MILANO - Dura poco la tregua sulle Borse. Ieri sera la Fed ha annunciato un aumento dei tassi di interesse dello 0,75%, il più alto dal 1994 a questa parte, nel tentativo di porre un argine alla corsa dell'inflazione, prevista al 5,2% per il 2022, e con le stime sul Pil drasticamente tagliate per l'anno in corso all'1,7% dal 2,8% precedente. Gli scambi in Europa scontano poi anche la mossa della Bce che ha annunciato un intervento di contenimento degli spread. Il differenziale Btp/Bund vive una giornata sull'ottovolante ma alla fine riesce a difendere i livelli raggiunti nella seduta di mercoledì: chiude a 216 punti con il decennale italiano che prima sfonda il 4% poi torna al 3,8%.
Sul fronte delle banche centrali si muove anche la Svizzera: a sorrpesa la Banca centrale elvetica ha rialzato il tasso d'interesse sui depositi sul franco, portandolo da -0,75% a -0,25%, il primo intervento da 15 anni a questa parte. E continua il suo percorso di rialzo dei tassi la Bank of England che ha deciso un ulteriore del costo del denaro nel Regno Unito dall'1% all'1,25%. Decisione ampiamente attesa che viene spiegata ancora una volta come misura di contrasto alla crescita record dell'inflazione in Gran Bretagna.
In caduta libera anche Wall Street, dove i timori di recessione per l'azione della Fed contro l'inflazione prendono il sopravvento. Peggio delle attese i dati arrivati dalle richieste di sussidi disoccupazione, calate di 3000 unità a quota 229.000, con gli analisti che scommettevano invece su quota 220.000. In chiusura il Dow Jones perde il 2,41%, il Nasdaq il 4,08% e lo S&P 500 il 3,24%.
In ordine sparso i listini asiatici, con Shanghai positiva e Hong Kong in calo. Tokyo chiude invece in rialzo dello 0,4%.
Boccata di ossigeno per le criptovalute. Dopo la caduta verticale degli ultimi giorni, con il Bitcoin arrivato a un passo dalla soglia psicologica dei 20 mila dollari, oggi la principale moneta digitale registra lievi rialzi e si posiziona sopra quota 22 mila.
Tra le commodities, i prezzi del petrolio rimbalzano in Asia. I future sul Brent sono saliti dello 0,46% a 119,03 dollari al barile, mentre quelli sul greggio West Texas Intermediate (Wti) sono avanzati a 116,06 dollari al barile, in rialzo dello 0,65%. Continuano i rialzi del gas dopo la decisione di Gazprom di ridurre le forniture alla Germania e all'Italia. Ad Amsterdam, la piazza di riferimento per l'Europa, il metano quota nei primi scambi 126 euro al Megawattora, in crescita del 5% rispetto alla chiusura di ieri. Stabile il prezzo dell'oro: il metallo viene scambiato a 1.833 dollari l'oncia, stabile rispetto al guadagno dell'1,4% messo a segno alla vigilia