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Oltre il 40% degli italiani "pirati" di film e partite. Per l'economia un danno da oltre 700 milioni di Pil

L'indagine di Fapav e Ipsos: diminuiscono gli atti di pirateria, c'è maggiore consapevolezza ma il conto dell'impatto rimane assai pesante
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MILANO - Più di quattro adulti italiani su dieci nel corso del 2021 sono stati dei "pirati": hanno fruito in modo illecito di un film, una serie tv o una partita di calcio. Gli "atti di pirateria" sono però scesi, a quota 315 milioni (ben 24% in meno sul 2019 e dimezzati sul 2016); ciononostante il danno per il settore dei media e per il paese nel suo complesso rimane assai rilevante.

Il quadro emerge da una indagine Fapav - Federazione per la tutela delle industrie dei contenuti audivisivi e multimediali - con Ipsos, presentata oggi a Roma agli Stati Generali della Lotta alla Pirateria.

Il conto del "costo" dei pirati per industria dei media e collettività è riassumibile in 673 milioni di euro, se guardata come danno potenziale in termini di fatturato perso direttamente a causa della mancata fruizione legale di film e serie/fiction piratate, considerando la possibilità di mantenere gli abbonamenti per l’intero …

MILANO - Più di quattro adulti italiani su dieci nel corso del 2021 sono stati dei "pirati": hanno fruito in modo illecito di un film, una serie tv o una partita di calcio. Gli "atti di pirateria" sono però scesi, a quota 315 milioni (ben 24% in meno sul 2019 e dimezzati sul 2016); ciononostante il danno per il settore dei media e per il paese nel suo complesso rimane assai rilevante.

Il quadro emerge da una indagine Fapav - Federazione per la tutela delle industrie dei contenuti audivisivi e multimediali - con Ipsos, presentata oggi a Roma agli Stati Generali della Lotta alla Pirateria.

Il conto del "costo" dei pirati per industria dei media e collettività è riassumibile in 673 milioni di euro, se guardata come danno potenziale in termini di fatturato perso direttamente a causa della mancata fruizione legale di film e serie/fiction piratate, considerando la possibilità di mantenere gli abbonamenti per l’intero anno. Si aggiungono 267 milioni di euro come stima del danno in termini di fatturato perso direttamente a causa della mancata fruizione legale di sport live piratati nel 2021.

Ma il conto diventa monstre, a 1,7 miliardi di euro, in termini di fatturato perso da tutti i settori economici italiani a causa della pirateria di film, serie/fiction e sport live (non solo l'audiovisivo, dunque). Se si traduce in termini di Pil, il danno per l'economia italiana è di 716 milioni di euro, con 9.400 posti di lavoro a rischio e un mancato introito fiscale (tra Iva e imposte sul reddito) di 319 milioni di euro.

I film restano il contenuto più piratato, con una incidenza al 29%. Si scende al 24% per le serie/fiction, al 21% per i programmi e al 15% per lo sport in diretta.

Cresce la consapevolezza, dice il sondaggio: il 50% dei pirati è consapevole della gravità di quel che sta facendo, contro il 28% del 2019. Ma d'altra parte il pubblico è ancora permeato da un atteggiamento di "strappo alla regola". "Motivazioni sempre più deboli dietro la scelta di fruire in modo illegale di contenuti audiovisivi e una maggiore consapevolezza dei danni causati e dei rischi a cui si è esposti, hanno contribuito a rendere per molti la fruizione pirata uno “strappo alla regola”, ma uno strappo alla regola che pesa sull’intera economia e società italiana", dice la ricerca.