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Ed Yardeni: "La Bce stopperà le scommesse dei fondi contro l'Italia, è più vulnerabile la Germania"

(reuters)
L'analista finanziario sul record di posizioni ribassiste sui Btp: "Francoforte con il suo scudo è in grado di sconfiggere gli speculatori e proteggere l'euro. Se proprio vogliono mettere un Paese nel mirino, dovrebbe essere Berlino"
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"Questa scommessa contro l'Italia mi sembra surreale e sicuramente perdente. Si scontrerà senza nessun dubbio contro il muro di resistenza creato dalla Bce". Ed Yardeni, uno dei più prestigiosi analisti finanziari indipendenti di Wall Street, è più che altro sorpreso. "Attaccare l'Italia significa attaccare l'euro: ci ha provato già Ray Dalio con il suo fondo Bridgewater un paio di mesi fa senza risultati. Sembra che tutti abbiano dimenticato il "whatever it takes" di Mario Draghi".

La promessa dell'allora presidente della Bce, guarda caso l'uomo al centro delle paure attuali, è tuttora valida?

"Certo. Ha retto per tutta la gerenza Draghi, poi…

"Questa scommessa contro l'Italia mi sembra surreale e sicuramente perdente. Si scontrerà senza nessun dubbio contro il muro di resistenza creato dalla Bce". Ed Yardeni, uno dei più prestigiosi analisti finanziari indipendenti di Wall Street, è più che altro sorpreso. "Attaccare l'Italia significa attaccare l'euro: ci ha provato già Ray Dalio con il suo fondo Bridgewater un paio di mesi fa senza risultati. Sembra che tutti abbiano dimenticato il "whatever it takes" di Mario Draghi".

La promessa dell'allora presidente della Bce, guarda caso l'uomo al centro delle paure attuali, è tuttora valida?

"Certo. Ha retto per tutta la gerenza Draghi, poi l'ha fatta sua Christine Lagarde, che ha predisposto - dopo l'era del Quantitative easing e i tassi a zero - un scudo anti-spread (il Tpi annunciato il 21 luglio, ndr) per soffocare sul nascere le crisi del debito stile 2011. Peraltro perché si riproponga una crisi del genere è quanto di più improbabile perché le circostanze sono del tutto diverse. Ed è diversa, e più forte, la stessa Bce".

In che senso?

"La Bce ha, sull'onda di quell'impegno di Draghi e diverse misure che hanno composto il mosaico, ampliato le sue competenze, e quindi la sua forza. Oggi è in grado di sconfiggere gli speculatori comunque siano attrezzati. E' più simile alla Fed: deve lottare contro l'inflazione ma anche mantenere solida la via della crescita e la stabilità monetaria. Una partita quanto mai complessa visto che l'euro è una valuta comune a tanti Paesi con caratteristiche diverse".

Proprio su quest'eterogeneità si basano gli speculatori attaccando questo o quel Paese...

"Sa cosa le dico? Che se oggi vogliono isolare un Paese e attaccarlo, questo deve essere la Germania. Se la causa numero uno della crisi europea è la guerra, proprio il Paese più forte dell'Unione è il più debole, il più esposto per la questione del gas, il più vulnerabile vista la sua dipendenza dall'export. Ma attaccare la Germania è impensabile, così come lo è attaccare qualsiasi Paese per distruggere l'euro, la cui integrità è garantita".

Non ci sono solo l'inflazione, la guerra e la possibile recessione, ma l'enigma delle elezioni italiane. Neanche qui dobbiamo preoccuparci?

"L'Italia ha una storia democratica e una forza industriale intrinseca tali da metterla al riparo da rovesci qualsiasi sia l'esito del voto. E su eventuali debacle finanziarie, può contare appunto sull'aiuto della Bce, che ha risorse ampiamente sufficienti per difenderla da qualsiasi attacco evitando la frammentazione dell'euro. In più, l'Italia ha saputo difendersi con efficacia quanto a diversificazione delle fonti energetiche ed è il Paese dove la recessione morde di meno".

Ma questa recessione arriverà, sarà davvero globale e quanto durerà?

"Probabilmente una "folata" di recessione globale, comunque di breve durata e scarsa violenza, sarà il prezzo da pagare verso fine anno per raffreddare l'inflazione, e le Banche centrali stanno pilotando i tassi in questa direzione. Dove potranno arrivare gli interessi ce lo dirà oggi Jay Powell a Jackson Hole, ma i sacrifici saranno tollerabili. L'incognita, una volta acquisite le certezze sulla tenuta valutaria, è la guerra. Ma questa purtroppo sfugge ai radar degli analisti".