La Cina punta forte sull'idrogeno verde: nel 2023 in arrivo il più grande impianto al mondo. Sarà come 900 campi da calcio
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloLa corsa all’oro verde prosegue a passi speditissimi. “Con questo impianto risparmieremo 500mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica all’anno”, annuncia la televisione di Stato Cctv che in questi giorni ha dedicato un lungo servizio a quello che, nell’estate del 2023, diventerà il più grande impianto di idrogeno “verde” al mondo. Alimentato interamente dall’energia solare ed eolica. E grande come l’equivalente di 900 campi di calcio. “L'idrogeno verrà poi trasportato attraverso i gasdotti, contribuendo a risolvere la carenza di energia nelle zone più popolate del Paese”. La Cina ha iniziato a costruirlo nel Xinjiang, a Kuqa, nel suo Estremo Ovest, come già Repubblica aveva raccontato lo scorso dicembre con un servizio su Affari&Finanza: un’opera mastodontica che dal giugno prossimo inizierà a produrre 20mila tonnellate all’anno. Tre miliardi di…
La corsa all’oro verde prosegue a passi speditissimi. “Con questo impianto risparmieremo 500mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica all’anno”, annuncia la televisione di Stato Cctv che in questi giorni ha dedicato un lungo servizio a quello che, nell’estate del 2023, diventerà il più grande impianto di idrogeno “verde” al mondo. Alimentato interamente dall’energia solare ed eolica. E grande come l’equivalente di 900 campi di calcio. “L'idrogeno verrà poi trasportato attraverso i gasdotti, contribuendo a risolvere la carenza di energia nelle zone più popolate del Paese”. La Cina ha iniziato a costruirlo nel Xinjiang, a Kuqa, nel suo Estremo Ovest, come già Repubblica aveva raccontato lo scorso dicembre con un servizio su Affari&Finanza: un’opera mastodontica che dal giugno prossimo inizierà a produrre 20mila tonnellate all’anno. Tre miliardi di yuan (416 milioni di euro) il costo che si sta sobbarcando Sinopec, il gigante petrolifero di Stato, per spingere il Dragone verso l’obiettivo della neutralità carbonica: da raggiungere, come promesso dal presidente Xi Jinping, entro il 2060.
Sorgeranno una centrale solare con una capacità di 300 megawatt, un impianto di produzione di idrogeno dall'elettrolisi dell'acqua, serbatoi di stoccaggio e una rete di oleodotti in grado di sostenere il passaggio di 28mila metri cubi di idrogeno all’ora. "In futuro, la produzione di idrogeno dall'elettrolisi dell’acqua rappresenterà più del 20% del consumo totale di elettricità”, spiegano gli esperti alla tv cinese. “L'intera industria petrolifera creerà un mercato di oltre 100 miliardi di yuan (14,8 miliardi di dollari) sostituendo l'idrogeno grigio con l'idrogeno verde”, racconta uno dei manager del gigante statale.
A lungo utilizzato come carburante per missili, l’idrogeno viene utilizzato oggi principalmente nella raffinazione del petrolio e per produrre ammoniaca per fertilizzanti: per lo più estratto dal gas naturale o dal carbone. La vera sfida è appunto estrarre idrogeno dall'acqua usando l'elettrolisi alimentata da energia rinnovabile - l’idrogeno “verde” - e renderlo competitivo con carbone, petrolio e gas. Pechino può già fregiarsi da anni del titolo di più grande produttore al mondo di idrogeno (22 milioni di tonnellate all’anno), ma attualmente soltanto il 4% arriva da energie rinnovabili (l’idrogeno verde, appunto), mentre il resto ancora da combustili fossili - e quindi molto inquinanti: il cosiddetto idrogeno grigio. Certo, il costo dell’idrogeno “pulito” è ancora molto più alto rispetto alla sua controparte “sporca”: dai tre agli otto dollari al chilo per il primo contro i 0,5-1,7 dollari per il secondo. Ma il divario si sta assottigliando visto l'aumento dei prezzi dei combustibili fossili e la diminuzione dei costi delle energie rinnovabili.
Oltre a quello nel Xinjiang, Sinopec ha in cantiere altri tre progetti: due in Mongolia Interna e uno nel Fujian, al Sud. La corsa all’idrogeno “verde” d’altronde non è un affare recente e tantomeno isolato per la Cina. Negli ultimi due anni ha già messo in cantiere più di 30 progetti. Già più di venti tra province e comuni hanno emanato piani e linee guida per sviluppare l’uso dell’idrogeno in settori chiave come la produzione di acciaio, i prodotti chimici, l'edilizia, i trasporti. L’obiettivo è arrivare nel 2060 al 20% di energia prodotta in questo modo (oggi il mix energetico del Paese fa affidamento sull’idrogeno soltanto per il 3%). E l’importanza dell’idrogeno per raggiungere gli impegni presi sul clima la si evince anche dal fatto che occupa un posto di tutto rilievo nell’ultimo piano quinquennale del Paese (2021-2025).