Decreto concorrenza al traguardo. Dai balneari alle semplificazioni per le imprese, attuazione a rischio causa crisi
di Raffaele Ricciardi , di Raffaele RicciardiIl decreto concorrenza è pronto ad andare in meta, sfrondato del suo tema più divisivo. Ma da qui a dire che la missione sarà compiuta ne passa ancora, soprattutto per un governo dimissionario e con i partiti ampiamente in campagna elettorale. Il testo, che l'esecutivo Draghi si è impegnato a condurre in porto, è stato approvato venerdì in commissione Attività produttive alla Camera senza il tanto dibattuto articolo 10 sui taxi.
Il testo passa ora all'Aula, dove dovrebbe incassare il via libera martedì per passare quindi dal Senato e ottenere quello definitivo.
Ma la partita, come detto, non è chiusa. Entro la fine dell'anno dovranno arrivare i provvedimenti attuativi, promessi all'Europa nello stesso Pnrr. Essendoci nel mezzo le elezioni di fine settembre, non è scontato che ci siano gli spiragli tecnici e soprattutto le volontà politiche per tutti gli ambiti.
Il provvedimento tocca numero…
Il decreto concorrenza è pronto ad andare in meta, sfrondato del suo tema più divisivo. Ma da qui a dire che la missione sarà compiuta ne passa ancora, soprattutto per un governo dimissionario e con i partiti ampiamente in campagna elettorale. Il testo, che l'esecutivo Draghi si è impegnato a condurre in porto, è stato approvato venerdì in commissione Attività produttive alla Camera senza il tanto dibattuto articolo 10 sui taxi.
Il testo passa ora all'Aula, dove dovrebbe incassare il via libera martedì per passare quindi dal Senato e ottenere quello definitivo.
Ma la partita, come detto, non è chiusa. Entro la fine dell'anno dovranno arrivare i provvedimenti attuativi, promessi all'Europa nello stesso Pnrr. Essendoci nel mezzo le elezioni di fine settembre, non è scontato che ci siano gli spiragli tecnici e soprattutto le volontà politiche per tutti gli ambiti.
Il provvedimento tocca numerosi argomenti, dai trasporti, alla semplificazione delle autorizzazioni per le attività di impresa, misure sui porti, sulle telecomunicazioni, sul gas e sui servizi idroelettrici, sui rifiuti, sulle società partecipate, sui rimborsi diretti estesi per l'Rc auto, sulla concorrenza nei servizi, il rafforzamento dei poteri dell'Antitrust. Un nodo politico che già si annuncia è, ad esempio, quello delle concessioni demaniali.
I balneari sono stati i primi, ad esempio, ad accogliere con soddisfazione lo stralcio dei taxi e a chiedere un simile trattamento. Al Senato avevano già incassato una proroga delle concessioni alla fine del 2023, con la possibilità di un anno in più in presenza di ragioni "oggettive" che impediscano la messa a gara della concessione. Una soluzione che per la categoria non basta. Il governo, intanto, è delegato ad adottare in sei mesi un decreto legislativo "per la costituzione e il coordinamento di un sistema informativo di rilevazione delle concessioni di beni pubblici al fine di promuovere la massima pubblicità e trasparenza, anche in forma sintetica, dei principali dati e delle informazioni relativi a tutti i rapporti concessori, tenendo conto delle esigenze di difesa e sicurezza". Se questa parte è piuttosto tecnica, ben più politica è la delega dell'articolo 4 che prevede la delega a riordinare la disciplina delle gare nel complesso e a fissare i criteri tanto delle assegnazioni che dei rimborsi dei concessionari uscenti.
Nel testo ci sono anche i porti: un decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili definisca i criteri sulle concessioni. E' previsto che un concessionario ottenga solo una concessione per ciascun porto, ma la regola non vale per gli hub di rilevanza internazionale e nazionale. Ci si occupa poi di gas, con maggiori tutele agli enti locali che vogliono valorizzare le reti pubbliche mettendole a gara: i gestori uscenti hanno due mesi per dare le informazioni necessarie a costruire speditamente e i bandi e si dettagliano i criteri per le valutazioni delle infrastrutture. Per l'idroelettrico invece slitta di un anno, alla fine del 2023, il via alle gare delle Regioni per le concessioni idroelettriche: le procedure dovranno essere fissate entro la fine del prossimo anno, con possibilità di proroga triennale e indennizzi per i concessionari uscenti.
Sempre in ambito locale, c'è una delega all'articolo 8 per il riordino dei servizi pubblici: c'è anche l'esplicito riferimento all’adozione di un apposito testo unico e comunque si passa dal parere o l'intesa in sede di Conferenza unificata. Forte limitazione invece all'intervento sul trasporto pubblico locale, che esce depotenziato dalla commissione. Come ricostrusice lo stesso dossier in Parlamento, nel testo originario l'articoolo 9 era impostato per dare seguito all’intenzione legislativa – emersa a più riprese nel recente passato - di mettere a regime il sistema dell’affidamento mediante procedure di pubblica evidenza nel trasporto pubblico locale (TPL). Con la modifica è staltato di fatto l'obbligo di gara e si è ripiegato su un aspetto quasi esclusivamente procedurale: per gli affidamenti in scadenza diventa obbligatoria la pubblicazione delle procedure per l'assegnazione, richiamando il regolamento europeo che prevede tre modalità di gestione del Tpl: la gestione diretta dell’ente pubblico territoriale; l’affidamento diretto; la messa a gara.
Ancora, l'articolo 13 è dedicato alle procedure dei concessionari autostradali per assegnare le colonnine di ricarica "mediante procedure competitive, trasparenti e non discriminatorie, nel rispetto del principio di rotazione" e che prevedano "l'applicazione di criteri premiali per le offerte in cui si propone l'utilizzo di tecnologie altamente innovative". In commissione è stata prevista una delega per tagliare le autorizzazioni alla realizzazione delle energie rinnovabili, da adottare da parte del governo entro un anno. Sempre in tema di autorizzazioni, per le imprese c'è quella al governo (a rischio, ricorda il Sole24Ore, proprio per la caduta) per eliminare gi adempimenti non necessari così come quella per coordinare i controlli sulle attività ed evitare le duplicazioni di richieste da parte della Pa.
L'articolo 15 interviene sui rifiuti e sulle tariffe per le utenze non domestiche prevedendo nuovi compiti per l'Arera e modifiche al Codice dell'ambiente ove si prevede la stipula di un accordo di programma su base nazionale tra Conai e sistemi autonomi e tutti gli operatori del comparto di riferimento con l'Anci, con l'Upi o con gli Enti di gestione di Ambito territoriale ottimale. Corposi i capitoli oggetto di vivaci dibattiti contenuti negli articoli dal 16 al 22 e che riguardano il servizio farmaceutico, le licenze dei medicinali, l'accesso al servizio sanitario, l'accreditamento delle strutture, le procedure di selezione per la dirigenza sanitaria.
Arrivano più poteri per l'Antitrust nei confronti di Big Tech: entra l'abuso di dipendenza economica nell'attività di subfornitura tra imprese, arriva cioè "una presunzione relativa di dipendenza economica" nelle relazioni commerciali con un'impresa che offre i servizi di intermediazione di una piattaforma digitale, allorché quest'ultima abbia un ruolo determinante per raggiungere utenti finali o fornitori, anche in termini di effetti di rete o di disponibilità dei dati.