Morti sul lavoro in aumento del 10%. Orlando: è inaccettabile
di Flavio Bini , di Flavio BiniMILANO - La frenata dei decessi legati alla pandemia consegna l'illusione, solo statistica, di una discesa nel 2021 degli infortuni mortali sul lavoro. Sono 1361 le denunce registrate dall'Inail nella Relazione annuale diffusa ieri, in flessione del 19,2% rispetto all'anno precedente. Ma la contrazione - è lo stesso istituto a sottolinearlo - "è legata interamente ai decessi causati dal contagio da Covid-19, passati dai circa 600 del 2020 ai circa 200 del 2021".
Al netto di questi dati il trend è tutt'altro che in miglioramento. Si continua a morire sul posto di lavoro, o nel tragitto verso la sede del proprio impiego, come e più di prima. Le denunce di infortuni mortali che non hanno a che fare con il Covid sono infatti cresciute di quasi il 10% rispetto al 2020. Un aumento che riguarda sia quelle relative a incidenti avvenuti svolgendo il proprio impiego, sia quelli "in itinere", cioè nel tragitto da o ve…
MILANO - La frenata dei decessi legati alla pandemia consegna l'illusione, solo statistica, di una discesa nel 2021 degli infortuni mortali sul lavoro. Sono 1361 le denunce registrate dall'Inail nella Relazione annuale diffusa ieri, in flessione del 19,2% rispetto all'anno precedente. Ma la contrazione - è lo stesso istituto a sottolinearlo - "è legata interamente ai decessi causati dal contagio da Covid-19, passati dai circa 600 del 2020 ai circa 200 del 2021".
Al netto di questi dati il trend è tutt'altro che in miglioramento. Si continua a morire sul posto di lavoro, o nel tragitto verso la sede del proprio impiego, come e più di prima. Le denunce di infortuni mortali che non hanno a che fare con il Covid sono infatti cresciute di quasi il 10% rispetto al 2020. Un aumento che riguarda sia quelle relative a incidenti avvenuti svolgendo il proprio impiego, sia quelli "in itinere", cioè nel tragitto da o verso il proprio posto di lavoro. Nel complesso, per i primi, i settori più colpiti sono le costruzioni con 175 denunce e il settore dei trasporti con 150. Le morti sul lavoro accertate sono state invece 685, di cui 298, pari al 43,5% del totale, avvenute "fuori dell'azienda". Un numero di vittime "inaccettabile", secondo il ministro del Lavoro Andrea Orlando.
Lo speciale di Repubblica: morire di lavoro
Una dinamica quasi identica a quella registrata per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro non mortali. Nel 2021 le denunce censite dall'Inail sono state 564 mila, in calo dell'1,4% rispetto all'anno precedente. Anche in questo caso però, ricorda l'istituto, la flessione "è dovuta esclusivamente alla contrazione dei contagi professionali da Covid-19, che sono passati dai quasi 150mila del 2020 ai circa 50mila del 2021". Sempre nel 2020 in particolare, l'incidenza media delle denunce legate al Covid sul totale era stata pari a una ogni quattro, mentre nel 2021 è scesa a una su 12. Al netto dei casi dovuti ai contagi da coronavirus, le denunce di infortunio hanno invece registrato un aumento di circa il 20% rispetto al 2020.
E a conferma che non esiste alcuna traiettoria discendente ci sono i numeri preliminari relativi al 2022. "I dati aggiornati a giugno - che saranno presentati nei prossimi giorni - confermano il trend in crescita degli infortuni sul lavoro", ha spiegato il presidente dell'Inail Franco Bettoni. Se si considerano i primi cinque mesi dell'anno le denunce presentate all'istituto sono state 323.806, il 47,7% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tra le note positive si registra invece la regolarizzazione di 104.869 lavoratori, per effetto soprattutto "delle indagini ispettive su diverse società di food delivery".
"Il quadro resta sempre grave", ha commentato il segretario della Cisl Luigi Sbarra. "Bisogna ancora fare molto di più per la tutela della salute e della sicurezza in tutti i luoghi di lavoro", ha aggiunto.