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A chi conviene la flat tax: così tutti pagano la "cena" dei più ricchi

(afp)
Un articolo de lavoce.info analizza le proposte di Lega e Forza Italia. La tassa piatta porterebbe quasi 60 miliardi di minor gettito, solo in parte recuperati da una diminuzione dell'evasione. Un costo enorme che andrebbe a vantaggio soprattutto dei redditi più alti
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MILANO - Chi vince e chi perde con l'introduzione di una flat tax nel nostro Paese? Risposta breve: vincono i redditi più alti, che pagherebbero molte meno tasse rispetto ad oggi, perde chi paga il conto di una riforma molto costosa per le casse pubbliche. Cioè tutti i cittadini, se la flat tax fosse finanziata con tagli alla spesa e quindi con la riduzione di servizi, o le generazioni future se lo fosse ricorrendo a un aumento del deficit e quindi del debito pubblico.

I costi impossibili per le casse pubbliche

La risposta lunga, giungendo alle stesse conclusioni, l'hanno fornita i docenti di economia Massimo Baldini e Leonzio Rizzo, su lavoce.info, provando a fare i conti degli effetti sulle casse pubbliche della misura caldeggiata da Lega e Forza Italia e riflettendo sull'identikit dei reali beneficiari. Sul fronte dei costi, secondo gli autori dell'articolo, "la proposta della Lega produrrebbe un gettito di 94 miliardi all’anno (escludendo…

MILANO - Chi vince e chi perde con l'introduzione di una flat tax nel nostro Paese? Risposta breve: vincono i redditi più alti, che pagherebbero molte meno tasse rispetto ad oggi, perde chi paga il conto di una riforma molto costosa per le casse pubbliche. Cioè tutti i cittadini, se la flat tax fosse finanziata con tagli alla spesa e quindi con la riduzione di servizi, o le generazioni future se lo fosse ricorrendo a un aumento del deficit e quindi del debito pubblico.

I costi impossibili per le casse pubbliche

La risposta lunga, giungendo alle stesse conclusioni, l'hanno fornita i docenti di economia Massimo Baldini e Leonzio Rizzo, su lavoce.info, provando a fare i conti degli effetti sulle casse pubbliche della misura caldeggiata da Lega e Forza Italia e riflettendo sull'identikit dei reali beneficiari. Sul fronte dei costi, secondo gli autori dell'articolo, "la proposta della Lega produrrebbe un gettito di 94 miliardi all’anno (escludendo le addizionali regionali e comunali), con un calo di 58 miliardi rispetto a quello Irpef attuale". Si aprirebbe quindi un buco da quasi 60 miliardi nei conti dello Stato, che nelle intenzioni dei sostenitori della tassa piatta verrebbe però colmato da un aumento della compliance fiscale. Cioè con una tassazione più bassa e semplice, più persone pagherebbero le tasse e si recupererebbero le risorse mancanti.

Tutto così semplice? No. Come ricordano i docenti, "La relazione annuale sull’evasione del ministero dell’Economia e Finanze stima una perdita di gettito Irpef da evasione di circa 38 miliardi". Nella migliore delle ipotesi, cioè di recuperare ogni singolo euro che manca all'appello sul fronte dell'Irpef, mancherebbero comunque ancora 20 miliardi.

Ipotizzando anche una improvvisa crescita economica, oltre alla maggiore fedeltà fiscale, per ottenere lo stesso gettito fiscale assicurato oggi servirebbe un aumento della base imponibile del 45% nel caso della proposta della Lega e del 35% in quella di Forza Italia. Cioè un aumento pressoché impossibile dei redditi su cui si pagano le tasse.

Escludendo l'ipotesi di introdurre la flat tax alzando altre tasse, l'unica leva possibile a parte il taglio della spesa è l'aumento del deficit. Cioè indebitarsi di più. Scelta che oggi, con rapporto/debito Pil oltre il 150% in un momento di possibile vulnerabilità dei nostri titoli di Stato (al punto che la Bce si prepara a varare un nuovo strumento di protezione anti-speculazione) rischia di rivelarsi molto rischioso.

I benefici: brindisi per i più ricchi

Fin qui i costi. La questione dei benefici è più articolata. Partendo da un punto molto semplice e che solo in apparenza è un assist ai sostenitori della flat tax: nessuno pagherebbe più tasse. Un beneficio soltanto apparente perché come detto non sconta le conseguenze sui redditi di una riduzione del gettito fiscale e quindi di una possibile riduzione di trasferimenti e servizi. In altre parole: mangiare al ristorante piace a tutti, ma dipende sempre da quanto si spende. In questo caso, tantissimo.

Lo studio considera quindi gli effetti per diverse fasce di reddito, dividendo i contribuenti in dieci decili di reddito, cioè in dieci "fette" uguali di contribuenti, a parità di distribuzione della base imponibile, cioè senza considerare effetti di maggiore emersione. Il risultato è che il risparmio medio per famiglia sarebbe ovviamente più alto in termini di valore assoluto per i redditi più alti, ma anche in percentuale sul proprio reddito.

Tradotto: pur con tutti i correttivi del caso, un'imposta del 15% su un reddito da 100 mila euro è cosa ben diversa di un'imposta del 15% su un reddito da 20 mila. Nel caso della fascia di contribuenti più alta, con la proposta della Lega il risparmio sarebbe di 12215 euro all'anno per i più "ricchi", 24 euro per i più "poveri". Con la proposta di Forza Italia il beneficio raggiunge i 9475 euro per l'ultimo decile, con benefici più generosi per le fasce medio alte rispetto alla proposta della Lega.