Russia, gli hamburger italiani orfani di McDonald's: vendere ai fast food "autarchici" non basta
di Carlotta Scozzari , di Carlotta ScozzariIn Russia, l'italiana Inalca perde il principale cliente, McDonald's, ma lo sostituisce con "Vkousno i totchka", "Buono e basta", nome della nuova catena di fast food domestica nata dalle ceneri di quella americana. Che l'uscita del colosso americano degli hamburger dal Paese di Vladimir Putin, a seguito dell'invasione dell'Ucraina risalente al 24 febbraio scorso, potesse rappresentare un problema per l'azienda del gruppo Cremonini, Inalca, era già evidente dal bilancio del 2021 della società che presidia l’intera filiera produttiva delle carni bovine.
"Alla data odierna - scriveva con riferimento agli affari in Russia l'11 aprile scorso Paolo Boni, uno dei due amministratori delegati dell'azienda di Castelvetro di Modena - le attività distributive al foodservice sul territorio russo non sembrano compromesse se non dalla forte svalutazione del rublo (nel frattempo riapprezzatosi, ndr), mentre le…
In Russia, l'italiana Inalca perde il principale cliente, McDonald's, ma lo sostituisce con "Vkousno i totchka", "Buono e basta", nome della nuova catena di fast food domestica nata dalle ceneri di quella americana. Che l'uscita del colosso americano degli hamburger dal Paese di Vladimir Putin, a seguito dell'invasione dell'Ucraina risalente al 24 febbraio scorso, potesse rappresentare un problema per l'azienda del gruppo Cremonini, Inalca, era già evidente dal bilancio del 2021 della società che presidia l’intera filiera produttiva delle carni bovine.
"Alla data odierna - scriveva con riferimento agli affari in Russia l'11 aprile scorso Paolo Boni, uno dei due amministratori delegati dell'azienda di Castelvetro di Modena - le attività distributive al foodservice sul territorio russo non sembrano compromesse se non dalla forte svalutazione del rublo (nel frattempo riapprezzatosi, ndr), mentre le attività di produzione di hamburger e bacon risultano considerevolmente impattate dalla decisione di importanti clienti multinazionali quali McDonald's e Ikea di sospendere almeno momentaneamente le attività di vendita sul territorio".
Inalca, attiva da oltre 40 anni in Russia, opera nel Paese tramite diverse società. Le principali sono Marr Russia, produttrice di hamburger e bacon surgelati, e Orenbeef, che si occupa della macellazione di carni bovine a Oremburg. Le attività in Russia, nel 2021, hanno realizzato ricavi per 250 milioni, sugli 1,31 miliardi complessivi di Inalca spa e sui 2,39 a livello di gruppo, con 20 milioni circa di margine operativo lordo (ebitda). I numeri del 2021, precisa il bilancio di Inalca, hanno segnato un "ritorno all'espansione delle attività in Russia, dopo la contrazione registrata nel precedente anno a causa della pandemia".
"L'azienda - aggiungeva l'ad Boni con riferimento alla perdita dei clienti McDonald's e Ikea - si è immediatamente operata per trovare alternative per ridurre l'impatto e tutelare il proprio circolante locale", avvertendo nello stesso tempo che "l'operatività russa è finanziata unicamente in rubli attraverso banche locali". E, a quanto risulta, tra i clienti con cui è stata sostituita la big americana dei fast food c'è proprio la nuova gestione, rigorosamente russa, degli ex McDonald's, ribattezzati "Vkousno i totchka", cioè "Buono e basta", che proprio in questo periodo stanno incontrando tutta una serie di difficoltà, anche nei rifornimenti. Inalca, comunque, sta continuando a cercare nuovi clienti in Russia, sia perché non tutti gli ex McDonald's sono stati riaperti, sia per sostituire altri soggetti come Ikea.
Se socio di controllo di Inalca è il Gruppo Cremonini, che opera attraverso una rete di marchi tra cui Montana, Manzotin e Roadhouse, azionista di minoranza al 28,4%, dal 2014, è il veicolo Iq Made in Italy investment company spa. Quest'ultimo è, a sua volta, partecipato in forma paritetica dalla Cassa depositi e prestiti (tramite Cdp Equity) e dal fondo Qatar Holding. Stando a indiscrezioni, è in corso una trattativa che prevede il riacquisto della partecipazione non ancora detenuta da parte della famiglia Cremonini, ma a quanto risulta nessun accordo è ancora stato raggiunto.