Gas, i partiti litigano sul tetto. Per Draghi deve essere europeo
di Tommaso Ciriaco , Valentina Conte , di Tommaso Ciriaco, Valentina ConteROMA - Tetto al gas sì o no. Tetto nazionale o europeo. Il tema energia si prende la scena al Meeting di Rimini, dove si confrontano i leader dei partiti, nel giorno il cui il prezzo del gas ripiega a 269 euro al megawattora, il 2,8% meno di lunedì, ma su livelli ancora altissimi. Oggi è il giorno di Mario Draghi al Meeting. Il premier, al ritorno dalle ferie, farà il punto sulle cose fatte e quelle da fare.
A Palazzo Chigi l'emergenza energia è costantemente monitorata e non si esclude un altro intervento per decreto. Difficile però che si vada verso un tetto nazionale al prezzo del gas. Lo scetticismo del premier per una soluzione interna, giudicata controproducente per l'Italia, è noto. Al pari del suo impegno per un tetto da fissare a livello Ue. Il ministro Roberto Cingolani intanto annuncia che "dovremo fare risparmio, il piano è in arrivo, lo presenteremo nei prossimi giorni". Mentre proseguono gli s…
ROMA - Tetto al gas sì o no. Tetto nazionale o europeo. Il tema energia si prende la scena al Meeting di Rimini, dove si confrontano i leader dei partiti, nel giorno il cui il prezzo del gas ripiega a 269 euro al megawattora, il 2,8% meno di lunedì, ma su livelli ancora altissimi. Oggi è il giorno di Mario Draghi al Meeting. Il premier, al ritorno dalle ferie, farà il punto sulle cose fatte e quelle da fare.
A Palazzo Chigi l'emergenza energia è costantemente monitorata e non si esclude un altro intervento per decreto. Difficile però che si vada verso un tetto nazionale al prezzo del gas. Lo scetticismo del premier per una soluzione interna, giudicata controproducente per l'Italia, è noto. Al pari del suo impegno per un tetto da fissare a livello Ue. Il ministro Roberto Cingolani intanto annuncia che "dovremo fare risparmio, il piano è in arrivo, lo presenteremo nei prossimi giorni". Mentre proseguono gli stoccaggi: "Siamo all'80% e abbiamo portato al 100% l'utilizzo dei rigassificatori".
Lega e Pd sono per un massimale italiano al gas, da introdurre in tempi stretti. Fratelli d'Italia, Forza Italia, Iv, M5s preferiscono un price cap europeo. Per il leader leghista Matteo Salvini "l'autunno sarà pesantissimo, mettere un tetto al costo dell'energia è fondamentale, ma pensiamo anche al nucleare pulito". Il segretario del Pd Enrico Letta si dice convinto che in attesa delle decisioni Ue ("Un capro espiatorio, se non arrivano") si possa agire subito con "i prezzi amministrati per 12 mesi, senza chiedere il permesso a nessuno".
Una proposta che Carlo Calenda, leader di Azione, giudica "una fesseria" perché "serve solo a far andare all'estero quel gas", dove non c'è il tetto e i fornitori possono guadagnare di più. Quello che secondo Calenda "si può fare subito è scollegare il prezzo dell'energia prodotta da fonti rinnovabili dal prezzo del gas" e qui sì, imporre un tetto, "ad esempio 70 euro a megawattora", comprando il resto del gas a prezzi di mercato.
La leader di FdI Giorgia Meloni dice invece: "No, bisogna agire in sede Ue, sono favorevole al price cap europeo. Attenzione a fissare un tetto italiano, perché le nostre società energetiche sono quotate in Borsa, non sono nazionalizzate. Che facciamo, mettiamo noi i soldi per far poi comprare a cento l'energia ai Paesi Ue con cui siamo interconnessi?".
Anche Antonio Tajani di Forza Italia sostiene che "il tetto al prezzo del gas è una battaglia da combattere in Europa". E nel frattempo, secondo Silvio Berlusconi, "bisogna puntare sul nucleare pulito". Così pure Ettore Rosato di Iv che insiste "per la strada europea, indicata da Mario Draghi". Al pari del ministro degli Esteri Luigi Di Maio: "È urgentissimo un tetto europeo, tra settembre e ottobre dobbiamo vincere la battaglia in Ue, non possiamo aspettare il nuovo governo".
È in questa babele di posizioni che si inserisce l'intervento del premier Draghi al Meeting di oggi. Un intervento delicato, scritto e poi riscritto. Non per pestare i piedi ai partiti, neanche per restare neutrale. Rivendicherà quanto fatto e come è stato fatto, lo "stile di governo" più che l'abusata "agenda Draghi".
Stile fatto di coesione sociale, ascolto, capacità di fornire risposte ad esigenze concrete, rispetto degli impegni assunti con l'Europa. Dirà pure che gli italiani hanno dimostrato in questi mesi di potercela fare, conseguendo - nonostante tutto, la pandemia, la crisi e pure la guerra - risultati straordinari.
Come a sostenere, in controluce: quello che andava fatto è stato fatto, vediamo cosa combineranno gli altri in futuro. Non si esporrà oltre. E anzi, lancerà un messaggio di fiducia. "Gli italiani - è il senso del ragionamento - dimostreranno ancora una volta di potercela fare".
Non nasconderà le nubi fosche all'orizzonte. Abbiamo di fronte "sfide gravi e gravi emergenze da risolvere", ricorderà. Caro energia, inflazione, rispetto degli impegni assunti con il Pnrr. Se sarà necessario, "interverremo ancora per sostenere famiglie e imprese". E poi ribadirà l'atlantismo e la collocazione internazionale del Paese. E il sostegno all'Ucraina.