✕

Caos aeroporti. Tra ritardi, cancellazioni e bagagli smarriti, quali sono i nostri diritti

(afp)
File chilometriche negli scali a causa della mancanza di personale di terra e a bordo: l'estate 2022 inizia con una pioggia di disservizi. Normative e convenzioni ci tutelano, ecco come
3 minuti di lettura

Per buona parte della popolazione mondiale l’estate 2022 è quella del ritorno a bordo di un aereo, verso destinazioni più esotiche rispetto a 2020 e 2021 quando tra restrizioni, divieti, tamponi e quarantene, la voglia di espatriare è passata quasi a tutti.

Tuttavia negli aeroporti non si può certo dire che sia tornata la normalità. Tra voli cancellati o riprogrammati, ritardi, lunghissime file al controllo bagagli, valigie smarrite o danneggiate la lista dei disservizi è lunga. E la causa è quasi sempre la stessa: compagnie aeree e società aeroportuali sono a corto di personale.

Dopo due anni a ranghi ridotti il settore sta faticando a riprendere il ritmo pre-Covid e il boom di passeggeri non fa che sottolineare il problema. La situazione è eccezionale, ma i nostri diritti restano. Ecco cosa fare quando ci imbattiamo in uno dei disservizi più comuni di questa estate 2022.

La compagnia aerea mi ha modif…

Per buona parte della popolazione mondiale l’estate 2022 è quella del ritorno a bordo di un aereo, verso destinazioni più esotiche rispetto a 2020 e 2021 quando tra restrizioni, divieti, tamponi e quarantene, la voglia di espatriare è passata quasi a tutti.

Tuttavia negli aeroporti non si può certo dire che sia tornata la normalità. Tra voli cancellati o riprogrammati, ritardi, lunghissime file al controllo bagagli, valigie smarrite o danneggiate la lista dei disservizi è lunga. E la causa è quasi sempre la stessa: compagnie aeree e società aeroportuali sono a corto di personale.

Dopo due anni a ranghi ridotti il settore sta faticando a riprendere il ritmo pre-Covid e il boom di passeggeri non fa che sottolineare il problema. La situazione è eccezionale, ma i nostri diritti restano. Ecco cosa fare quando ci imbattiamo in uno dei disservizi più comuni di questa estate 2022.

La compagnia aerea mi ha modificato la data del volo

Lo sta facendo sicuramente Easyjet che però non è l’unica: diversi vettori stanno cambiando i programmi estivi, riducendo il numero dei voli. Questo significa che alcuni vengono “rischedulati”, cioè spostati. Spesso lo spostamento è di poche ore, a volte sufficienti a provocare un danno notevole: pensiamo a chi viaggia per un appuntamento o un colloquio di lavoro, o per partecipare a una cerimonia. In questo caso bisogna fare attenzione al numero del volo, se viene modificato o no. “Se viene modificato, è a tutti gli effetti una cancellazione e in quel caso, chi non prende il volo sostitutivo ha diritto al rimborso pieno” spiega Maria Pisanò, direttrice del Centro europeo del consumatore. “Altrimenti il volo si deve considerare in ritardo”, anche se la compagnia farà di tutto per dare l’impressione che si tratti di un semplice spostamento, sempre di ritardo si tratta perché il biglietto originario prevedeva un orario precedente. Secondo il regolamento europeo 261 oltre le cinque ore di ritardo dev’essere rimborsato il biglietto; mentre secondo le sentenze della Corte di giustizia europea, dalle tre ore in poi si ha diritto a una compensazione.

La compagnia mi ha cancellato un volo a poche ore dalla partenza

È la classica fattispecie in cui il passeggero ha diritto al rimborso totale del prezzo del biglietto. E non solo: a seconda della lunghezza della tratta si ha anche diritto a un risarcimento, che dunque si va a sommare al prezzo del biglietto che ci viene restituito.

  • Per i voli da 1500 chilometri o meno, al passeggero spettano 250 euro;
  • Per i voli oltre i 1500 chilometri all’interno dell’Unione europea, e tutti gli altri voli tra i 1500 e i 3500 chilometri spettano 400 euro;
  • Per i voli oltre i 3500 chilometri spettano 600 euro.

Niente risarcimento, invece, se il vettore ci ha informato della cancellazione almeno 14 giorni prima della data del volo. Tuttavia le compagnie possono anche dare minor preavviso, a certe condizioni, senza dover risarcire:

  • Se informano della cancellazione tra 14 e 7 giorni prima e offrono un volo alternativo che consentirebbe di non partire oltre 2 ore prima dell’orario inizialmente previsto o di raggiungere la destinazione finale meno di 4 ore dopo l’arrivo inizialmente previsto;
  • Se informano meno di 7 giorni prima ma offrono un’alternativa che consente di partire non oltre un’ora prima dell’orario previsto in origine o meno di due ore dopo l’arrivo inizialmente previsto.

Ho perso il volo per colpa delle lunghe file al controllo bagagli, ho qualche diritto?

In queste settimane caotiche la possibilità è piuttosto concreta. Con pochi addetti, le compagnie aeroportuali faticano a gestire il flusso di passeggeri. E dopo un’ora (e a volte anche di più) passata in attesa di mettere la propria valigia sotto ai raggi X, molti arrivano troppo tardi al gate dell’imbarco e si vedono sfrecciare davanti agli occhi l’aereo a bordo del quale avrebbero dovuto sedersi. “In questo caso la responsabilità è dell’ente aeroportuale - spiega ancora Maria Pisanò del Cec - la compagnia aerea non c’entra nulla né ha alcun controllo sulla gestione dei controlli che si fanno nello scalo”. Cosa si può fare quindi? “Anzitutto un reclamo alla società che gestisce l’aeroporto, chiedendo che venga rimborsato il prezzo del biglietto e dell’eventuale altro biglietto, nel caso in cui abbiamo preso un altro volo. E in caso di mancata risposta, o risposta insoddisfacente, si può provare la conciliazione, laddove possibile, o la via giudiziale”. Ma come possiamo dimostrare di non aver perso il volo per colpa nostra? “Il consiglio che diamo sempre è di acquisire prove - continua Pisanò - ad esempio fotografando le lunghe file, ed è importante che nelle foto ci sia un orologio o un tabellone che mostrino l’ora”. Bisogna essere in grado di dimostrare che ci si è attenuti alla tabella di marcia consigliata dalla compagnia aerea. Che quasi sempre prevede di arrivare in aeroporto due ore prima della partenza.

La mia valigia è stata smarrita/danneggiata

Dati alla mano, questo tipo di disservizio - che negli ultimi anni era dato in via di estinzione - è tornato alla ribalta e anche stavolta la colpa è da attribuire allo stop and go pandemico. Se il nostro bagaglio viene smarrito (uno status che viene riconosciuto dopo 21 giorni) o danneggiato la responsabilità non è però dell’aeroporto, bensì della compagnia aerea che lo ha preso in carico. In questi casi il risarcimento può arrivare fino a circa 1300 euro. La prima cosa da fare è mettere tutto nero su bianco all’ufficio oggetti smarriti dello scalo, compilando il Pir (Property irregular report) e conservando con cura l’etichetta del bagaglio che ci è stata rilasciata al check in.

Per far sì che il risarcimento sia soddisfacente è meglio conservare anche gli scontrini di tutti quei prodotti che abbiamo acquistato per compensare la perdita del bagaglio. Ad esempio vestiti, prodotti da bagno etc. Se in valigia c’erano beni di valore superiore, è necessario elencarli con precisione. Il reclamo dev’essere fatto per iscritto entro 7 giorni dalla consegna del bagaglio danneggiato, oppure entro 21 giorni se la consegna è avvenuta in ritardo, o dopo i 21 giorni se il bagaglio è ormai ufficialmente smarrito.