Economia

Gas, prezzo volatile con la nuova stretta Gazprom. Sulla rete italiana aumentano i flussi agli stoccaggi

Gas, prezzo volatile con la nuova stretta Gazprom. Sulla rete italiana aumentano i flussi agli stoccaggi
(ansa)
Il prezzo ad Amsterdam tocca il nuovo record storico, poi ritraccia e passa in negativo sotto 200 euro. La rete Snam segnala il ritorno a pieno regime dell'Algeria, 77 milioni di metri cubi verso i depositi. Cingolani: "Nel 2024 indipendenti dal gas russo"
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MILANO - Gas ancora in tensione dopo che il colosso russo Gazprom ha ulteriormente stretto i rubinetti verso l'Europa.

Secondo quanto comunicato dalla società russa, i flussi attraverso il Nord Stream 1 sono in calo a 33 milioni di metri cubi al giorno, un quinto della capacità normale. Si tratta dunque di una ulteriore riduzione rispetto al livello del 40% di portata che era già scattato nelle scorse settimane. Alla base della mossa, i russi sostengono la necessità di manutenzioni ma dal fronte europeo, Berlino in particolare, è comune la lettura che si tratta dell'ennesimo braccio di ferro per tenere alti i prezzi e minacciare l'Europa. I dati dell'operatore, riporta la Reuters, mostrano un effettivo dimezzaento delle richieste a partire da questa mattina.

La tensione si riflette nella massima volatiltià delle quotazioni del gas che in avvio di giornata ritoccano al rialzo il record storico della vigilia a 227 euro per megawattora. Poi l'inversione di tendenza, con il prezzo che torna sotto la soglia di 200 euro a metà giornata.

Anche l'Eni prende atto del nuovo quadro. "Gazprom ha comunicato per la giornata di oggi la consegna di volumi di gas pari a circa 27 milioni di metri cubi, a fronte di consegne giornaliere pari a circa 34 milioni di metri cubi effettuate nei giorni scorsi", spiega il Cane a sei zampe, facendo presente che "si riserva di comunicare eventuali aggiornamenti nel caso in cui vi fossero ulteriori variazioni significative nelle quantità in consegna comunicate da Gazprom".

Per la rete italiana, però, non sono previsti particolari scompensi. Ieri il titolare della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, parlava di un taglio "abbastanza marginale".

I dati messi a disposizione da Snam di prima mattina confermano questa tesi. La previsione per la giornata è infatti di 260 milioni di metri cubi immessi in rete, a fronte di 178 milioni di richieste (comunque su livelli elevati, probabilmente per l'alto consumo energetico dovuto al caldo). Il saldo è comunque positivo, con oltre 77 milioni destinati ancora agli stoccaggi che hanno superato quota 70%. Tra i punti di ingresso in Italia, spiccano gli oltre 54 milioni di metri cubi a Mazara del Vallo, dove arriva il gas algerino: il gasdotto è tornato alla piena operatività dopo la manutenzione programmata nei giorni scorsi e si è ripreso lo scettro di maggior fornitore per l'Italia. Dopo si trovano infatti Passo Gries (53 milioni, accoglie il gas dal Nord Europa) e il Tarvisio, con 50 milioni, da dove arriva il gas russo.

Oggi il ministro ha ribadito che entro metà del prossimo anno l'Italia potrà fare a meno del gas di Mosca. "Sommando il risparmio energetico e le nuove forniture nella seconda metà del 2024 saremo totalmente indipendenti dalla fornitura di gas russa", ha detto. "Nel breve termine l'obiettivo è superare l'inverno 2022-2023 attraverso il piano di diversificazione, il riempimento degli stoccaggi e il piano di risparmio energetico", ha spiegato il ministro che ha anche aggiunto che saranno necessari "due nuovi rigassificatori".