SCHLOSS ELMAU - "Il focus degli Stati Uniti è stato sul petrolio, perché riteniamo che questo sia un passo che i leader del G7 possono fare subito". Così, durante il briefing con i giornalisti per anticipare i temi della giornata di oggi a Schloss Elmau, un'autorevole fonte della Casa Bianca ha risposto ad una domanda di Repubblica sulla possibilità che Washington appoggi ora anche l'imposizione di un tetto sul prezzo del gas russo, oltre a quello sul greggio. Dalla replica si capisce che l'America non sarebbe contraria, ma è bloccata dalle resistenze di altri paesi, e quindi ha puntato sul risultato che riteneva più possibile: "I leader del G7 - ha aggiunto la fonte - possono allinearsi su una serie di obiettivi, che limitano il ricavi di Putin e le risorse che ha a disposizione per fare la guerra, favorendo stabilità e sicurezza delle forniture sul mercato globale del petrolio".
Sul piano pratico, "vedrete che i leader nel comunicato finale del G7 daranno l'incarico ai ministri di lavorare urgentemente con i paesi terzi e il settore privato, per sviluppare il tetto al prezzo sul petrolio. Guardiamo con fiducia al lavoro che i ministri faranno urgentemente nei prossimi giorni e settimane". La questione gas dunque è rimandata a quando sarà possibile, anche perché gli Usa hanno sempre detto che vogliono infliggere il maggior danno economico possibile a Putin, senza però penalizzare i paesi occidentali e far aumentare ancora di più i prezzi e l'inflazione.
Il collaboratore del presidente Biden poi ha parlato della sicurezza alimentare, annunciando che il G7 stanzierà 5 miliardi di dollari per garantirla, di cui 2,7 verranno da Washington. Gli alleati lavorano ancora intensamente per cercare di sbloccare la consegna del grano ucraino, ma non ci sono sviluppi imminenti.
Gli Usa poi sottolineano la durezza del comunicato finale del G7 sulla Cina: "Per la prima volta si parla dei danni che sta già facendo, con la mancanza di trasparenza, le distorsioni e le pratiche non di mercato. Si chiederà la rimozione dei prodotti del lavoro forzato dalle catene di distribuzione, e verrà sottolineato l'effetto negativo delle "trappole del debito"", ossia i paesi poveri che accettano i prestiti di Pechino, ma così diventano vassalli costretti a soddisfare le richieste geopolitiche ed economiche della Repubblica popolare.
Da notare poi la riunione che Biden ha tenuto con i colleghi europei, Draghi incluso, per discutere soprattutto la situazione in Ucraina e i nuovi passi da compiere per aiutarla a contrastare l'offensiva di Putin. Dunque il Quad, che comprendeva Usa, Gran Bretagna, Francia e Germania, è diventato il Quint con l'aggiunta dell'Italia. Fonti dell'amministrazione hanno detto alla Cnn che hanno dubbi sull'obiettivo di Zelensky di riconquistare non solo il territorio delle repubbliche secessioniste del Donbas e la Crimea, ma anche tutto quello occupato dalle truppe russe dopo l'invasione del 24 febbraio. Quindi pensano che Kiev debba "moderare le sue aspettative su quello che le sue forze possono realisticamente ottenere".
Questi temi già da stasera saranno al centro del vertice Nato di Madrid, che comincia con la cena ufficiale. Il segretario generale Stoltenberg ha già annunciato che aumenterà le forze di pronto intervento schierate davanti ai confini con la Russia, da 40.000 a 300.000. Ma si discuterà anche dei nuovi armamenti da inviare a Kiev per fermare gli attacchi di Mosca sulle città e le popolazioni civili, e aiutare la controffensiva. Sul tavolo poi ci sarà il negoziato in corso con la Turchia per sbloccare l'ingresso nell'Alleanza di Finlandia e Svezia, e la possibilità di aprire basi in Europa orientale.