✕

Gelo in pubblico e consigli in privato, lo strano rapporto tra Biden e Musk

(reuters)
Secondo la Reuters i rapporti, difficili in superficie, hanno avuto però punti di contatto a livello di alti funzionari, con scambi di mail all'inizio del mandato presidenziale. L'imprenditore sudafricano: "Le fabbriche in Germania e Texas gigantesche fornaci che bruciano soldi"
2 minuti di lettura

NEW YORK - «Gigantesche fornaci che bruciano soldi». Così Elon Musk ha definito le nuove fabbriche della Tesla appena aperte in Texas e in Germania, chiarendo perché è così pessimista sul futuro immediato dell’economia americana. In compenso però la Reuters ha scoperto che il suo rapporto con l’amministrazione Biden non è cattivo come sembra, perché nonostante le dispute pubbliche col presidente, in privato i collaboratori del capo della Casa Bianca hanno chiesto l’aiuto della compagnia fondata dall’imprenditore sudafricano per sviluppare le auto elettriche.

L'allarme lanciato il 30 maggio

Il 30 maggio scorso, parlando ad un club di proprietari delle Tesla, Musk aveva detto che le fabbriche appena costruite a Austin e Berlino «perdono miliardi di dollari in questo momento, perché ci sono tonnellate di spese e quasi niente prodotti». Quindi aveva aggiunto che «la nostra p…

NEW YORK - «Gigantesche fornaci che bruciano soldi». Così Elon Musk ha definito le nuove fabbriche della Tesla appena aperte in Texas e in Germania, chiarendo perché è così pessimista sul futuro immediato dell’economia americana. In compenso però la Reuters ha scoperto che il suo rapporto con l’amministrazione Biden non è cattivo come sembra, perché nonostante le dispute pubbliche col presidente, in privato i collaboratori del capo della Casa Bianca hanno chiesto l’aiuto della compagnia fondata dall’imprenditore sudafricano per sviluppare le auto elettriche.

L'allarme lanciato il 30 maggio

Il 30 maggio scorso, parlando ad un club di proprietari delle Tesla, Musk aveva detto che le fabbriche appena costruite a Austin e Berlino «perdono miliardi di dollari in questo momento, perché ci sono tonnellate di spese e quasi niente prodotti». Quindi aveva aggiunto che «la nostra preoccupazione predominante ora è questa: come continuiamo a farle operare, in modo da poter pagare i dipendenti senza andare falliti?».

Per capire le dimensioni dell’emergenza, nel solo primo trimestre del 2022 la Tesla ha speso 11 miliardi di dollari per costruire le sue auto, fra pezzi, materiali, lavoro, manifattura e spedizione. In cassa ha 17,5 miliardi, e quindi di questo passo alla fine del prossimo trimestre rischia di finire abbondantemente in rosso, se non vende abbastanza o non trova altre risorse. Perciò Musk ha avvertito che potrebbe essere costretto a licenziare il 10% del personale, nonostante la sua azienda sia diventata la leader del settore.

Il problema nasce soprattutto dalla crisi della supply chain, la carenza di parti fondamentali come le celle per le batterie e l’esplosione dell’inflazione. La Tesla usa soprattutto le celle della Panasonic, ma sta cercando di sviluppare le proprie, in modo da ridurre i costi ed evitare i rischi di improvvise riduzioni delle forniture. Non è ancora pronta, però, e nel frattempo a causa del Covid il governo cinese ha limitato la produzione nello stabilimento di Shanghai. Perciò, secondo FactSet ripreso dal Wall Street Journal, nel secondo trimestre consegnerà solo 273.000 auto, contro le 310.000 del primo.

Le frasi della discordia

Elon ha detto al club dei proprietari che troverà una soluzione, però al momento le nuove fabbriche bruciano montagne di soldi. Se poi si considera che lui prevede l’arrivo imminente della recessione negli Usa, si capisce perché è così pessimista.

Queste posizioni hanno messo Musk in rotta di collisione con Biden, che dopo averle sentite gli ha augurato «buona fortuna col suo viaggio sulla Luna». La tensione con la Casa Bianca non è nuova. Il presidente ha sempre puntato sulle auto elettriche, per mantenere le promesse fatte nel contrasto dei cambiamenti climatici, ma non ha mai manifestato una grande amore per l’imprenditore sudafricano. Al punto che nell’ultimo incontro dedicato al settore ha invitato i rappresentanti di General Motors e Ford, e poi ha elogiato gli investimenti di Stellantis, ignorando invece Tesla.

Elon si è offeso, ma le divergenze non finiscono qui. Ha detto anche che alle elezioni midterm di novembre voterà per la prima volta repubblicano, e anche la sua scalata a Twitter è stata interpretata come un tentativo di aiutare Trump a tornare alla Casa Bianca nel 2024, se si candiderà.

Dietro le quinte, però, i rapporti sono diversi. La Reuters ha scoperto mail che stretti collaboratori di Biden avevano mandato alla Tesla subito dopo la vittoria nelle elezioni del 2020, proprio per chiedere consigli sulla strategia da adottare riguardo le auto elettriche. Dallas Burkholder, della Environmental Protection Agency aveva scritto al lobbista Rohan Patel, per discutere i sussidi da elargire ai produttori di carburanti rinnovabili. E’ possibile che nel frattempo le relazioni si siano raffreddate, ma ora entrambi hanno interesse a collaborare per evitare il peggio.