Dopo il boom di turisti, gli hotel pagano il caro bollette: "Risparmi su buffet e condizionatori"
di Raffaele Ricciardi , di Raffaele RicciardiMILANO - "Siamo partiti carichi di entusiasmo, da Pasqua in poi le prenotazioni non si sono mai fermate. Ora che arrivano le bollette, il sorriso si è trasformato in preoccupazione". Marina Lalli, presidente di Federturismo e albergatrice in Puglia, racconta come il caro-energia stia frustrando una stagione che fin qui aveva dato grandi soddisfazioni. "Di consuntivi non ce ne sono ancora, ma è stata senz'altro un'ottima annata", dice il direttore dell'associazione, Antonio Barreca. "Gli stranieri sono tornati con numeri pre-pandemia, arrivi e presenze sono andati bene. E' stata un'estate 'italiana'", racconta: "Il mare a farla da padrone e le città d'arte protagoniste dopo gli anni bui del Covid".
MILANO - "Siamo partiti carichi di entusiasmo, da Pasqua in poi le prenotazioni non si sono mai fermate. Ora che arrivano le bollette, il sorriso si è trasformato in preoccupazione". Marina Lalli, presidente di Federturismo e albergatrice in Puglia, racconta come il caro-energia stia frustrando una stagione che fin qui aveva dato grandi soddisfazioni. "Di consuntivi non ce ne sono ancora, ma è stata senz'altro un'ottima annata", dice il direttore dell'associazione, Antonio Barreca. "Gli stranieri sono tornati con numeri pre-pandemia, arrivi e presenze sono andati bene. E' stata un'estate 'italiana'", racconta: "Il mare a farla da padrone e le città d'arte protagoniste dopo gli anni bui del Covid".
Ma con le strutture a pieno regime, i costi energetici sono saliti. Con il prezzo medio al Gme che ha sfondato i 700 euro al megawattora, "le bollette degli alberghi sono cresciute fino a quattro o cinque volte", dice Barreca. Quando Ornella Laneri, albergatrice a Catania, ha pubblicato la sua su LinkedIn, "il profilo ha avuto un boom". Nel luglio 2021 aveva pagato 44mila euro, quest'anno 144mila. Qualcuno ha notato che sono aumentati i consumi. "E' vero, abbiamo fatto più convegni. Ma alle condizioni dell'anno scorso il conto sarebbe dovuto aumentare solo di soli 6mila euro! Ora paghiamo di elettricità poco meno che di stipendi". Così ci si arrangia: "Spieghiamo la situazione ai clienti: non troveranno l'aria condizionata accesa al loro arrivo in stanza, chiediamo loro di spegnerla quando escono. Di non prendere più del necessario al buffet, perché significa spreco di gas ed energia per le lavastoviglie". In modo spiccio, "ragioniamo da imprenditori e massaie: quali investimenti fare, ma anche quali luci tenere spente senza peggiorare il servizio agli ospiti".
Dalla loro parte, gli albergatori hanno alzato i prezzi e questo in parte ha difeso i margini: la stima è del 10-15%, poco più dell'inflazione. "Non dico che domattina chiuderò - mette in chiaro Laneri - Ma certo sarà impossibile ammodernare le strutture". In altri ambiti temono il peggio. Confcommercio stima una spesa energetica del terziario a 33 miliardi, dagli 11 del 2021: un quadro che "mette a rischio 120mila imprese e 370 mila posti di lavoro". La Fipe ha invitato i negozianti, da Firenze a Bari, ad esporre le bollette in vetrina. Se nel luglio 2021, calcola, un bar spendeva in media 2.300 euro di elettricità, ora è a 6.950. E "non tutti operano in luoghi esclusivi che consentono di attivare la leva dei prezzi", spiega Lalli. Mauro Rosatti è il general manager dell'Isola di Albarella, gruppo Marcegaglia: un'isola privata con 80 camere. "Nonostante un regime tariffario che ci ha difeso grazie a una componente fissa, i nostri costi sono aumentati del 100%. La bolletta da aprile a fine luglio era di 37mila euro nel 2019, 43mila l'anno scorso e 94mila quest'anno. L'incidenza sui ricavi è passata dal 3-4 al 7-8% e nel porto turistico è arrivata al 15%".
Se i più grandi possono sedersi al tavolo coi fornitori e spuntare condizioni che permettano la sopravvivenza, "per i piccoli è difficile", rimarca Barreca. Una strada sono le comunità energetiche: mettersi insieme per acquisti comuni. Ma per ora sono solo una manciata. Mentre sulle rinnovabili "pesano i vincoli burocratici e paesaggistici". Anche quando ci sono, è difficile che diano fiato a sufficienza. "Abbiamo stabilimento termale e albergo coperti da pannelli", annota Lalli, "ma la bolletta di luglio è comunque rincarata di quattro volte e mezzo. E a ottobre arriverà il conguaglio".
Già si guarda al futuro, e non è roseo. A cominciare dalla bassa stagione: "I costi per tenere aperta una struttura non sono proporzionali al numero di camere riempite. La parte fissa di impianti, illuminazione, condizionamento fa sì che il gioco non valga la candela", spiega Lalli. "Accorceremo la stagione", dice Rosatti. "Andiamo verso settimane in cui le nostre tariffe si abbassano del 40%, non è più sostenibile. Solitamente siamo a regime fino alla fine di ottobre, chiuderemo parti della struttura già dal 10 settembre". Le preoccupazioni investono poi la stagione invernale. "A queste condizioni, gli impianti di risalita che hanno il loro maggior costo nell'energia non potranno operare", aggiunge Lalli. Ed è impossibile programmare la prossima estate. "Alcuni clienti già chiedono di confermare per il prossimo anno e i tour operator iniziano a confezionare i pacchetti del 2023 - racconta Rosatti - Ma come possiamo determinare fin d'ora i listini, con queste incognite sui prezzi dell'energia?".