Nuovo campanello d'allarme per la crescita dei prezzi sulla sponda occidentale dell'Atlantico, questa volta in arrivo dal Regno Unito: l'inflazione ha registrato un aumento dello 0,6% su base mensile a luglio e del 10,1% tendenziale, cioè sullo stesso mese del 2021, principalmente spinta dall'aumento dei prezzi dei generi alimentari, così come di energia e carburanti. Lo ha annunciato l'Office for national statistics (Ons).
Si tratta del ritmo più veloce degli ultimi 40 anni e della prima volta, dal 1982, sopra la doppia cifra: eravamo reduci dal 9,4% di giugno. Superate le attese degli economisti - le aspettative erano per un livello più basso della crescita dei prezzi al consumo dello 0,4% congiunturale e del 9,8% su base annua - stupisce poi la crescita mensile che solitamente a luglio non si vede, a causa dei saldi. E il peggio per i sudditi di Sua Maestà sembra non esser ancora arrivato: secondo la Banca d'Inghilterra l'inflazione potrebbe raggiungere un picco di oltre il 13%.
Secondo gli osservatori come il Ft, questi ultimi dati però mostrano tutte le difficoltà della sfida della BoE. Il Comitato di politica monetaria della Banca d'Inghilterra ha alzato il tasso di interesse di riferimento di 0,5 punti percentuali questo mese, il più ampio rialzo dei sei aumenti consecutivi da dicembre. Il tasso ora si attesta all'1,75%, ai massimi dalla profonda crisi finanziaria globale di fine 2008. "Prevediamo un altro aumento del tasso di 50 punti base a settembre", ha affermato James Smith, developed markets economist and Ing Economics. "Non escludiamo un altro aumento a novembre", ha aggiunto.
Grant Fitzner, capo economista del Ons, ha annotato come le fonti di rincarosiano state vaste e che prodotti come pane, latticini, carne e verdure sono stati i beni che hanno maggiormente contribuito all'aumento dell'inflazione. L'inflazione del comparto cibo ha toccato il 12,7%, infatti. Hanno fatto la loro anche i mezzi di trasporto, con il caos degli aeroporti che ha fatto salire i prezzi dei pacchetti vacanza.
L'inflazione è in aumento in molte contee mentre la Russia taglia le forniture di gas naturale in Europa come rappresaglia per il sostegno dell'Occidente all'Ucraina. Ciò ha innescato aumenti senza precedenti dei prezzi dell'energia in tutto il mondo. "Capisco che i tempi sono difficili e le persone sono preoccupate per gli aumenti dei prezzi che i paesi di tutto il mondo stanno affrontando - ha affermato il capo del Tesoro del Regno Unito Nadhim Zahawi -. Anche se non ci sono soluzioni facili, stiamo aiutando dove possiamo", ha aggiunto, in riferimento anche al contributo di 400 sterline previsto per le famiglie che devono affrontare bollette alle stelle. Il governo conservatore britannico è sotto pressione per fare ancora di più per aiutare le persone a far fronte alla crisi del costo della vita. La bolletta media per famiglia britannica è aumentata di oltre il 50% quest'anno e un altro rialzo è previsto per ottobre, quando si prevede che raggiungerà le 3.500 sterline all'anno.
Anche depurata delle componenti volatili, però, l'inflazione ha battuto le attese con un dato core del 6,2% contro il 5,8% preventivato. Nota ancora il quotidiano della City che, pur nella circostanza condivisa da più Paesi del mondo di fare i conti con prezzi in forte crescita, il Regno Unito spicca per i suoi tassi nel G7 "a causa del maggiore utilizzo del gas da parte del Paese, la forte crescita della spesa registrata l'anno scorso, la crescita degli stipendi del settore privato (oltre il +5%) e la facilità con cui le aziende trasferiscono i costi più elevati sui clienti".