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Gas, la Russia taglia ancora: il Nord Stream verrà bloccato, garantito ad Eni solo il 65% dei flussi. Draghi: "Uso politico del metano"

Il gruppo italiano, come contromossa, ha chiesto di aumentare le forniture, ma verrà accontentato solo in parte "per problemi tecnici". Il presidente del Consiglio definisce quella di Mosca "una bugia". Intanto Gazprom avverte che saranno interrotte le forniture verso la Germania.
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ROMA - La Russia taglia ancora le forniture di gas all'Italia. Allo stesso tempo, Eni ha chiesto a Gazprom il rispetto del contratto e ha ottenuto un aumento dei flussi in modo che la disponibilità di gas rimanga la stessa del giorno precedente.

Ma cosa è successo? Secondo un portavoce di Eni "a fronte di una richiesta giornaliera di gas da parte di Eni superiore di circa il 44% rispetto a quella avanzata ieri - incremento dovuto al recupero delle quantità non ricevute e alle normali dinamiche commerciali -  Gazprom ha comunicato che sarà consegnato solo il 65% delle forniture richieste (le quantità consegnate saranno quindi di poco superiori rispetto a ieri e si attesteranno ad un livello assoluto di circa 32 milioni di metri cubi/giorno)".

ROMA - La Russia taglia ancora le forniture di gas all'Italia. Allo stesso tempo, Eni ha chiesto a Gazprom il rispetto del contratto e ha ottenuto un aumento dei flussi in modo che la disponibilità di gas rimanga la stessa del giorno precedente.

Ma cosa è successo? Secondo un portavoce di Eni "a fronte di una richiesta giornaliera di gas da parte di Eni superiore di circa il 44% rispetto a quella avanzata ieri - incremento dovuto al recupero delle quantità non ricevute e alle normali dinamiche commerciali -  Gazprom ha comunicato che sarà consegnato solo il 65% delle forniture richieste (le quantità consegnate saranno quindi di poco superiori rispetto a ieri e si attesteranno ad un livello assoluto di circa 32 milioni di metri cubi/giorno)".

 

Per Gazprom si tratta di "problemi tecnici"

Sempre secondo Eni, "Gazprom ha spiegato che la mancata consegna dipende dai problemi alla centrale di Portovaya che alimenta il gasdotto Nord Stream attraverso il quale Gazprom trasporta una parte dei volumi destinati ad Enì". Una spiegazione che non convince del tutto, visto che i flussi diretti all'Italia passano per la gran parte attraverso il gasdotto che attraversa Ucraina, Slovacchia e Austria e per arrivare al passo del Tarvisio.

Per Draghi si tratta di "una bugia"

Lo ha fatto capire anche il presidente del Consiglio Mario Draghi, per il quale la motivazione addotta dei russi "è una bugia". Nel dettaglio, parlando da Kiev, il premier ha dichiarato che "i motivi per i tagli di forniture che colpiscono un po' tutta l'Europa ci viene detto sono tecnici, una delle spiegazioni è che la manutenzione è difficile a causa delle sanzioni. Da parte della Germania e nostra e di altri riteniamo che queste siano bugie, che in realtà ci sia un uso politico del gas, come c'è un uso politico del grano".

Nord Stream, veso lo stop alle forniture dalla Germania

Sempre in queste ora è arrivata da Mosca la notizia secondo cui potrebbero interrompersi totalmente le foniture di gas verso la Germania, ufficialmente a causa di problemi tecnici al gasdotto Nord Stream.

Lo riporta il quotidiano inglese Guardian, citando quando l'ambasciatore russo presso l'Ue, Vladimir Chizhov, ha detto all'agenzia Novosti. Se si dovesse effettivamente verificare la sospensione totale del servizio, la Germania dovrebbe far scattare un piano di emergenza. Lo ha ammesso il vicecancelliere nonché ministro dell'Economia, Robert Habeck, che è tornato a invitare i tedeschi a ridurre per quanto possibile i consumi di energia elettrica.

Come si vede, la battaglia energetica tra Russia ed Europa si è ormai trasformata in una partita a scacchi, con mosse e contromosse da parte degli avversari. Impossibile non mettere in relazione le ultime iniziative di Mosca (taglio alle forniture a Italia e Germania) con il viaggio dei tre leader Ue a Kiev. La riduzione dei flussi diventa così una risposta alla missione di Olaf Scholz, Emmanuel Macron e Mario Draghi in Ucraina.

Non a caso, Gazprom ieri ha ridotto le forniture dirette anche alla Francia - come ha comunicato il gruppo Engie, nonché all'Austria. 

Gas, il prezzo vola oltre 140 euro al metro cubo

Ma la mossa di Gazprom va letta anche sul fronte economico e finanziario. Da un lato, il Cremlino ottiene un nuovo rialzo dei prezzi del gas sui mercati delle materie prime: una settimana fa, al Ttf, l'indice di riferimento europeo alla Borsa di Amsterdam aveva quasi sfondato al ribasso gli 80 dollari al metro cubo, mentre ora è tornato sopra quota 140 euro.

L'altro obiettivo di Mosca è quello di mettere in difficoltà gli europei nel momento in cui si stanno riempiendo gli stoccaggi in vista dell'inverno: la nuova tempesta sui prezzi potrebbe "raffreddare" l'interesse degli operatori a mettere da parte materia prima nei depositi, in attesa che i prezzi tornino a livelli più bassi. In Italia, gli stoccaggi sono al momento pieno al 52%: ricordiano che la Ue ha disposto che dovranno essere almeno al 90% della capacità per la fine di ottobre.

Infine, Mosca si sta preparando all'inevitabile divorzio con i paesi dell'Unione europea, che stanno cercando fonti alternative al gas di Gazprom. Lo dimostra anche la ricerca appena pubblicata dall'Enea (l'ente di ricerca pubblico sulla transizione energetica) secondo cui "nei primi cinque mesi del 2022 la quota delle importazioni di gas dalla Russia sul totale è scesa in media sotto il 24%, rispetto a circa il 40% nello stesso periodo 2021". Tra l'altro ci sono state "punte al di sotto del 20% in aprile e maggio". La quota di import di gas dalla Russia è stata "superata anche dalla quota del gas algerino" al 31%. Per l'Enea, che inserisce questi risultati sul versante 'sicurezza energetica', "l'obiettivo di affrancarsi rapidamente dal gas russo" ha "già avuto alcuni effetti di rilievo in Italia".

Gazprom: "Stiamo tagliando forniture all'Europa"

Lo ha ammesso anche il ceo di Gazprom, Alexey Miller: "Stiamo tagliando le forniture all'Europa mentre le stiamo aumentando ai paesi amici come la Cina, dove i flussi sono saliti del 67% da gennaio a maggio, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Novak ha indicato nell'embargo dei paesi occidentali la causa principale del calo delle forniture perché impedirebbe di ricevere tecnologia per garantire l'efficienza delle infrastrutture. Sempre secondo il manager del Cremlino, la "guerra dell'energia" sta costando all'Unione oltre 400 miliardi di costi aggiuntivi che pesano sulla sua economia e in particolare sulla corsa dell'inflazione.

Di Maio: "Serve un tetto al prezzo del gas"

Come si stanno attrezzando i paesi europei per rispondere alla mosse dei russi? Oltre ai piani di emergenza già predisposti in vista dell'autunno, sale il partito anche a Bruxelles a favore del "tetto" al prezzo del gas - in via eccezionale - da applicare a tutte le forniture europee. Una proposta che vede in prima linea il governo italiano, come ha ricordato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio:  "Siamo in un momento molto delicato del nostro Paese.  Fortunatamente grazie alle diplomazia energetica che abbiamo condotto possiamo gestire questo momento ma serve un tetto massimo al prezzo del gas, come abbiamo chiesto in Europa".