pun) che, pur avendo assorbito i picchi estremi osservati nei mesi scorsi, oscilla ora intorno a livelli quasi cinque volte quelli del pre pandemia (210,1 euro/MWh il 13 giugno). Tra gli energetici, infine, si distingue il petrolio Brent, il cui prezzo si caratterizza per una crescita continua e in accelerazione: il barile ha superato nei giorni scorsi quota 120 dollari, portandosi su livelli doppi rispetto a gennaio 2020.


I prezzi delle materie prime della filiera agroalimentare - evidenzia l'analisi di Assolombarda - sembrano essersi stabilizzati. Tra i metalli ferrosi, l'acciaio registra nelle ultime settimane un calo marcato, pari al -34% rispetto al picco. Sul fronte dei metalli non ferrosi, il nichel ha parzialmente riassorbito lo shock che aveva determinato la sospensione delle contrattazioni sul London Metal Exchange (-36% dal picco).