Dighe, ferrovie e energia verde: i mega progetti della Cina per riaccendere l’economia
dal nostro corrispondente
Gianluca Modolo
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dal nostro corrispondente Gianluca Modolo
La linea ferroviaria ad alta velocità tra Anqing e Jiujiang, nella provincia del Jiangxi
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Pechino lancia un piano di cantieri da mille miliardi. Una ricetta che mischia il vecchio cemento e il nuovo hi-tech, a cominciare dai chip. Ma che secondo gli analisti potrebbe non bastare a evitare il rallentamento del Pil e creare ulteriore debito
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
TIANJIN - Nuove città verdi, treni ad altissima velocità e canali d’acqua tra i più lunghi al mondo. La Cina che sta combattendo contro l’economia in discesa si rifugia sul più classico degli stimoli: investimenti miliardari per nuove luccicanti mega-infrastrutture. Un piano nazionale che ha cifre da capogiro: 6,8 trilioni di yuan (mille miliardi di dollari) di fondi governativi messi sul piatto. Per provare a dare una sterzata a quest’anno funestato da chiusure causa Covid e da un turbolento mercato immobiliare, e mettere le basi per il rilancio per gli anni a venire. I calcoli li ha fatti Bloomberg, anche se «la spesa totale potrebbe essere ancora più alta, tre volte tanto». Progetti che nel breve termine il governo spera possano dare una spinta all’occupazione. Ma messi in campo soprattutto con un occhio al futuro. Se saranno un successo o si riveleranno cattedrali nel deserto, resta ancora da vedere.
TIANJIN - Nuove città verdi, treni ad altissima velocità e canali d’acqua tra i più lunghi al mondo. La Cina che sta combattendo contro l’economia in discesa si rifugia sul più classico degli stimoli: investimenti miliardari per nuove luccicanti mega-infrastrutture. Un piano nazionale che ha cifre da capogiro: 6,8 trilioni di yuan (mille miliardi di dollari) di fondi governativi messi sul piatto. Per provare a dare una sterzata a quest’anno funestato da chiusure causa Covid e da un turbolento mercato immobiliare, e mettere le basi per il rilancio per gli anni a venire. I calcoli li ha fatti Bloomberg, anche se «la spesa totale potrebbe essere ancora più alta, tre volte tanto». Progetti che nel breve termine il governo spera possano dare una spinta all’occupazione. Ma messi in campo soprattutto con un occhio al futuro. Se saranno un successo o si riveleranno cattedrali nel deserto, resta ancora da vedere.
La grande via d'acqua
«C’è molta acqua a Sud, ma non molta a Nord. Se possibile, sarebbe bene prenderne in prestito un po’», diceva Mao negli anni ’50. La costruzione di canali, dighe e bacini occupa un posto di rilievo nei mega-progetti: 800 miliardi di yuan quest’anno. Da vent’anni Pechino investe nel faraonico progetto South-North Water Transfer e a luglio sono iniziati i lavori del tunnel per portare l’acqua dalle Tre Gole sul Fiume Azzurro fino allo Hubei: 200 chilometri, il più lungo al mondo. Dopo decenni di espansione del cemento, l’attenzione si sta spostando verso città più verdi. Un esempio: la nuova città ecologica di Songya, la cui costruzione è iniziata quest’anno. Costo: 200 miliardi di yuan. L’altro investimento preferito sono i parchi industriali, come il Qingdao Integrated Circuit Park da 20 miliardi di yuan, avviato quest’anno nel tentativo di sostenere l’industria nazionale dei chip.
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo, dal nostro corrispondente Gianluca Modolo
Una Cina più verde
E non manca il fiore all’occhiello della modernizzazione cinese: la rete ferroviaria ad alta velocità. Oggi la Cina ha già quella più estesa al mondo, 40 mila chilometri. Obiettivo per il 2035: 70 mila. Lo stesso vale per autostrade e metropolitane. Pechino prevede di costruire o ripristinare 58 mila chilometri di superstrade entro il 2035.
Grande attenzione infine alle rinnovabili. Nei deserti del Nord è iniziata negli ultimi mesi la costruzione di impianti eolici e solari che, entro il 2030, rappresenteranno la quota di rinnovabili pari a quella attualmente presente in Europa. La prima fase, 100 gigawatt di turbine e pannelli, dovrebbe essere completata l’anno prossimo. Le linee di trasmissione ad altissima tensione trasporteranno l’energia verso la costa Est, quella più popolosa.
La nuova città di Xiong'an, costruita dal nulla a Sud di Pechino e destinata ad assorbire alcune delle funzioni amministrative della Capitale
Gli analisti: "Non è detto basti"
Per venire in soccorso all’economia il governo ha appena pubblicato un nuovo piano di stimoli: 300 miliardi di yuan per lo sviluppo di strumenti finanziari; le imprese di produzione di energia elettrica potranno emettere nuove obbligazioni per 500 miliardi; 200 miliardi per il mercato immobiliare e i soccorsi per i disastri nelle zone colpite dalla siccità. Politiche monetarie espansive già viste molte volte nell’ultimo anno. Basterà? Gli analisti sono dubbiosi. «La recente raffica di annunci è meno impattante di quanto sembri. I tagli dei tassi sono troppo esigui per ravvivare la domanda di prestiti», scrive Capital Economics. Gli stimoli del passato, sostiene Tom Orlik, capo economista di Bloomberg, «hanno fatto ripartire la crescita, ma hanno anche portato la Cina su una traiettoria insostenibile. Il debito è aumentato troppo».