✕

Gas, vendita Ita, Pnrr e balneari: l’agenda Draghi degli ultimi due mesi

(ansa)

Ascolta l'audio

Da qui all’insediamento del nuovo governo, il premier vuole chiudere una serie di dossier, tenendo informati i partiti. Allo studio un nuovo intervento per famiglie e imprese. Sul tavolo anche l'ipotesi di "doppia tariffa": scollegare dal prezzo del gas quello dell'energia rinnovabile
3 minuti di lettura

ROMA - L'agenda Draghi sono due mesi di lavoro fitto. Per chiudere i dossier aperti, tutti: dalla vendita di Ita all'emergenza gas, passando per 55 scadenze del Pnrr che assicurano all'Italia altri 19 miliardi, a partire dai decreti legati alla riforma della concorrenza, balneari inclusi. Non solo il mese che da oggi ci separa dalle urne del 25 settembre. Ma anche, con ogni probabilità, quello che seguirà al voto. Tra gli interventi sul tavolo del premier spicca l'intenzione di scollegare il prezzo delle energie rinnovabili da quello del gas, per creare una sorta di doppio rubinetto o doppia tariffa. Così da usare quell'energia per sostenere le imprese più in affanno.

Ecco dunque il quadro che si delinea per le prossime settimane. Di qui all'apertura dei seggi, dovrebbe chiudersi la lunga e dolorosa vicenda per privatizzare Ita, l'ex compagnia di bandiera, oramai in dirittura d'arrivo dopo la presentazione delle offerte: il …

ROMA - L'agenda Draghi sono due mesi di lavoro fitto. Per chiudere i dossier aperti, tutti: dalla vendita di Ita all'emergenza gas, passando per 55 scadenze del Pnrr che assicurano all'Italia altri 19 miliardi, a partire dai decreti legati alla riforma della concorrenza, balneari inclusi. Non solo il mese che da oggi ci separa dalle urne del 25 settembre. Ma anche, con ogni probabilità, quello che seguirà al voto. Tra gli interventi sul tavolo del premier spicca l'intenzione di scollegare il prezzo delle energie rinnovabili da quello del gas, per creare una sorta di doppio rubinetto o doppia tariffa. Così da usare quell'energia per sostenere le imprese più in affanno.

Ecco dunque il quadro che si delinea per le prossime settimane. Di qui all'apertura dei seggi, dovrebbe chiudersi la lunga e dolorosa vicenda per privatizzare Ita, l'ex compagnia di bandiera, oramai in dirittura d'arrivo dopo la presentazione delle offerte: il Mef dovrebbe esprimersi nei primi di settembre. Il ministro dell'Economia Daniele Franco è poi già al lavoro per presentare entro il 27 settembre la Nadef, la Nota di aggiornamento al Def - il Documento di economia e finanza - ma solo per offrire un quadro tendenziale della situazione del Paese, senza la parte programmatica lasciata al nuovo governo. La Nadef è un documento fondamentale per predisporre la legge di bilancio per il 2023.

Nel frattempo, già dalla prossima settimana, il premier Draghi farà il punto con l'Arera - l'Authority dell'energia - e con i tecnici, assieme al ministro Cingolani, sulla situazione energetica del Paese: stoccaggi, piano di risparmio energetico, diversificazioni dalle fonti russe e quotazioni del gas, costantemente monitorate, arrivate sopra i 300 euro a megawattora e giudicate insostenibili dalle imprese. Oltre a battersi in sede europea per un tetto comune al prezzo del gas, il premier ragiona - come detto - anche sull'ipotesi di "doppia tariffa".

Non è escluso poi un nuovo intervento o decreto a sostegno di famiglie e imprese. Al ministero dell'Economia è partita una prima ricognizione di risorse disponibili. Lo sconto benzina, che scade il 20 settembre, può essere facilmente prorogato con un decreto ministeriale.

Il metodo del governo Draghi dovrebbe essere quello seguito con il decreto Aiuti bis, approvato all'inizio di agosto. Confrontarsi con tutti i leader politici, anche dell'ex opposizione ovvero FdI, prima di ogni decisione importante e poi andare spediti: in Parlamento, senza emendamenti e iter veloci, o nei ministeri laddove non fosse necessario il passaggio parlamentare. L'idea è quella di procedere all'insegna della "clean desk policy", ovvero di consegnare all'esecutivo entrante una scrivania pulita, scarica di ingombri e grane. Nel solco costituzionale tracciato dal presidente Sergio Mattarella che dilata gli affari correnti a tutte le emergenze e urgenze del Paese.

Anche dopo il 25 settembre il lavoro quindi non si fermerà, soprattutto a livello ministeriale. I tempi per avere un nuovo esecutivo nel pieno dei suoi poteri non saranno brevissimi, visto che l'insediamento del Parlamento è previsto per il 13 ottobre e poi un governo da fare. Ecco perché Palazzo Chigi vuole ora un cronoprogramma stringente su tutte le cose da fare nelle prossime otto settimane. A questo serve la convocazione per la prossima settimana dei capi di gabinetto di tutti i ministeri. Per fare il punto sui dossier e i decreti attuativi pendenti e preparare il calendario di lavoro: cosa fare e quando, con tanto di data.

È il metodo seguito, con successo, fin qui per il Pnrr. E che ora va accelerato. A partire dalla riforma della concorrenza, obiettivo Pnrr, approvata in forma di legge delega, ma bisognosa per funzionare di 14 decreti, 7 legislativi e 7 ministeriali, da approvare entro il 31 dicembre. Il decreto che riforma i servizi pubblici locali è quasi pronto: sarà il primo. Non sarà facile completarli tutti, tra le liberalizzazioni del trasporto pubblico locale, taxi esclusi, e dei porti. E le nuove regole per le concessioni balneari e idroelettriche. Temi ad alta intensità di scontro politico, con il centrodestra contrario.

Anche la bozza del nuovo codice degli appalti, altra riforma qualificante per il Pnrr, dovrebbe essere pronta entro il 20 ottobre. E se fosse approvata nei primi di settembre anche la riforma del fisco (che però non è obiettivo Pnrr), il governo Draghi è pronto a iniziarne l'attuazione: ieri a Rimini ha richiamato l'importanza di riformare il catasto. Senza contare l'ordinaria amministrazione, con la riapertura delle scuole, un Covid ancora da gestire e gli appuntamenti internazionali: a fine settembre l'assemblea dell'Onu a New York e il 6-7 ottobre il Consiglio Ue sul gas. È questa l'agenda Draghi, quella vera.