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La Russia taglia il gas a tutta Europa. Governo in allerta, ipotesi razionamenti

A secco anche la Francia, ridotti ancora i flussi in arrivo a Tarvisio: gli stoccaggi per l’inverno saranno difficili da riempire. Martedì si riunirà il comitato d’emergenza al Mite: l'ipotesi di varare misure di razionamento dei consumi
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ROMA - Non si tratta più di singoli Paesi. La Russia ha deciso di tagliare il gas a tutta l’Europa. Dopo aver chiuso i rubinetti a Polonia, Bulgaria, Finlandia, Austria e Slovacchia, ora Mosca punta ai big europei. Ha ridotto del 60 per cento i flussi verso la Germania attraverso il gasdotto Nord Stream che passa sotto il Baltico e questo di fatto ha bloccato le forniture alla Francia. Coinvolta anche l’Italia: al passo di Tarvisio, punto di arrivo del gasdotto che arriva all’Ucraina, ieri il colosso Gazprom, direttamente controllato dal Cremlino ha fatto pervenire il 50 per cento in meno del metano chiesto dal gruppo Eni, il principale importatore dell’Italia. Solo 24 ore prima il taglio era stato del 33 per cento.

ROMA - Non si tratta più di singoli Paesi. La Russia ha deciso di tagliare il gas a tutta l’Europa. Dopo aver chiuso i rubinetti a Polonia, Bulgaria, Finlandia, Austria e Slovacchia, ora Mosca punta ai big europei. Ha ridotto del 60 per cento i flussi verso la Germania attraverso il gasdotto Nord Stream che passa sotto il Baltico e questo di fatto ha bloccato le forniture alla Francia. Coinvolta anche l’Italia: al passo di Tarvisio, punto di arrivo del gasdotto che arriva all’Ucraina, ieri il colosso Gazprom, direttamente controllato dal Cremlino ha fatto pervenire il 50 per cento in meno del metano chiesto dal gruppo Eni, il principale importatore dell’Italia. Solo 24 ore prima il taglio era stato del 33 per cento.

 

È un attacco il cui obiettivo è mettere pressione ai governi Ue, alle prese con l’inflazione a livelli record causata per lo più dall’impennata dei costi dell’energia. Nonché a mettere in difficoltà gli operatori proprio nelle settimane in cui i prezzi solitamente raggiungono i minimi dell’anno e si provvede per questo a riempire gli stoccaggi, con le riserve che saranno poi usate durante il periodo invernale. Obiettivo raggiunto da parte dei russi: il prezzo del gas che solo una settimana fa stava sotto gli 80 euro al megawattora, in pochi giorni ha raggiunto i 125 euro, causando un rallentamento delle attività di stoccaggio, proprio per i prezzi eccessivi.

Nonostante il taglio delle forniture, per ora la situazione rimane sotto controllo, sia in Europa che in Italia. Nel nostro Paese, ieri sono arrivati 196 milioni di metri cubi di gas a fronte di una domanda interna di 155 milioni, di cui solo una trentina da Gazprom. Nonostante questo, il governo ha convocato per martedì prossimo il Comitato di emergenza gas, di cui fanno parte rappresentanti del governo e degli operatori del settore. Cosa potrebbero decidere? Molto dipenderà dalle decisioni dei prossimi giorni da parte dei russi. Se i tagli delle forniture dovessero continuare, o arrivare addirittura a un blocco totale, scatterebbero le misure di emergenza già previste per casi eccezionali: maggiore utilizzo delle centrali a carbone (sono sei quelle ancora in attività in Italia), razionamento delle forniture di gas alle imprese energivore, riduzione dell’uso dei condizionatori, limitandone la temperatura e le ore di utilizzo.

La preoccupazione principale dell’Europa in questo momento è riempire gli stoccaggi in vista dell’inverno. Al momento, nella Ue sono stati riempiti in media per il 52 per cento: si tratta di 5-6 punti percentuali in meno rispetto ai livelli di un anno fa. Occorre dunque accelerare: Bruxelles ha imposto che entro il 30 ottobre ciascun Paese membro debba raggiungere l’80 per cento del totale della capacità di stoccaggio. Un problema soprattutto per Italia e Germania, i due Paesi con le più grandi infrastrutture per immagazzinare riserve, al momento arrivate rispettivamente al 56 e al 54 per cento.