Per gli studenti fuorisede affittare una stanza è sempre più caro. Ecco i costi nelle città
di Raffaele Ricciardi , di Raffaele RicciardiMILANO - La corsa dei prezzi fa capolino anche tra le stanze degli studenti universitari fuori sede, che di questi tempi girano portali e bacheche degli atenei in cerca di un letto in vista della ripartenza dell'attività sui banchi. Ripartenza nel nome di una ritrovata normalità, Covid permettendo, che significa anche affitti che tornano a farsi sentire sui bilanci delle famiglie. Insinuando così il timore che, come la goccia che si aggiunge a un'ondata inflazionistica che già rende difficoltosa la quadratura dei conti, la situazione diventi per molti nuclei insostenibile, allargando la forbice tra chi un'istruzione superiore di qualità se la può permettere e chi no.
Per una singola ci vogliono in media nazionale 439 euro al mese, l'11 per cento in più rispetto al 2021, dicono i dati di Immobiliare.it Insights (la mappa). Un ritmo di crescita che batte di molto i prezzi nel loro complesso, 'fermì al +7,9% di …
MILANO - La corsa dei prezzi fa capolino anche tra le stanze degli studenti universitari fuori sede, che di questi tempi girano portali e bacheche degli atenei in cerca di un letto in vista della ripartenza dell'attività sui banchi. Ripartenza nel nome di una ritrovata normalità, Covid permettendo, che significa anche affitti che tornano a farsi sentire sui bilanci delle famiglie. Insinuando così il timore che, come la goccia che si aggiunge a un'ondata inflazionistica che già rende difficoltosa la quadratura dei conti, la situazione diventi per molti nuclei insostenibile, allargando la forbice tra chi un'istruzione superiore di qualità se la può permettere e chi no.
Per una singola ci vogliono in media nazionale 439 euro al mese, l'11 per cento in più rispetto al 2021, dicono i dati di Immobiliare.it Insights (la mappa). Un ritmo di crescita che batte di molto i prezzi nel loro complesso, 'fermì al +7,9% di luglio. E che vive di punte particolarmente ardite. Milano, come sempre quando si parla di mattone, fa gara a sé. Sotto la Madonnina per la prima volta il prezzo di una singola sfonda il tetto dei 600 euro (620 per la precisione): sale del 20% sul 2021 e ormai è otto punti percentuali sopra i livelli del pre-pandemia. Si scende di oltre 150 euro a Roma, con richieste in media di 465 euro. Budget da rivedere anche per chi programma di studiare a Padova (+40%), ma anche a Firenze (+20%), Bologna (+16,7%), e Modena (+12,6%).
Diverso il discorso per le doppie, nelle quali un posto letto (234 euro in media italiana) diventa più economico del 9%. Dinamica strana: in un mercato che sale, a spingere i prezzi è la componente già di per sé più cara. Come mai? "I figli sono di meno, uno per nucleo. E si fanno più tardi, quando le disponibilità economiche sono maggiori: quindi, si è maggiormente propensi a spendere per la loro formazione. Questo, insieme alle scorie della pandemia e della questione sanitaria, spiega l'andamento a forbice tra singole e doppie: le famiglie che mandano fuori i giovani a formarsi sono pronte a mettere sul piatto più denaro per dar loro condizioni migliori", ragiona Carlo Giordano del board di Immobiliare.it.
Per i proprietari, questi discorsi sono miele. Dopo il congelamento causa Covid, la domanda di posti letto sta esplodendo: +45% per le singole, mentre lo stock disponibile sul mercato non tiene il passo. Il portale segnala il caso-limite di Venezia, sede di Cà Foscari e IUAV, dove la richiesta per stanze singole è quasi quadruplicata (+373%), a fronte di offerta in diminuzione: inevitabilmente i prezzi risalgono (+10% nell'ultimo anno a 360 euro). Ma le richieste di un letto in solitaria raddoppiano anche Napoli (+118%) e Latina (+102,2%) e molto attrattivi sono centri come Palermo (+97,2%) e Novara (+93,4%).
"La salita dei canoni non si fermerà certo ora che si entra nel vivo della ripartenza della vita scolastica", pronostica Giordano. "L'Università dovrebbe essere alla portata di tutti, ma ad oggi purtroppo vediamo ancora come il prezzo delle stanze sia un discrimine tra chi può permettersi l'università e chi invece non ne riesce a sostenere i costi", dice Irene Pizzolotto, coordinatrice dell'Unione degli universitari di Venezia. Proprio la città del boom di domanda, ma dove - dice Pizzolotto - si rischia di avere "un mercato che preferisce il turismo veloce alla necessità di avere un contratto più lungo come quello studentesco. Se il trend di prezzi continuerà ad aumentare, la conseguenza sarà un pian piano spopolamento degli studenti dalla città".
Anche per l'esperto la vecchia legge di domanda e offerta porta a una diagnosi cristallina: "Soprattutto in grandi centri, come Milano, l'offerta di alloggi per gli studenti è molto piccola rispetto alla domanda potenziale - spiega Giordano - I prezzi non potranno che continuare a salire. Per le famiglie serviranno sacrifici maggiori, il rischio è che lo studio diventi appannaggio esclusivo di fasce di popolazione che se lo possono permettere. Ma non sarà il mercato a regolare questo problema". Lo temono anche altri rappresentanti degli studenti dal Veneto. Come Domenico Amico, coordinatore Udu a Padova: "Nell'ottobre del 2021 è stato dichiarato lo stato di emergenza abitativa - ricorda - A fronte dei 70 mila iscritti, le residenze in gestione dell'Esu (Ente per il diritto allo studio universitario) contano 1.252 posti letto usufruibili. Un numero che non rispecchia i parametri di vita di una città universitaria sotto tutti i punti di vista". Conto simile quello che fa Laura Bergamin dell'Udu di Verona, 423 posti per circa 9mila fuorisede, e l'annotazione che "a questo esorbitante aumento degli affitti si sommano gli ulteriori aumenti delle bollette, rendendo il mercato privato un lusso per pochi e rendendo di fatto gli studi universitari sempre più d'élite".
Dare alloggi agli studenti non è certo priorità di questa campagna elettorale, ma sarebbe bene pensarci. Accenni, a ben vedere i principali programmi, ci sono. Nel programma del Pd, ad esempio, si cita un contributo affitti da 2mila euro per studenti e giovani lavoratori e di "potenziare l'edilizia universitaria". Anche in quello del centrodestra c'è un riferimento non meglio precisato ad "ammodernamento" e "nuove realizzazioni" di edilizia scolastica e residenze universitarie. Azione ha un capitolo dedicato al "supportare gli studenti fuori sede" con un "sostegno alla residenzialità" per gli iscritti ad Atenei ed Its "per un massimo di quattro anni", prima misura di un "pacchetto per il riconoscimento del concetto di 'cittadinanza-Universitaria'" con risorse per servizi "sanitari, abitativi, amministrativi e di mobilità". "Serve un cambio di rotta" dicono però a una voce dalle tre unioni degli universitari del Veneto: "Serve un impegno concreto e delle risposte per gli studenti. In questi anni le istituzioni hanno portato a far pagare agli studenti e le loro famiglie il costo del mancato impegno a finanziare il diritto allo studio". Suggerisce Giordano: "Servono azioni forti di chi governa il territorio: istituire zone a destinazione esclusivamente recettiva, perché sennò oggi chi porta avanti progetti di sviluppo immobiliare residenziale, lo fa solo per vendere".