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Giù le bollette alle aziende. Caccia a 10-15 miliardi per tenere accesa l’Italia

(ansa)

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Il governo valuta altri tagli a Iva e oneri di sistema. L’idea di separare rinnovabili e prezzo del gas. Salvini: “Faremo uno scostamento da 30 miliardi”. Ma FdI lo gela. Scontro Letta-Conte sugli aiuti
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Servono almeno 10-15 miliardi, se si vuole intervenire in maniera efficace. Perché la fiammata dei prezzi dell’elettricità, alimentata da un corsa senza fine ai rincari del gas, brucia la liquidità delle imprese, rimpicciolisce il potere d’acquisto delle famiglie, rischia di vanificare gli aiuti da oltre 45 miliardi messi in campo dal governo dall’inizio dell’anno. Ecco perché chi, su indicazione del premier Mario Draghi, lavora in queste ore per preparare un nuovo intervento d’emergenza per tamponare la crisi spiega che servono risorse ingenti. Non meno di 10 miliardi, probabilmente di più. Ma il primo problema è dove trovarle, senza fare scostamenti di bilancio. Perché gli incassi da extraprofitti sono ancora aleatori, nonostante la stretta su chi non paga. Ed è vero che lo Stato continua a registrare incassi superiori al previsto, a partire dall’Iva, ma con il decreto di inizio agosto si &eg…

Servono almeno 10-15 miliardi, se si vuole intervenire in maniera efficace. Perché la fiammata dei prezzi dell’elettricità, alimentata da un corsa senza fine ai rincari del gas, brucia la liquidità delle imprese, rimpicciolisce il potere d’acquisto delle famiglie, rischia di vanificare gli aiuti da oltre 45 miliardi messi in campo dal governo dall’inizio dell’anno. Ecco perché chi, su indicazione del premier Mario Draghi, lavora in queste ore per preparare un nuovo intervento d’emergenza per tamponare la crisi spiega che servono risorse ingenti. Non meno di 10 miliardi, probabilmente di più. Ma il primo problema è dove trovarle, senza fare scostamenti di bilancio. Perché gli incassi da extraprofitti sono ancora aleatori, nonostante la stretta su chi non paga. Ed è vero che lo Stato continua a registrare incassi superiori al previsto, a partire dall’Iva, ma con il decreto di inizio agosto si è sfruttato tutto il margine della prima metà dell’anno.


Il secondo tema è quali misure possano essere più efficaci, perché il macigno che pesa sulle imprese è la mancanza di liquidità e quindi, avvertono le categorie, da sola la proroga - allo studio - dei crediti d’imposta fino a fine anno non basta. Bisognerebbe abbassare ancora il costo delle bollette per renderle sostenibili. Azzerare ad esempio gli oneri di sistema anche sul gas o abbassare ancora l’Iva: andrebbe a favore di famiglie e imprese. Misure da sommare a un nuovo sconto sulla benzina e fondi per la cig straordinaria. 
Certo, è convinto Draghi, la vera risposta deve essere strutturale. E quindi europea. Un tetto al prezzo del gas. O almeno lo sganciamento dei prezzi dell’elettricità prodotta da altre fonti, come le rinnovabili, da quelli ben più alti del metano. Allo studio ci sarebbe anche - non da ieri - la possibilità di anticipare questo intervento europeo, attuando il “disaccoppiamento” a livello nazionale. Ci sta pensando anche la Germania, ma in un sistema interconnesso non è facile. Un esperimento il governo l’ha già fatto: sono pronti due decreti interministeriali per garantire, via Gse, a pmi e aziende energivore pacchetti di energia a prezzi calmierati (fino a 2,5 miliardi di metri cubi di gas). Se ampliare il meccanismo o generalizzarlo, si valuterà. Il lavoro di Palazzo Chigi e ministeri entrerà nel vivo domani, per un decreto che potrebbe diventare un emendamento al dl Aiuti già in conversione in Parlamento. 


Certo, l’incisività di un governo dimissionario è ridotta. E le richieste da campagna elettorale esorbitanti. Giuseppe Conte insiste per uno scostamento di bilancio e accusa l'esecutivo di "aver perso già troppo tempo". Matteo Salvini stima misure per 30 miliardi e promette lo scostamento come primo impegno del nuovo governo. "Con quale credibilità chi 37 giorni fa ha fatto cadere il governo Draghi pretende oggi dallo stesso governo misure per la crisi energetica?", s’indigna su Twitter Enrico Letta, citando Conte, Salvini e anche Berlusconi. «Mentre noi incalzavamo Draghi - il leader M5s ribatte, va allo scontro - forse tu eri distratto tra furia bellicista per il conflitto in Ucraina, armi e inceneritori». 
In questo clima Carlo Calenda insiste sulla moratoria elettorale, inascoltato. E se all’apparenza son tutti d’accordo nel chiedere a Draghi un decreto, in concreto le soluzioni divergono. Anche a destra. Se Salvini per il futuro già invoca uno scostamento, Fdi lo nega: «Non si può fare deficit extra, noi siamo attenti ai conti pubblici», dichiara Maurizio Leo. Giorgia Meloni ha perciò proposto di tagliare del 30% le bollette a costo zero tagliando «tutti gli oneri di Stato». Ma il leader di Azione smentisce sia possibile: il taglio sarebbe ben inferiore e costerebbe diversi miliardi.